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Era mio padre (2002)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 22 mar 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 29 mag 2023


Era mio padre

(Road to Perdition) USA 2002 noir 1h57'


Regia: Sam Mendes

Soggetto: Max Allan Collins, Richard Piers Rayner

Sceneggiatura: David Self

Fotografia: Conrad L. Hall

Montaggio: Jill Bilcock

Musiche: Thomas Newman

Scenografia: Dennis Gassner

Costumi: Albert Wolsky


Tom Hanks: Michael "Mike" Sullivan

Tyler Hoechlin: Michael Sullivan Jr.

Paul Newman: John Rooney

Jude Law: Maguire

Jennifer Jason Leigh: Annie Sullivan

Liam Aiken: Peter Sullivan

Daniel Craig: Connor Rooney

Stanley Tucci: Frank Nitti

Ciarán Hinds: Finn McGovern


TRAMA: Illinois, anni '30, gli anni del proibizionismo: il gangster John Rooney ha preso il controllo di tutte le attività illecite. Tra i suoi uomini c'è Michael "l'Angelo" Sullivan: killer spietato ma anche padre di famiglia affettuoso, che nasconde ai figli la sua attività. Una notte, uno dei figli lo segue di nascosto, e assiste a un regolamento di conti della banda di Rooney: i gangster uccideranno la moglie e l'altro figlio di Michael, come avvertimento, perché il piccolo non riveli a nessuno quanto ha visto. Si innesca una reazione a catena e Sullivan non potrà far altro che ingaggiare una lotta con la malavita, un percorso che lo porterà alla liberazione solo a costo dell’annientamento, per garantire al figlio superstite un futuro pulito.


Voto 7,5

Dopo l’esordio straordinario e premiato con l’Oscar di American Beauty, Sam Mendes, dalla matrice teatrale inglese e portato al cinema hollywoodiano dalla sua estimatrice Judi Dench, cambia totalmente registro e si tuffa nel cinema classico, quello americano del gangster, traendo da un fumetto una storia tragica, intrisa di sentimenti familiari forti e passionali, di appartenenza e di predominio criminale.


Sin dal primo film si poteva notare il suo talento nell’inquadrare i caratteri dei protagonisti, dalle forti personalità o dalle grandi debolezze. La sua seconda opera è bellissima e nello stesso tempo lussuosa e stringata, nello stesso tempo povera ma ricca in molti tratti, buia e luminosa di sentimentalismi. Il cast è curatissimo (e questo era avvenuto anche nel primo film), dove il boss ha lo sguardo gelido e affettuoso di uno dell’ultimo Paul Newman, che anche in questa occasione lascia un’impronta forte, mentre Mendes è bravo ad offrire a Tom Hanks, il buono per antonomasia del cinema statunitense, il suo primo ruolo di cattivo, quello di un killer freddo e senza ripensamenti.


Gelidi anche gli sguardi di altri due personaggi: Daniel Craig e Jude Law, l’uno frivolo e imprevedibile, l’altro glacialmente professionista, cangiante e spietato, affidabile quindi fino alla conclusione del compito affidatogli. Il finale lascia un lungo retrogusto malinconico e pieno di speranze.

Il film è tratto dal romanzo a fumetti di Max Allan Collins e Richard Piers Rayner e la collezione di fotografie esposta sulle pareti dell'appartamento del killer e fotoreporter Maguire è quella che la polizia raccolse negli anni Trenta sulle scene del crimine.

Film bello e affascinante, come lo è la strada che porte alla vendetta e alla perdizione!


2003 - Premio Oscar

Migliore fotografia

Candidatura al miglior attore non protagonista a Paul Newman

Candidatura alla miglior colonna sonora

Candidatura alla migliore scenografia

Candidatura al miglior sonoro

Candidatura al miglior montaggio sonoro

2003 - Golden Globe

Candidatura al miglior attore non protagonista a Paul Newman

2003 - BAFTA

Migliore fotografia

Migliore scenografia

Candidatura al miglior attore non protagonista a Paul Newman



 
 
 

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