Era mio figlio (2019)
- michemar

- 7 mar 2022
- Tempo di lettura: 4 min

Era mio figlio
(The Last Full Measure) USA 2019 dramma 1h56’
Regia: Todd Robinson
Sceneggiatura: Todd Robinson
Fotografia: Byron Werner
Montaggio: Claudia Castello, Terel Gibson, Richard Nord
Musiche: Philip Klein
Scenografia: Jonathan A. Carlson
Costumi: Peggy Stamper
Sebastian Stan: Scott Huffman
Christopher Plummer: Frank Pitsenbarger
William Hurt: Thomas Tulley
Ed Harris: Ray Mott
Samuel L. Jackson: Billy Takoda
Bradley Whitford: Carlton Stanton
Diane Ladd: Alice Pitsenbarger
Jeremy Irvine: William Hart Pitsenbarger
Alison Sudol: Tara Huffman
Linus Roache: Whit Peters
Peter Fonda: Jimmy Burr
Amy Madigan: Donna Burr
John Savage: Chauncy Kepper
Dale Dye: sen. Madison Holt
LisaGay Hamilton: Celia O'Neal
Michael Imperioli: Jay Ford
Robert Pine: Meredith Huffman
TRAMA: Durante una missione di salvataggio l'11 aprile 1966, il paracadutista statunitense William H. Pitsenbarger ha la possibilità di fuggire sull'ultimo elicottero impegnato in una difficile zona di guerra in Vietnam. Decide però di non approfittarne e di rimanere a terra per aiutare i compagni, compiendo il più grande sacrificio della sua vita. Trentadue anni dopo, Scott Huffman - membro dello staff del Pentagono in rampa di lancio per un avanzamento di carriera - riceve il compito di indagare su quanto accaduto per una richiesta di medaglia d'onore a Pitsenbarger avanzata dal suo superiore e dai genitori.
Voto 6,5

Scrivere in questi giorni del film di Todd Robinson si rivela una brutale coincidenza pensando alle immagini che girano nei notiziari e nel web a proposito della guerra scoppiata con l’invasione della Russia nel territorio dell’Ucraina: foto di bimbi morti, di soldati giovani uccisi spiegano meglio di ogni altra cosa la tragedia disumana che si consuma ogni volta. I genitori dei caduti non vedranno più cosa sarebbe stata la vita del loro caro, i nipoti che avrebbero avuto, gli studi finiti, la carriera professionale. La vita spezzata dei figli è anche quella dei genitori. La storia si ripete infinite volte, da sempre, come anche quella del padre e la madre di William Hart Pitsenbarger, caduto in guerra nel 1966, durante l’intervento degli USA in Vietnam. Quel giovane era un paracadutista dell'Aeronautica che l'11 aprile di quell’anno salvò personalmente una sessantina di uomini in una delle battaglie più sanguinose del conflitto prima di combattere e morire insieme a militari che non aveva mai conosciuto prima. A 30 anni di distanza, Frank e Alice Pitsenbarger stanno ancora lottando per veder riconosciuto il valore eroico del figlio e per ottenere una giusta medaglia d’onore (Medal of Honor).

Rivolgendosi a destra e a manca nella burocrazia americana, inascoltati e sfiduciati, assieme a Tom Tulley, sergente dell'Aeronautica oramai in pensione che si batte per la stessa causa. riescono a far interessare alla vicenda un ambizioso assistente del Pentagono, ScottHuffman. Alquanto riluttante, egli comincia a intervistare i veterani della Prima Divisione di Fanteria dell'esercito che hanno visto all'opera William e il suo coraggio, dai quali racconti emerge cosa successe veramente durante quella che divenne nota come Operazione Abilene, una missione che si concluse tragicamente con un'imboscata dei vietcong e con l'incredibile atto di eroismo di William, che si rifiutò di fuggire e mettersi al riparo per salvare i militari sul campo. Huffman incontra anche i Pitsenbarger e Chauncy Kepper, un sopravvissuto dell'Operazione Abilene che ha dedicato a sua esistenza ad aiutare i veterani a guarire dai traumi della guerra. Il giovane funzionario scopre nel frattempo anche la corruzione politica che nega riconoscimenti in casi simili.

Se l’operazione del riconoscimento ci mise 30 anni, il regista non è stato da meno, perché ci son voluti 20 anni per poter raccogliere il materiale e scrivere il film che narra appunto la battaglia condotta dai genitori dell’eroe e di chi ne fu testimone. Inizialmente doveva essere un film sulla figura di questi paracadutisti (in originale pararescuemen, cioè la squadra speciale dell'Aeronautica Militare chiamata a prestare operazioni di ricerca e soccorso in zone di guerra e aiuti umanitari in zone delicate) ma a seguito della conoscenza dei coniugi, Todd Robinson si è fortemente interessato all’impresa di William. Le parole di Frank Pitsenbarger lo colpirono e iniziò a riflettere su cosa significasse perdere un figlio a causa di una guerra inspiegabile. Capì allora che direzione dare al progetto: doveva diventare una storia sulla perdita e sul sacrificio. Scoprì anche che c'era uno storico di nome Parker Hayes che si era occupato dell'assegnazione della medaglia, intervistando per conto del Pentagono i veterani di guerra, assicurandosi che la storia fosse vera. Dai loro resoconti, sono nate le quattro diverse storie di veterani che ho sono state portate in scena.

È facile cadere nella retorica spiegando le ragioni della nascita del soggetto del film, è la stessa storia che lo induce, ma indubbiamente il cinema americano ci ha abituati al modo di esporre dei fatti (reali o di finzione) in maniera artificiosa per esaltare il racconto o le figure dei personaggi. E questo film ci cade con tutti e due i piedi. Onestamente, però, era quasi inevitabile. Non va bene quando poi si esagera. Diciamo che l’opera di Todd Robinson (fattosi notare per qualche film, principalmente per L'Albatross - Oltre la tempesta) non perde il vizio ma venendo a conoscenza della vera storia di William Hart Pitsenbarger si capisce il perché.




Ed è anche inevitabile la giusta commozione che si può provare soprattutto nel finale, quando finalmente Frank e Alice vedono premiati i loro sforzi. Se il film ha una certa risonanza è perché vi recita un cast notevolissimo, composto da attrici e attori molto noti. Il protagonista delle indagini è l’interprete di tanti film Marvel (tra cui Capitan America) Sebastian Stan, poi rivisto, tra le sue tantissime presenze, come marito di Tonya, mentre l’eroe da celebrare è Jeremy Irvine (il ragazzo di War Horse di Spielberg, per intenderci).






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