Formula per un delitto (2002)
- michemar

- 12 mar 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 24 feb 2024

Formula per un delitto
(Murder by Numbers) USA 2002 thriller 1h55’
Regia: Barbet Schroeder
Sceneggiatura: Tony Gayton
Fotografia: Luciano Tovoli
Montaggio: Lee Percy
Musiche: Clint Mansell
Scenografia: Stuart Wurtzel
Costumi: Carol Oditz
Sandra Bullock: Cassie Mayweather
Ben Chaplin: Sam Kennedy
Ryan Gosling: Richard Haywood
Michael Pitt: Justin Pendleton
Agnes Bruckner: Lisa Mills
Chris Penn: Ray Feathers
TRAMA: Il cadavere di una giovane donna viene trovato nel bosco di una cittadina costiera della California. L'indagine è affidata alla detective Cassie e al suo nuovo partner Sam. I primi indizi fanno pensare ad un casuale atto di violenza. La protagonista vuole scavare più a fondo. E finalmente arriva a due giovani, Richard e Justin, convinti che si possa commettere il delitto perfetto.
Voto 6

È davvero possibile che si possa preparare scientificamente un delitto in maniera così perfetta e resti quindi impunito? Così perfetto che non possa sembrare un reato e quindi che sfugga all’attenzione della polizia? Ma soprattutto, lo si può preparare come se fosse uno schema matematico? In altre parole, stiamo parlando di quel concetto che tanto ha attirato la curiosità dei giallisti e degli autori di cinema: il delitto perfetto. Con o senza cadavere, le distinzioni, grosso modo, si fermano a questo. In Nodo alla gola i personaggi si chiedono che fine abbia fatto un tale, in Delitto per delitto (L’altro uomo) il piano prevede uno scambio di favori per allontanare i sospetti, ne Il delitto perfetto basta il titolo. Ok, stiamo parlando solo di Alfred Hitchcock, ma si può far cenno di Frenesia del delitto di Richard Fleischer con Orson Welles, o addirittura Woody Allen con il suo Irrational Man e chissà quanti altri casi. Il delitto perfetto, che passione!

Barbet Schroeder, che è un collezionista di thriller, un vero specialista che spazia nell’intero panorama del genere giallo con tutte le sfumature possibili, lo cerca nella mente di due giovanotti WASP, due studenti di un liceo californiano per famiglie benestanti, annoiati, brillanti, cinici testimoni del nichilismo che sta attraversando la gioventù che vuol provare il brivido della sfida difficile. Richard e Justin, il più cool e il più nerd della classe, si alleano per studiare come si possa commettere per pura dimostrazione un grave reato criminale e passarla liscia. Anche scegliendo a caso la vittima, così, per divertimento.

Come da prassi c’è sempre il granello che inceppa, il particolare dimenticato, l’oggetto che non funziona, insomma capita sempre che l’imprevisto rovini il piano: tutto sta nel trovarli o, meglio, avere dei sospetti e voler cercare l’errore. Come viene in mente ad una detective dal passato difficile, Cassie Mayweather, afflitta da una imbronciata espressione monocorde (viene facile a Sandra Bullock?) per via di una violenta esperienza coniugale. Sarà anche disturbata, come la vedono i suoi colleghi, ma è testarda e tenace, si è fissata sul caso della donna trovata morta in un bosco e vuole andare a fondo anche se non si trovano indizi. Al suo fianco un collega appena arrivato da altro reparto, Sam Kennedy, dalla faccia spesso perplessa, ma i superiori intimano loro di lasciar stare perché perdono tempo su un caso da chiudere. Loro disobbediscono ed avranno ragione.

Barbet Schroeder mescola bene le carte, mostra quello che pare sia una spiegazione ed invece porta a spasso lo spettatore, ciò che sembra una soluzione è un nuovo inizio. Se il crimine, come in questo caso, è un gioco mentale, tale è anche quello che conduce il regista per confondere le acque e farci attendere il finale. E allora punta molto sullo strano legame che unisce i due giovanotti. A loro dedica diverse sequenze e ci mostra quanto irridano la società che li circonda: due tipi insopportabili. E se Michael Pitt ha sempre avuto la faccia predisposta per ruoli di questo tipo, chi sorprende (ma solo perché lo abbiamo conosciuto meglio in seguito) è Ryan Gosling, il quale arrivava fresco dal film che aveva rivelato la sua versatilità (The Believer). Tra i due è una gara sia come attori nel saper recitare il ruolo di cinici insoddisfatti, sia come personaggi che scherzano con il fuoco del crimine. Molto bravi.

Non è un film eccezionale, ma Barbet Schroeder sa condurre il gioco, ne fa un prodotto interessante e il cast collabora molto bene. Ignorando i retroscena spiegati, si resta abbastanza sorpresi e incuriositi.
Il film è ispirato al reale fatto di cronaca di Leopold e Loeb, due ricchi studenti dell'Università di Chicago, che il 21 maggio del 1924 assassinarono il quattordicenne Bobby Franks, venendo in seguito condannati all'ergastolo.






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