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Disorder - La guardia del corpo (Maryland) (2015)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 6 nov 2019
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 9 mag 2023


Disorder - La guardia del corpo

(Maryland) Francia/Belgio 2015 thriller 1h38’


Regia: Alice Winocour

Sceneggiatura: Alice Winocour, Jean-Stéphane Bron

Fotografia: Georges Lechaptois

Montaggio: Julien Lacheray

Musiche: Mike Lévy

Scenografia: Samuel Deshors

Costumi: Pascaline Chavanne


Matthias Schoenaerts: Vincent

Diane Kruger: Jessica

Victor Pontecorvo: Tom

Jean Louis Coulloc'h: medico militare

Paul Amis: Denis

Zaïd Errougui-Demonsant: Ali

Percy Kemp: Imad Whalid

Mickaël Daubert: Kévin

Franck Torrecillas: Franck


TRAMA: Vincent, un soldato francese delle forze speciali appena rientrato dall'Afghanistan, è affetto da stress post traumatico e per il momento non è autorizzato a ritornare in azione. Viene così assunto come guardia per garantire la sicurezza nella lussuosa villa del milionario libanese Imad Whalid, in Costa Azzurra, dove è stata organizzata una serata di gala. Poiché deve partire improvvisamente per Ginevra, Whalid gli chiede di sorvegliare per 48 ore la moglie Jessie e il figlio. Immerso nella vita privata della famiglia, Vincent sembra cadere vittima della paranoia, prima di scoprire che il pericolo da egli paventato sia più reale che mai.


Voto 6

Delle conseguenze disastrose sulla psiche dei reduci di ogni tipo di guerra se ne parlava poco nel cinema ma da qualche decennio e soprattutto dopo le ultime guerre (quelle che con cinico linguaggio vengono descritte “esportatrici di democrazia”) la patologia “disorder” ha sempre più interessato i produttori e i registi.

È il caso di questo film di produzione franco-belga, che parla appunto dello stress post-traumatico che colpisce duramente la mente di un militare francese al rientro da una missione in Afghanistan. Ha anche disturbi fisici (un fischio insopportabile all’orecchio) e vuol rientrare al fronte: si sa, un militare non molla facilmente e la divisa è la sua vita. Non ammesso momentaneamente al rientro nell’esercito, trova intanto lavoro come bodyguard. È con questo compito che per la ditta per cui lavora viene inviato a prestare servizio nella lussuosa villa di un magnate libanese (che traffica anche nel mercato delle armi) in cui viene a conoscenza della padrona di casa, una bellissima donna di origine tedesca. Ovvio che qui la vita non sarà tanto semplice come pensava in un primo momento: il traffico illegale di armi porta sempre con sé molti rischi, anche per i familiari degli affaristi internazionali. E difatti ad un certo punto succedono episodi gravi e improvvisi che impegneranno il bodyguard seriamente. Come pure è scontato che il cliché “donna bella e sola e uomo che la protegge” venga sfruttato.

Ci si mette una quarantenne regista francese, Alice Winocour, al suo secondo lungo, a dirigere un film più che altro d’azione che, partendo appunto da una situazione di disagio, prende la piega dell’action alquanto tinto di rosa, perché - come spesso accade- diventa inevitabile che tra la guardia del corpo e la persona protetta scoppi prima o poi la scintilla. Nulla di speciale il film, ma la Winocour tiene l’opera su un piano certamente accettabile e anche la tensione crescente sa gestirla discretamente, con buoni risultati finali. Ha anche il merito, prima di dare il via alle sequenze più movimentate, di azzardare (lavoro non facile) di tratteggiare il lato caratteriale e psicologico del protagonista Vincent e il suo lato istintivo, come quello di una bestia che fiuta il pericolo ben prima che si verifichi veramente. Paranoia o indole felina?


Lo si scoprirà con l’evolversi della trama. Il resto ce lo mettono prima di tutto la prestanza fisica del sempre più richiesto Matthias Schoenaerts, sempre pronto a questi ruoli e poi la bellezza dolce e spigolosa di Diane Kruger.



 
 
 

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