Cosa dirà la gente (2017)
- michemar

- 11 giu 2019
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 15 mag 2023

Cosa dirà la gente
(Hva vil folk si) Norvegia/Germania/Svezia/Francia/Danimarca 2017 dramma 1h46’
Regia: Iram Haq
Sceneggiatura: Iram Haq
Fotografia: Nadim Carlsen
Montaggio: Janus Billeskov Jansen, Anne Østerud
Musiche: Lorenz Dangel, Martin Pedersen
Scenografia: Vintee Bansal, Ann-Kristin Talleraas
Costumi: Rohit Chaturvedi, Ida Toft
Maria Mozhdah: Nisha
Adil Hussain: Mirza
Ekavali Khanna: Najma
Rohit Saraf: Amir
Ali Arfan: Asif
Sheeba Chaddha: la zia
Lalit Parimoo: lo zio
Jannat Zubair Rahmani: Salima
Maria Bock: assistente sociale
TRAMA: La quindicenne Nisha vive una doppia vita. A casa, a Oslo, obbedisce alle tradizioni e ai valori della sua famiglia pakistana ma, appena fuori, si trasforma in una tipica adolescente norvegese. Un giorno, però, i suoi due universi si scontrano brutalmente quando il padre la sorprende a letto con il fidanzato norvegese. Segregata dai genitori, sarà costretta ad andare a vivere in Pakistan, dove superate le paure iniziali inizierà a vedere in maniera inedita la cultura dei suoi genitori.
Voto 6,5

Di queste vicende purtroppo ne leggiamo e sentiamo spesso e vittime ne sono soprattutto le donne, storie sempre ambientate nelle famiglie immigrate nei Paesi occidentali dove loro portano nella nuova residenza le proprie tradizioni. Succede tante volte che i giovani guardandosi intorno non accettano più le tradizioni familiari e si adeguano alla mentalità che hanno imparato e osservato, suscitando l’irritazione e molto spesso la reazione violenta dei maschi di casa. Ma se allarghiamo lo sguardo, il film – che parla appunto di queste tematiche - fa riflettere sulla condizione della donna in genere, problematica a ogni latitudine. Oltretutto, a 16 anni è normale essere insofferenti alle imposizioni dei genitori, e in questo la protagonista Nisha, che vive a Oslo con la sua famiglia pakistana molto conservatrice, non è diversa da tutti gli altri. Capita infatti che Nisha viene scoperta ad amoreggiare col suo ragazzo norvegese e quindi, privata del telefono e di ogni contatto coi suoi amici, viene spedita a forza in Pakistan.

L’urgenza del film viene dal fatto che la regista Iram Haq prende spunto dalla sua esperienza personale e ce lo racconta facendo risaltare fortemente le contraddizioni che la povera ragazza vive sulla sua pelle, lei adolescente desiderosa (come tutte a quella età) di vivere in libertà le gioie dei primi amori, caparbia e resistente, perché la sua età e il suo desiderio se ne infischiano della lingua, dei costumi, delle tradizioni che dovrebbero limitarla. La sua vita è doppia: una dentro casa e una fuori, come una duplice identità, ma il drammatico sviluppo manderà a rotoli i suoi sogni.

Una pellicola drammatica che sviluppa con delicatezza e sensibilità un tema molto dibattuto, senza mai scadere nella banale accusa né nell’autocommiserazione della protagonista.

Riconoscimenti
Il film ha vinto quattro premi all’Amanda Prisen 2018 (a cura del Norwegian International Film Festival di Haugesund): miglior cinema norvegese, miglior regista (Iram Haq), miglior attore maschile (Adil Hussain) e miglior sceneggiatura cinematografica (Iram Haq). Inoltre, è stato candidata quale migliore attrice la protagonista Maria Mozhdah.






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