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Havana (1990)

Immagine del redattore: michemar
michemar
17 lug
Tempo di lettura: 3 min

Havana

USA 1990 dramma 2h24’

 

Regia: Sydney Pollack

Sceneggiatura: Judith Rascoe, David Rayfiel

Fotografia: Owen Roizman

Montaggio: Fredric e William Steinkamp

Musiche: Dave Grusin

Scenografia: Terence Marsh

Costumi: Bernie Pollack

 

Robert Redford: Jack Weil

Lena Olin: Roberta “Bobby” Duran

Alan Arkin: Joe Volpi

Tomas Milian: colonnello Menochal

Daniel Davis: Marion Chigwell

Tony Plana: Julio Ramos

Betsy Brantley: Diane

Lise Cutter: Patty

Richard Farnsworth: professore

Mark Rydell: Meyer Lansky

Vasek Simek: Willy

Raúl Juliá: Arturo Duran

Fred Asparagus: Baby Hernandez

Richard Portnow: Mike Macclaney

Dion Anderson: Roy Forbes

Carmine Caridi: cap. Potts

James Medina: Corporal

Joe Lala: uomo d’affari cubano

 

TRAMA: Nel 1958, sulla nave in viaggio da Miami all’Avana, il giocatore Jack Weil si innamora di Roberta, moglie di Arturo, un ricco cubano legato ai ribelli di Castro. Sull’isola, quando la stampa annuncia che lei è stata arrestata e il marito è morto, Jack arriva a fingersi agente della CIA per liberarla. Ma apprende che Arturo in realtà è vivo.

 

VOTO 6,5

 

 

Uno dei film minori di Sydney Pollack, in tutti i sensi, sia per la qualità che per la critica internazionale, per giunta uno dei peggiori botteghini per l’attore protagonista da sempre preferito dal regista. Un po’ Casablanca, un po’ romanzato alla maniera di Hemingway, il film punta tutto sul fascino dei due personaggi centrali e su una storia tanto avventurosa nell’ambito di un pezzo di Storia dell’isola.

 

 

Jack Weil (Robert Redford), giocatore d’azzardo americano abituato a vivere di tavoli da poker e avventure fugaci, arriva a L’Avana negli ultimi giorni del regime di Batista. La città è un crocevia di tensioni politiche, lusso decadente e rivoluzionari in fermento. Qui Jack incontra Roberta Duran (Lena Olin), ex attrice svedese sposata con un medico cubano coinvolto nella lotta castrista. Il loro primo incontro mette subito in contrasto due mondi: l’individualismo disincantato di Jack e l’impegno ideale di Roberta, che vive la rivoluzione come una responsabilità morale verso il suo popolo.

 

 

Quando la situazione politica precipita e la coppia viene arrestata per attività sovversive, Jack si ritrova coinvolto suo malgrado. Attratto da Roberta e colpito dal suo coraggio, usa le sue abilità e i suoi contatti per aiutarla, entrando in un gioco più grande di lui. Mentre L’Avana si prepara a un cambiamento storico, Jack è costretto a confrontarsi con ciò che vuole davvero, tra sentimenti inattesi, rischi crescenti e un mondo che sta per essere travolto dagli eventi.

 

 

In altre parole, Sydney Pollack costruisce un melodramma avventuroso che ruota attorno a Jack, giocatore di poker americano che vive tra i tavoli da gioco e le luci artificiali della capitale cubana alla vigilia della rivoluzione. Mentre il regime di Batista stringe la morsa sugli oppositori, Jack incrocia la strada di Roberta, donna elegante e determinata, sposata con un attivista clandestino. L’arresto del marito accende tra i due un legame che mescola attrazione, pericolo e senso di colpa.

 

 

Il regista riprende atmosfere da classico romance esotico: la città diventa un set di nebbie bluastre, neon e tensioni politiche che scorrono sotto la superficie. Robert Redford, alla terza collaborazione con il regista, offre un protagonista misurato, fatto di gesti minimi e un carisma che sembrava crescere con l’età. Tuttavia il film non chiarisce davvero cosa spinga Jack, uomo disincantato e apolitico, a rischiare tutto per una donna appena incontrata, né perché il gioco delle carte rappresenti per lui una sorta di verità morale.

 

 

La storia procede tra fughe rocambolesche, rivoluzionari e soldati, con Jack che attraversa linee di fuoco come se fosse protetto da un’aura da star. Pollack tenta di evocare il “vento del cambiamento”, ma la dimensione politica resta spesso decorativa, mentre la trama insiste su un romanticismo avventuroso che non trova piena intensità. Il risultato è un film elegante, costruito con mestiere, ma che fatica a trovare una posta emotiva davvero credibile.

Ottimo il cast con nomi importanti.

 

 

Riconoscimenti

Oscar 1991

Candidatura miglior colonna sonora

Golden Globe 1991

Candidatura miglior colonna sonora

 


 
 
 

Commenti


Il Cinema secondo me,

michemar

cinefilo da bambino

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