Il buio nell'anima (2007)
- michemar

- 3 apr 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 25 mag 2023

Il buio nell'anima
(The Brave One) USA/Australia 2007 thriller 2h12’
Regia: Neil Jordan
Sceneggiatura: Roderick Taylor, Bruce A. Taylor, Cynthia Mort
Fotografia: Philippe Rousselot
Montaggio: Tony Lawson
Musiche: Dario Marianelli
Scenografia: Kristi Zea
Costumi: Catherine Marie Thomas
Jodie Foster: Erica Bain
Terrence Howard: detective Sean Mercer
Naveen Andrews: David
Nicky Katt: detective Vitale
Mary Steenburgen: Carol
Jane Adams: Nicole
Zoë Kravitz: Chloe
TRAMA: Erica Bain, conduttrice del programma radiofonico “Street Walk”, vive con l'amato fidanzato David. Ma il suo mondo va a pezzi quando, dopo un'aggressione, David muore e lei viene ferita gravemente. Incapace di dimenticare la tragedia, Erica inizia a girare per le strade di New York con una pistola, per trovare i responsabili e appagare la sua estrema sete di vendetta.
Voto 6 -

Erica Bain è una famosa conduttrice radiofonica della città che ama e con un fidanzato che adora. Ma un giorno, una brutale aggressione subita a Central Park a New York cambia la sua vita per sempre, lasciandola in coma per 3 settimane e il suo fidanzato morto. Rimasta traumatizzata e nel tentativo di sentirsi più sicura dopo l'attacco, decide di comprare una pistola (‘sti americani!). È chiaro che a questo punto New York per lei non è più come prima e quando le capitano altre brutte situazioni non ha paura di usare l’arma. Ormai la gente parla della necessità di una maggiore protezione e dei problemi di sicurezza ed Erica è costretta a parlarne anche nel suo programma radiofonico.

Il cinema americano di azione è pieno di giustizieri che, specialmente nei decenni finali del secolo scorso, riempivano le sale con le loro gesta, che, se anche andavano oltre ciò che la legge prevedeva, l’esaltato spettatore giustificava le reazioni del protagonista. Il popolo ha sempre voglia di eroi. L’esempio più eclatante fu Charles Bronson. Poi arrivò Bruce Willis, il quale da poliziotto o da cittadino comune risolveva ogni problema, anche catastrofico. Quindi, sempre uomini, sempre machi, dallo sguardo truce e dalla mascella serrata. Ed invece ecco la sorpresa: una donna! Una persona in gonnella che, scossa dalla pessima esperienza personale, decide che a difendersi da ogni sopruso violento ci penserà da sé.

Nulla da eccepire, se poi si tiene conto del giusto spazio che le donne stavano guadagnando nella società civile, ma qui siamo ancora nel 2007 e i movimenti femministi erano ancora agli albori. Perciò questo film nasce più dall’idea di scrivere un film per un’attrice di successo che da quella di lanciare la figura femminile al centro dei thriller. Difatti, ciò che muoverà la protagonista a diventare una giustiziera solitaria è la nemesi per cui proprio lei che nella sua rubrica radiofonica racconta gli angoli magici della New York notturna si trova ora nel terrore quando dei teppisti le uccidono il fidanzato e la mandano in un letto di ospedale.

Un soggetto forse non proprio innovativo ma poco frequentato dal cinema dal lato del gentil sesso, ma soprattutto non esattamente nelle corde di un regista come Neil Jordan che ci aveva abituati a ben altri argomenti e ben diversamente architettati. In altre parole, non è che il film difetti di regia, piuttosto utilizza uno schema elementare che lascia poco spazio alle ambiguità, tanto che tutto si gioca su due piani: la sete di vendetta che anima la donna e nel duello mentale tra il detective Sean Mercer, che non ci mette molto a coltivare i suoi dubbi, e la grintosa Erica Bain, che ha il volto spigoloso e, in questa occasione, poco socievole, di Jodie Foster. Che di grinta ne ha sempre da vendere e ha spesso quell’espressione che sa trasmettere ansia.

In buona sostanza, è un film che poteva e doveva dare migliori risposte alle attese riposte nel nome del regista e dell’attrice ma che in definitiva si è rivelato un semplice intrattenimento, non del tutto soddisfacente.






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