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Il ladro di cardellini (2020)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 19 nov 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 11 giu 2023


Il ladro di cardellini

Italia 2020 commedia 1h30’


Regia: Carlo Luglio

Sceneggiatura: Diego Olivares, Carlo Luglio, Massimiliano Virgilio

Fotografia: Alessandro Abate

Montaggio: Davide Franco

Musiche: Remo Anzovino

Scenografia: Renato Lori

Costumi: Daniela Salernitano


Nando Paone: Pasquale Cardinale

Ernesto Mahieux: Attilio Schettino

Lino Musella: Gioacchino Strato

Pino Mauro: Sasà Attanasio

Antonella Attili: Olga

Yuliya Mayarchuk: Giorgiana

Viviana Cangiano: Grazia Cardinale


TRAMA: Dopo la morte della moglie, Pasquale Cardinale passa il suo tempo tra alcol e videopoker. Per ripagare i suoi debiti rivende clandestinamente al mercato nero cardellini rubati ai bracconieri. Ma è una truffa di 200 esemplari bianchi puri, sostituiti con quelli comuni.


Voto 6-

In un luogo non meglio definito del Mediterraneo ma chiaramente riferito ad una regione come la Campania, dove la pratica descritta era diffusa, caratterizzato dalla routine della vita di paese e da una antica attività in cui ci si sbarca il lunario attraverso il bracconaggio di uccellini per uso domestico, la parabola del quasi pensionato e segaligno Pasquale Cardinale prende una piega del tutto inaspettata quando finisce a confrontarsi con un gruppo di ultra settantenni scriteriati che non smettono di cercare l’elisir per preservare un’eterna giovinezza. Il loro pretesto è quello di avventurarsi in terre e mercati clandestini per seguire la passione per i cardellini che altri non è che quella, più o meno dichiarata, per una vita piena e ancora attiva.

E, infatti, per dare vigore alle loro esistenze ormai appannate e noiose, fanno uso di strani antidepressivi artigianali. Tra loro Pasquale, che dopo il licenziamento da guarda forestale, è invece sempre più legato al fantasma della sua consorte defunta da 15 anni, al vizio del gioco d’azzardo e alla presenza massiccia della propria figlia sovrappeso ed in cerca di identità e del di lei sfaccendato fidanzato non poco invadente. Lo specchiarsi attraverso queste tre traiettorie che egli incrocia nel quotidiano non fa altro che evidenziare a chi lo frequenta quanto sia scollato dalla realtà. In verità, questo suo modo di vivere distaccato è solo dovuto alla anomala condizione esistenziale che lo domina, proprio come succede a chi, come lui al tramonto, si ritrova a reinventarsi una vita affrancata dalla apparente stabilità emotiva, mentre tutto trascorre inesorabilmente.

Fortuna che nonostante, o proprio a causa di, alcuni eventi catastrofici (il licenziamento dalla forestale, la ludopatia che lo porta ad essere sempre più schiavo dei debiti, un infarto durante le parate di frodo agli uccellini che lo hanno portato a frequentare la combriccola di cariatidi e un matrimonio combinato dalla figlia con una rumena), Pasquale ritrova quella tempra perduta da decenni che gli permetterà di spiccare il volo come i cardellini di questo mondo circostante quasi fiabesco. Una seconda chance è forse in arrivo e, se saprà coglierla, potrà restituirgli ciò che di meglio si era privato per un lungo lasso di tempo: la gioia di vivere. Possibile che gli andrà davvero bene?


Simpatico, sicuramente surreale, è il film adatto al fisico di Nando Paone, bravo a reggere tutto il film, in ottima compagnia di Ernesto Mahieux e Lino Musella, diretti molto bene da Carlo Luglio.

Ma nulla di che.



 
 
 

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