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Gloria (2013)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 28 feb 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Gloria

Cile/Spagna 2013, drammatico, 1h50'


Regia: Sebastián Lelio

Sceneggiatura: Gonzalo Maza, Sebastián Lelio

Fotografia: Benjamín Echazarreta

Montaggio: Sebastián Lelio. Soledad Salfate

Scenografia: Marcela Urivi

Costumi: Eduardo Castro


Paulina García: Gloria

Sergio Hernández: Rodolfo

Diego Fontecilla: Pedro

Fabiola Zamora: Ana

Coca Guazzini: Luz

Hugo Moraga: Hugo

Alejandro Goic: Gabriel

Liliana García: Flavia

Antonia Santa María: Maria

Luz Jiménez: Nana

Marcial Tagle: Marcial


TRAMA: Gloria, una donna di 58 anni attraente ed intelligente, per non sentirsi sola riempie le sue giornate di cose da fare. Il lavoro in una compagnia di assicurazioni e le preoccupazioni per i figli e il nipotino corredano l'abitudine che Gloria ha di frequentare feste per soli adulti, dove ha la possibilità di vivere avventure passeggere e di divertirsi. La sua esistenza però cambia quando conosce Rodolfo, un sessantacinquenne con cui sembra essere felice. La storia d'amore, però, porterà in Gloria una crisi interiore ancora peggiore di quella che viveva prima di incontrare Rodolfo.


Voto 7



Gloria è un nome un po’ mitico nel cinema, ricorda Cassavetes e Lumet, e fa venire in mente donne dal carattere forte che combattono le avversità che incontrano sulla loro strada. Qui invece il bravo regista cileno ci offre alla vista una signora Gloria ben diversa ma altrettanto forte, soprattutto incuriosita e vogliosa di riscoprire la vita.


Questa è una 50enne composta e seria ma l’impeto che le arriva, forse fuori tempo forse come uno scherzo, le fa scoprire che la vita può offrire ancora un’occasione per la gioia, per il sesso, per la compagnia giusta. Pare una vacanza, perlomeno mentale e lei ci prova a viverla fino in fondo, con leggerezza e spregiudicatezza. Senza minimamente perdere la femminilità che le è propria.




Fa tenerezza, fa gioia, ma è il suo momento e Gloria sa sfruttarlo, con quel pizzico di malinconia anche nel finale che in questi casi è inevitabile. Buona parte della fortuna di questo film è nelle mani di una spiazzante e gioiosa Paulina García: non sbaglia un movimento, un sorriso, un gesto che sia uno.


Il film è suo anche perché il punto di vista del regista coincide con quello suo: noi viviamo ciò che lei ritiene di vivere. Bravissima e premiata a Berlino 2013.


Sebastián Lelio è un regista che ormai si dedica quasi esclusivamente alle figure femminili particolari: basti osservare i recenti suoi film, come il premiato Oscar Una donna Fantastica (la mia recensione), il notevole Disobedience e il remake americano ad opera dello stesso autore del film in questione.




 
 
 

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