Futura (20219
- michemar

- 11 mag 2022
- Tempo di lettura: 2 min

Futura
Italia/Francia 2021 dramma 1h37
Regia: Lamberto Sanfelice
Sceneggiatura: Lamberto Sanfelice, Fabio Natale
Fotografia: Luca Bigazzi, Adele Pozzali
Montaggio: Riccardo Cannella, Cristiano Travaglioli
Scenografia: Monica Sironi
Costumi: Grazia Materia
Niels Schneider: Louis
Matilde Gioli: Valentina
Daniela Vega: Lucya
Aurora Onofri: Anita
TRAMA: Louis è un jazzista di talento, che ha rinunciato alla musica dopo essersi scontrato con le prime difficoltà della vita da trombettista. Sbarca il lunario lavorando come tassista notturno e spacciando cocaina con Lucya, una transessuale cilena, che sembra essere la sua unica amica. Il senso di frustrazione per un'esistenza che sente non appartenergli e una relazione irrisolta con la figura paterna, il mitico sassofonista Max Perri, allontanano ulteriormente Louis da sua moglie e sua figlia. L'opportunità di redenzione arriva quando Niko, un vecchio amico del padre, gli propone di unirsi alla sua band per un importante concerto, che potrebbe segnare una svolta nella carriera dell’uomo.
Voto 6

Si è avuto modo di apprezzare Lamberto Sanfelice nel suo buon esordio Cloro e rieccolo con un altro soggetto ancora più particolare, ancora più pensato, con un personaggio ancora più introverso, quindi senza mai – questo risulta subito evidente - accontentarsi di opere facili, in maniera forse addirittura ambiziosa ma senz’altro da ammirare. Ci vuole sempre coraggio per opere del genere e soprattutto avere idee chiare.

L’idea del film nacque da un incontro quando un giorno, camminando per strada, il regista racconta che ha sentito una tromba che suonava jazz, per scoprire poi che il suono dello strumento proveniva da un tassista seduto al posto di guida nel suo veicolo parcheggiato alla fermata.

Da quella immagine è nato Louis, un personaggio attraverso il quale lui ha tentato di indagare quello che rappresenta la ricerca di una nuova possibilità di vita, ciò che vede lo sguardo di quell’uomo che purtroppo ha ormai dimenticato i suoi sogni e vive a distanza le relazioni umane. Forse disilluso, forse troppo isolato in se stesso, oggi è un uomo che con il suo taxi si trasporta in una vita notturna ritmata dallo spaccio di droghe e dalla musica techno, nella buia confusione nottambula che anestetizza la sua esistenza.

“Se è una femmina si chiamerà Futura” cantava Lucio Dalla. Louis e Vale invece l’hanno chiamata Anita, quella bimba nata da un amore così forte da non aver bisogno di parole, perché lui, l’italiano, quasi non lo masticava quando è arrivato dalla Francia a Milano per cercare il fantasma ingombrante del padre, jazzista di fama morto anni prima. Ora però Anita è cresciuta ma Louis, con quel fantasma, non ha mai fatto pace. Perché, come dice Lucya, “Vedi, siamo finiti in questa città per correre dietro ai dei fantasmi”.

Freddo e bravo il protagonista Niels Schneider, calda (per carattere del personaggio) e brava Matilde Gioli, ma la sorpresa viene dalla presenza di una figura dominante e ingombrante interpretata dalla notevole Daniela Vega, già ammirata nel bellissimo film Premio Oscar Una donna fantastica.






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