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Il mattatore (1960)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 21 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Il mattatore

Italia Francia 1960 commedia 1h43’

 

Regia: Dino Risi

Sceneggiatura: Ettore Scola, Sandro Continenza, Ruggero Maccari

Fotografia: Massimo Dallamano

Montaggio: Eraldo Da Roma

Musiche: Pippo Barzizza

Scenografia: Giorgio Giovannini

Costumi: Marisa D’Andrea, Romolo Martino

 

Vittorio Gassman: Gerardo Latini

Dorian Gray: Elena Romano

Peppino De Filippo: Gennarino De Rosa detto “Chinotto”

Anna Maria Ferrero: Annalisa Rauseo

Mario Carotenuto: Lallo Cortina

Alberto Bonucci: “Gloria Patri”, il finto sacerdote

Fosco Giachetti: generale Mesci

Luigi Pavese: Adolfo Rebuschini

Mario Scaccia: Di Rosso

Fanfulla: Annibale

Armando Bandini: ragioniere

Erminio Spalla: detenuto

Nando Bruno: proprietario del ristorante

Linda Sini: Laura De Rosa

Aldo Bufi Landi: truffatore

Mimmo Poli: cuoco

Ignazio Leone: Nello

Walter Santesso: fotografo

Gianni Baghino: René

Enzo Cerusico: Benito

 

TRAMA: Un dotato attore in cerca di un impiego deve ripiegare su di una carriera come artista della truffa impersonificando ogni genere di ruolo per poter concludere i colpi.

 

VOTO 6,5

 

 

Il protagonista, inutile dire, è un gigante della commedia, Vittorio Gassman, nel ruolo di Gerardo Latini, un aspirante attore che diventa truffatore. Il film inizia mostrandolo sistemato con sua moglie, Elena (Dorian Gray), ma torna indietro per raccontare la sua storia, dopo che sorprende un delinquente che cerca di fargli una vecchia truffa.

 

 

Scopriamo come questo artista fallito abbia scoperto che la sua abilità nel fingere diverse identità era perfetta per truffare le persone oneste ed agiate. Portato sotto l’ala di De Rosa, alias “Chinotto” (Peppino De Filippo), che aveva incontrato in prigione, Gerardo si trova ad essere un’artista imbroglione. Tuttavia, Elena, a cui lui era molto affezionato, non era contenta di questa sua vocazione, così cerca ripetutamente di filare dritto. Il guaio è che però il ravvedimento non funziona mai, perché la passione di truffare è più forte.

 

 

Prima delle riprese del set, Gassman aveva prodotto una serie TV omonima in cui metteva in scena una serie di scenette interpretando una serie di personaggi comici come fa nel film, anche se non condivideva la stessa esperienza da truffatore. Il successo di questo spettacolo portò alla produzione del film. Inevitabile in quei tempi.

 

 

Seguendo un formato da sketch, saltando per lo più da una situazione all’altra, il film è quindi ad episodi, come andava di moda in quegli anni. Anche i momenti meno felici dal punto di vista artistico sono scritti in modo brillante, rendendo perdonabile la mancanza di una narrazione sostanziale e continua.

 

 

È però lo show di Gassman fino in fondo e lui si trova benissimo a suo agio in questa veste polivalente, sciorinando anche una parte della sua enorme preparazione di attore drammatico nella scena divertente in cui si esibisce con Shakespeare per un gruppo di detenuti.

Nel complesso, non è un’opera memorabile, non è il Dino Risi graffiante e satirico, ma è un film divertente e vivace.

 

Il film completo:


 
 
 

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