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Florence (2016)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 4 ago 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

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Florence

(Florence Foster Jenkins) UK/Francia 2016, biografico, 1h51’


Regia: Stephen Frears

Sceneggiatura: Nicholas Martin

Fotografia: Danny Cohen

Montaggio: Valerio Bonelli

Musiche: Alexandre Desplat

Scenografia: Alan Macdonald

Costumi: Consolata Boyle


Meryl Streep: Florence Foster Jenkins

Hugh Grant: St. Clair Bayfield

Simon Helberg: Cosmé McMoon

Rebecca Ferguson: Kathleen Weatherley

Nina Arianda: Agnes Stark

John Kavanagh: Arturo Toscanini

David Haig: Carlo Edwards

Bríd Brennan: Kitty

Stanley Townsend: Phineas Stark

Allan Corduner: John Totten


TRAMA: Florence Foster Jenkins, leggendaria ereditiera di New York, persegue ossessivamente il sogno di diventare una grande cantante lirica. Convinta che la sua sia una voce fantastica, Florence ignora che gli altri la reputano terribile. Il marito e manager Clair Bayfield, un aristocratico inglese, fa di tutto per proteggerla dalla verità ma la situazione diventa quasi ingestibile quando la donna decide di tenere un concerto aperto al pubblico al Carnegie Hall nel 1944.


Voto 6



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Era ricca, stonata, amante della musica e delle arti. Si chiamava Florence Foster Jenkins, nobildonna americana vissuta dal 1868 al 1944 e su di lei il regista francese Xavier Giannoli vi costruì un particolare personaggio chiamandolo però Marguerite. A sua volta l’inglese Stephen Frears, che in verità nella sua vita artistica ha firmato commedie e drammi di tutt’altro genere, ne ha realizzato il remake, chiamando però la protagonista con il suo vero nome, Florence.



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In verità il film non entusiasma di per sé, anche per colpa di una sceneggiatura piatta e poco guizzante, ma ciò che stimola è che continuamente non si sa se è una commedia tragica o un dramma che fa ridere, perché l’inadeguatezza della Florence per il canto è talmente evidente che ascoltandola non si sa se ridere o provare tenerezza per i suoi goffi tentativi. Lei ce la mette tutta, anzi anche di più se possibile, ma i risultati sono sempre comicamente e tragicamente disastrosi.



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Cosa emerge essenzialmente dal film sono i due protagonisti. In primis l’incontenibile e impareggiabile Meryl Streep, che di suo è brava a cantare (lo abbiamo notato in altre occasioni) ma dedicarsi alla musica operistica è ben altra roba, tanto che per girare questo film ha dovuto anche prendere lezioni di canto. Per stonare invece ci ha messo del suo: formidabile! Sicuramente anche se il film è doppiato la voce che si ascolta quando canta è realmente la sua e quindi divertiamoci. L’unico dubbio che viene in mente è: ma era cosciente di ciò che combinava? Sapeva che gli astanti la applaudivano per compiacenza o era incosciente? Boh!



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Ma chi emerge prepotente è la misurata, britannica, composta recitazione di Hugh Grant, che è St. Clair Bayfield, il marito devoto che si spezza in quattro pur di accontentare la moglie e farla cantare in pubblico, un ottimo manager, non c’è che dire. È in realtà in vero e proprio mantenuto, in quanto aveva una regolare amante, e a casa ci sta poco, però… però lo scopo principale della sua vita era la felicità di Florence.



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Così bravi entrambi da meritare la candidatura sia per i Golden Globe che per gli Oscar.




 
 
 

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