Genitori vs Influencer (2021)
- michemar

- 26 apr 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 18 mag 2023

Genitori vs Influencer
Italia 2021 commedia 1h34’
Regia: Michela Andreozzi
Sceneggiatura: Michela Andreozzi, Fabio Bonifacci
Fotografia: Fabio Zamarion
Montaggio: Luciana Pandolfelli
Costumi: Sabrina Beretta
Fabio Volo: Paolo
Ginevra Francesconi: Simone
Giulia De Lellis: Ele-O-Nora
Emma Fasano: Germana
Massimiliano Bruno: preside
Nino Frassica: zio Delbono
Paola Minaccioni: zia Malena
Matteo De Buono: Ciccio
Paola Tiziana Cruciani: zia Agnese
Massimiliano Vado: zio Pietro
Michela Andreozzi: mamma Liverani
TRAMA: Paolo, professore di filosofia, vedovo, ha cresciuto da solo sua figlia Simone – alla francese-, con cui ha un bellissimo rapporto. Ma quando la ragazza entra ufficialmente nella fase dell’adolescenza, l’idillio si rompe: come ogni teenager che si rispetti, infatti, Simone viene “rapita” dallo smartphone, tanto che matura l’idea di voler diventare influencer – come il suo idolo Ele-O-Nora – categoria che Paolo detesta. Pur di recuperare il rapporto con sua figlia, Paolo inizia una campagna contro l’abuso dei social, con l’aiuto della stessa Simone che diventa la sua web manager. La fama inaspettata lo trasformerà suo malgrado in un influencer e gli farà scoprire che i social, anche se vanno maneggiati con cura, possono regalarti una possibilità.
Voto 5

La commedia italiana si occupa frequentemente delle manie e delle mode in voga ed è innegabile che i social imperversino anche nel nostro cinema. Il tema scelto dalla regista Michela Andreozzi è quello di un mestiere che frutta, quando la persona ci riesce (ed abbiamo anche nella nostra patria innumerevoli esempi), immediata agiatezza finanziaria con una attività del tutto nuova e molto alla moda: l’influencer. Il regno è soprattutto Instagram (ma anche qualsiasi altro social) dove si inizia banalmente a scrivere su ogni tipo di argomenti e spesso si viene seguiti ciecamente, scimmiottando e ripetendo gli stessi comportamenti e le stesse scelte. Il pubblico dei followers dei giovanissimi segue spasmodicamente e con passione ogni nuovo indirizzo di pensiero e comportamento e gli sponsor, una volta notato il fenomeno, approfittano per pagare bene e fare pubblicità a man bassa.

L’idea del film è stata quella di contrapporre ad una giovanissima ragazza un padre, professore in una scuola privata, che non solo odia i social ma che non ammette questa stupida (a suo giudizio) ossessione, mettendosi in guerra totale e permanente con i suoi studenti e ancor di più con la figlia. Poi succede che, per un caso fortuito, viene prima forzato dal suo preside ad abbozzare (come si suol dire in gergo vernacolare) poi ad arrivare ad un compromesso, fino al punto di doversi cimentare direttamente.

Se all’inizio poteva sembrare un film con un filo conduttore sociale e di rapporti umani, fino a dare l’impressione di una interessante disamina del fenomeno nella realtà odierna, poi diventa una commediola fatta di luoghi comuni. Battute a volte simpatiche, a volte prevedibili, finale telefonato, quasi banale. Bravini gli attori, perfetto e spontaneo Fabio Volo, che con questi argomenti si trova sempre a suo agio, e quindi molto bene in parte, ma il meglio arriva da quel fenomeno di simpatia chiamato Nino Frassica, che dà sempre l’idea di trovare sul momento la battuta improvvisata e fulminante.

Niente di rivoluzionario, binari tracciati: intrattenimento facile su un argomento certamente spinoso e serio, come quello del divario tra genitori e figli, eterna guerra che si perpetua nelle famiglie. E attenzione, perché è quasi impossibile cancellare ciò che si scrive nei social, tanto da indurre il preside del protagonista Paolo, a dire: “Verba volant, ma social manent!”






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