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Il patriota (2000)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 13 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Il patriota

The Patriot

Germania USA 2000 storico 2h45’

 

Regia: Roland Emmerich

Sceneggiatura: Robert Rodat

Fotografia: Caleb Deschanel

Montaggio: David Brenner, Julie Monroe

Musiche: John Williams

Scenografia: Kirk M. Petruccelli

Costumi: Deborah Lynn Scott

 

Mel Gibson: Benjamin Martin

Heath Ledger: Gabriel Martin

Jason Isaacs: col. William Tavington

Chris Cooper: col. Harry Burwell

Tchéky Karyo: Jean Villeneuve

Tom Wilkinson: generale Charles Cornwallis

Joely Richardson: Charlotte Selton

René Auberjonois: reverendo Oliver

Leon Rippy: John Billings

Joey D. Vieira: Peter Howard

Jay Arlen Jones: Occan

Peter Woodward: generale Charles O’Hara

Adam Baldwin: capitano Wilkins

Gregory Smith: Thomas Martin

Trevor Morgan: Nathan Martin

Logan Lerman: William Martin

Lisa Brenner: Anne Howard

 

TRAMA: Il pacifico agricoltore Benjamin Martin diventa capo di una milizia coloniale durante la rivoluzione americana quando un sadico ufficiale britannico uccide suo figlio.

 

VOTO 6,5

 

 

Dramma storico raccontato con tono epico che mescola azione spettacolare e patriottismo hollywoodiano, con un Mel Gibson carismatico – forse l’attore più adatto – nei panni di un eroe riluttante della Guerra d’Indipendenza americana. Riluttante perché vi si racconta la trasformazione del suo personaggio protagonista assoluto, Benjamin Martin, ex soldato e padre vedovo, che da pacifista quale era diventa, per forza maggiore, feroce combattente dopo la morte del figlio per mano degli inglesi.

 

 

Siamo nel 1776 quando Benjamin Martin, veterano della cosiddetta Guerra franco‑indiana (tra Gran Bretagna e Francia, insieme ai rispettivi alleati indigeni) e padre vedovo di sette figli, rifiuta di sostenere l’entrata in guerra contro gli inglesi, temendo di trascinare altri in un conflitto che lui stesso non vuole combattere. Ma il figlio maggiore Gabriel (Heath Ledger) si arruola comunque nell’Esercito Continentale. Quattro anni dopo, con la caduta di Charlestown, Gabriel torna ferito a casa, portando dispacci ribelli. L’arrivo del colonnello britannico William Tavington (Jason Isaacs) sconvolge la famiglia: Gabriel viene arrestato come spia e il giovane Thomas (Gregory Smith), nel tentativo di salvarlo, viene ucciso. La casa viene incendiata e i feriti americani giustiziati. Sconvolto, Benjamin imbraccia di nuovo le armi e, con due dei suoi figli più piccoli, tende un’imboscata per liberare Gabriel. Poi si unisce ai ribelli e organizza una milizia di guerriglieri che colpisce le linee britanniche con tattiche rapide e imprevedibili. La brutalità di Tavington cresce: brucia fattorie, uccide civili e, in un attacco devastante, incendia una chiesa con gli abitanti intrappolati, tra cui la giovane Anne (Lisa Brenner), promessa sposa di Gabriel.

 

 

Accecato dal dolore, Gabriel tenta di vendicare la sua amata ma viene ucciso da Tavington. Distrutto, Benjamin pensa di abbandonare la lotta, ma il ricordo del figlio e della causa lo riporta in battaglia. Nello scontro finale, sfrutta l’arroganza del generale Cornwallis e guida le truppe americane verso una vittoria decisiva. Nel duello conclusivo uccide Tavington, chiudendo il cerchio della vendetta. Con la guerra ormai vinta, Benjamin torna dai suoi figli, trovando la sua milizia impegnata a ricostruire la casa di famiglia, simbolo di un nuovo inizio.

 

 

Più di epico di così il film non può essere e la produzione impiega tutti i mezzi e le caratteristiche per la grandiosità delle intenzioni: con una regia enfatica e la colonna sonora di John Williams, Roland Emmerich, specialista di opere di questo tipo (la doppia versione di Independence Day, Midway, 10.000 AC e via dicendo), costruisce un racconto visivamente potente ma anche criticabile per l’eccesso di retorica e revisionismo storico. All’”americana”, insomma. Nonostante ciò, rimane un blockbuster coinvolgente, con momenti di grande pathos e un cast solido che include tantissimi attori, tra cui spiccano i nomi di Heath Ledger, Jason Isaacs, Chris Cooper,Tchéky Karyo, Tom Wilkinson, Joely Richardson.

 

 

Per trattare una storia che è, indubbiamente, un romanzone, oggi ne sarebbe scaturita una serie da piattaforma, nel 2000 il regista ha realizzato un film che sfiora le 3 ore. Gli americani vanno matti per la loro autoglorificazione e difatti arrivarono diversi premi e candidature. Tra cui:

 

 

Riconoscimenti

Oscar 2001

Candidatura per la migliore fotografia

Candidatura per il miglior sonoro

Candidatura per la miglior colonna sonora originale

 


 
 
 

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