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Gli equilibristi (2012)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 7 feb 2019
  • Tempo di lettura: 3 min

Gli equilibristi

Italia/Francia 2012, drammatico, 1h47’

di Ivano De Matteo

con Valerio Mastandrea, Barbora Bobulova, Maurizio Casagrande, Rolando Ravello, Rosabell Laurenti Sellers


TRAMA: Giulio si ritrova da un momento all'altro a dover cambiare vita quando la moglie, dopo aver scoperto il suo tradimento, chiede la separazione e, all'improvviso, la realtà intorno a lui non è più la stessa. Quarantenne e padre di due figli, Giulio è costretto dalle circostanze a dire addio al benessere familiare ed economico e a studiare nuove soluzioni pur di rimanere a galla e non affogare in una nuova povertà fatta di doppi affitti e doppie bollette da pagare, di pranzi solitari in trattorie di quart'ordine, di desideri dei figli da non disattendere e di creditori da cui nascondersi.


Voto 6,5



Valerio Mastandrea ha avuto forse la migliore delle occasione della sua carriera. Invece di gigioneggiare con il solito compito che gli affidano nei film che ha girato, stavolta deve essere un vero attore drammatico e questo è nelle sue corde sicuramente. Gli si richiede una espressione ancor più sofferta della sua solita, che spesso sembra ti prenda in giro, che sta soffrendo sì ma che lui la soluzione per venire fuori dai guai la trova sempre, che sono italiano anzi romano e me la caverò in qualche modo. No, stavolta il personaggio che indossa è un impiegato del comune che tira avanti una bella famiglia in maniera dignitosa, con una bella moglie, tutto sembra filare liscio tranne che l’avventura con la solita collega salta fuori e la sua vita e il suo trantran quotidiano non solo si interrompe, ma precipita in verticale e non è facile venirne fuori. Stavolta la soluzione non è facile e quella faccia un po’ così non esprime romanescamente che ne verrà fuori agevolmente. Anzi, pian piano il volto sempre più scavato dimostra che la situazione precipita sempre più a fondo.



Essere cacciato da casa dalla moglie adirata significa quasi raddoppiare le bollette e se prima Giulio faceva fatica finanziariamente ad arrivare a fine mese adesso le cose si complicano e lo stipendio non basta più. Da qui a cercare un secondo lavoro e poi arrivare a dormire in macchina e mangiare alla mensa della Charitas il passo non è proprio breve, ma ci metterà poco tempo. E solo perché lui non s’arrende e combatte con molto coraggio. Ma alla fine, quando comincia a cedere, ha quasi il coraggio di scegliere il tragico epilogo.


L’occasione quindi, come scritto nell’incipit, era ghiotta. Un bel soggetto, un tema scottante e tragico con aggravante: la vita di un padre separato è già un bel problema e se poi ci aggiungiamo la crisi finanziaria il quadro diventa drammatico. Ripeto, per Mastandrea è l’occasione per mostrare più delle altre volte che è un bravo attore e lui non la manca e il David di Donatello è meritato. Perché parlo tanto del Valerio nazionale? Perché da lui mi aspetto molto e in questa prova ci è andato vicino. Ancora oggi sto aspettando per lui la vera grande occasione della sua vita, il giusto soggetto con la  sceneggiatura adatta per l’ultimo salto di qualità. Qui non è bastato perché il film non è proprio riuscito al 100%. La sceneggiatura secondo me ha delle cadute e la tragicità della situazione in cui si trova l’impiegato Giulio non viene resa completamente e se il film è piaciuto a tanti il merito è tutto dell’attore protagonista. Quando il finale deve precipitare è mancato il pathos, specialmente nel viso della moglie Elena (una volutamente spenta Barbora Bobulova).


Il giudizio complessivo dell’opera del regista Ivano De Matteo è comunque positivo, poco è mancato che si realizzasse veramente un ottimo film di qualità.



 
 
 

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