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Il gladiatore (2000)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 26 feb
  • Tempo di lettura: 4 min

Il gladiatore

Gladiator

USA UK 2000 avventura/ dramma 2h35’

 

Regia: Ridley Scott

Sceneggiatura: David Franzoni, John Logan, William Nicholson

Fotografia: John Mathieson

Montaggio: Pietro Scalia

Musiche: Lisa Gerrard, Hans Zimmer

Scenografia: Arthur Max

Costumi: Janty Yates

 

Russell Crowe: Massimo Decimo Meridio

Joaquin Phoenix: Commodo

Connie Nielsen: Augusta Lucilla

Oliver Reed: Proximo

Richard Harris: Marco Aurelio

Derek Jacobi: senatore Gracco

Djimon Hounsou: Juba

David Hemmings: Cassio

 

TRAMA: Massimo è un potente generale romano amato dal popolo e dall’anziano imperatore Marco Aurelio. Prima di morire, l’imperatore lo sceglie come suo erede al posto del figlio Commodo ma la lotta per il potere lo condanna a morte con la sua famiglia.

 

VOTO 7,5

 

 

Quanti anni erano che il cinema e in particolare Hollywood non si interessava al peplum? Tanti, tantissimi, forse 30 anni! Ci ha pensato il regista di grande successo Ridley Scott e, ovviamente, alla sua maniera, tingendolo quindi di tensione, pathos e grafica computerizzata, particolare che ha “raffreddato”, a parere di chi scrive, i campi lunghi e le larghe inquadrature di massa. Come ci si aspettava da Scott, il film è epico non solo nella portata storica ma anche nelle immagini, esaltate anche per merito della superba fotografia di John Mathieson, dalle bellissime sequenze delle battaglie e della spettacolarità dei cruenti duelli nel ricreato Colosseo. Esaltante infine è il duro confronto tra i due acerrimi rivali: Russell Crowe, più in palla che mai e premiato con l’Oscar, e quell’astro luminoso che stava maturando di nome Joaquin Phoenix, poi divenuto un mostro di bravura. Purtroppo è proprio su questo set che il cinema dovette salutare per sempre un attore tanto caro e di enorme talento come Oliver Reed, che non riuscì neanche a terminare le riprese, sostituito da controfigure e – manco a dirlo – dal computer.

 

 

Massimo Decimo Meridio, generale romano leale all’imperatore Marco Aurelio, viene tradito quando il figlio dell’imperatore, Commodo, uccide il padre e usurpa il potere. Rifiutatosi di giurargli fedeltà, viene condannato a morte e la sua famiglia sterminata. Ridotto in schiavitù e venduto a un commerciante di schiavi, diventa gladiatore e, grazie alle sue abilità militari, conquista rapidamente fama e rispetto nelle arene dell’Impero.

 

 

Determinato a vendicare la sua famiglia e a restaurare la giustizia, Massimo sfrutta la crescente popolarità ottenuta nei giochi circensi per avvicinarsi a Commodo, che nel frattempo governa Roma con crudeltà e paranoia. Il loro scontro finale avviene nella mitica arena: pur ferito a tradimento, Massimo riesce a uccidere Commodo prima di morire, liberando Roma dalla tirannia e adempiendo al suo ultimo desiderio di riunirsi ai suoi cari nell’aldilà.

 

 

Come detto, il film rappresenta il ritorno al grande spettacolo cinematografico: costruito su personaggi imponenti, scenografie sontuose e un senso di meraviglia che punta a coinvolgere lo spettatore emotivamente e visivamente. Ridley Scott, dopo una carriera segnata da capolavori e titoli meno convincenti, ritrova qui un equilibrio che gli permette di costruire un mondo antico credibile, vibrante e ricco di dettagli. L’ambientazione storica è usata come cornice, non come vincolo, come scopo di evocare la grande tradizione dei kolossal hollywoodiani, con un’energia moderna e un ritmo che raramente rallenta.

 

 

Scott dimostra una notevole capacità nel dare forma a un universo visivo coerente: la ricostruzione di Roma, l’uso del digitale, la cura per la fotografia e la gestione delle scene di massa creano un impatto spettacolare. A volte l’estetica sfiora la retorica, soprattutto quando il film si concede riflessioni più esplicite sul potere e sulla manipolazione delle folle, ma senza compromettere l’efficacia complessiva. La colonna sonora di Hans Zimmer amplifica il tono epico, mentre il montaggio, pur frenetico in alcuni momenti, contribuisce alla sensazione di immersione.

 

 

Russell Crowe si rivela sotto una nuova veste dopo le eccellenti prestazioni dei film precedenti, capace di reggere il peso di un film di questa scala grazie alla sua presenza scenica più che a virtuosismi attoriali. Il cast di supporto, composto da attori europei di grande esperienza, aggiunge spessore e credibilità al mondo rappresentato. Sarà, per la storia del Cinema, gladiatore per sempre. Grandi attori fanno da contorno e disegnano bei personaggi, apprezzamenti anche per Joaquin Phoenix, in particolare, che offre un antagonista complesso, ambiguo e inquieto, capace di dare al film una tensione psicologica che va oltre l’azione.

 

 

L’operazione colossale riesce a fondere spettacolo, politica e dramma personale in un insieme che richiama i grandi classici del genere pur mantenendo una propria identità. Qualche momento di enfasi eccessiva non scalfisce l’impressione generale: si tratta di un’opera che punta in alto e che riesce a coinvolgere un pubblico ampio grazie alla sua miscela di emozione, potenza visiva e ambizione narrativa.

 

 

Enorme il successo con incassi nel mondo che hanno sfiorato il mezzo miliardo di dollari e pioggia di riconoscimenti: 61 premi e 105 candidature.

Di seguito, solo i più importanti.

 

 

Riconoscimenti

Oscar 2001

Miglior film

Miglior attore protagonista a Russell Crowe

Migliori costumi

Miglior sonoro

Migliori effetti speciali

Candidatura miglior regista

Candidatura miglior attore non protagonista a Joaquin Phoenix

Candidatura miglior sceneggiatura originale

Candidatura miglior fotografia

Candidatura miglior scenografia

Candidatura miglior montaggio

Candidatura migliore colonna sonora

Golden Globe 2001

Miglior film drammatico

Migliore colonna sonora

Candidatura miglior regista

Candidatura miglior attore in un film drammatico a Russell Crowe

Candidatura miglior attore non protagonista a Joaquin Phoenix

BAFTA 2001

Miglior film

Migliore fotografia

Migliore scenografia

Miglior montaggio

Premio del Pubblico

Candidatura miglior regista

Candidatura miglior attore protagonista a Russell Crowe

Candidatura miglior attore non protagonista a Joaquin Phoenix

Candidatura miglior attore non protagonista a Oliver Reed

Candidatura migliore sceneggiatura originale

Candidatura migliori costumi

Candidatura miglior trucco

Candidatura miglior sonoro

Candidatura migliori effetti speciali

Candidatura miglior colonna sonora

 


 
 
 

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