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Croce e delizia (2019)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 28 giu 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Croce e delizia

Italia 2019 commedia 1h40’


Regia: Simone Godano

Sceneggiatura: Giulia Louise Steigerwalt

Fotografia: Daniele Ciprì

Montaggio: Gianni Vezzosi

Musiche: Andrea Farri

Scenografia: Tonino Zera

Costumi: Monica Gaetani


Alessandro Gassmann: Carlo

Jasmine Trinca: Penelope

Fabrizio Bentivoglio: Tony

Filippo Scicchitano: Sandro

Lunetta Savino: Ida

Anna Galiena: Giulietta

Rosa Diletta Rossi: Carolina

Clara Ponsot: Olivia


TRAMA: I Castelvecchio e i Petagna sono due famiglie agli antipodi, diverse per estrazione sociale e mentalità, che si trovano a passare le vacanze estive assieme. Le loro vite vengono scombussolate quando i rispettivi capofamiglia, Tony e Carlo, annunciano di essere innamorati e di volersi sposare. I loro figli Penelope e Sandro faranno di tutto per mandare a monte la loro unione.


Voto 6-

I Castelvecchio sono una famiglia di eccentrici, hanno una mentalità aperta, ma sono narcisisti e disuniti. I Petagna sono tutto l'opposto: gente molto affiatata, di estrazione sociale più umile, dai valori tradizionali e conservatori. Come mai queste due famiglie così diverse si ritrovano a trascorrere le vacanze estive insieme? Lo sanno solo i capifamiglia Tony (Fabrizio Bentivoglio) e Carlo (Alessandro Gassmann), che hanno un segreto che non devono comunicare a tutti, ma nella forma migliore e al momento opportuno. Ed infatti, l'inaspettato annuncio della loro relazione e del loro amore scardinerà gli equilibri delle due famiglie ma soprattutto quelli di Penelope (Jasmine Trinca) e Sandro (Filippo Scicchitano), i loro rispettivi primogeniti.

Siamo nella situazione tipica della commedia italiana dell’era attuale, mai sufficientemente ironica e graffiante come seppero fare solo i grandi registi di questo genere negli anni ’60 e ’70, i quali ebbero anche la fortuna di disporre di attori unici, i migliori mai visti, ma ogni tanto succede che un guizzo si avverte, un barlume si accende ancora oggidì. Nulla di eclatante, sia chiaro, che nella maggior parte dei casi buoni sfiora soltanto la sufficienza, ma nulla di più. È così anche questa volta, specialmente perché Alessandro Gassmann e Fabrizio Bentivoglio sono bravissimi e caratterizzano a dovere i loro personaggi, fino a dominare la scena.

Simone Godano si era già fatto notare con un’altra commedia paradossale (Moglie e marito) con un magico scambio (e relativa guerra) di sesso tra i due coniugi, e soprattutto del riuscito Marilyn ha gli occhi neri, segno che lo attirano soggetti anomali, spiazzanti e sufficientemente brillanti che riguardano l’identità di genere. Il lato positivo di questo film è che è una commedia attenta ai dialoghi, che rifiuta le facili volgarità e che gioca in maniera intelligente sugli stereotipi, facile tranello in una trama come questa.

Come dice il regista stesso: “Devo dar merito alla sensibilità di Giulia Louise Steigerwalt, la sceneggiatrice, per essere riuscita ad aggirare i didascalismi e le risate facili, concentrandosi su fattori attinenti alla dimensione famigliare, più che all’omosessualità. La sua è una scrittura che scalda emotivamente i personaggi. Volevamo costruire una commedia non fine a se stessa, ma in cui si addensassero più tematiche; l’idea vincente è stata trattare conflitti sociali che in un momento storico come questo è bene mantenere a galla, e approcciare l’omosessualità come un aspetto che passa in secondo piano, che non è il perno del film.”


 
 
 

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