Il postino suona sempre due volte (1981)
- michemar

- 24 ago 2022
- Tempo di lettura: 2 min

Il postino suona sempre due volte
(The Postman Always Rings Twice) Germania/USA 1981 dramma 2h2’
Regia: Bob Rafelson
Soggetto: James M. Cain
Sceneggiatura: David Mamet
Fotografia: Sven Nykvist
Montaggio: Graeme Clifford
Musiche: Michael Small
Scenografia: George Jenkins
Costumi: Dorothy Jeakins
Jack Nicholson: Frank Chambers
Jessica Lange: Cora Smith
John Colicos: Nick Papadakis
Michael Lerner: avvocato Katz
John P. Ryan: Kennedy
Anjelica Huston: Madge
William Traylor: Sackett
Thomas Hill: Barlow
Brian Farrell: Mortenson
James O'Connell: giudice
Christopher Lloyd: cliente
TRAMA: Durante gli anni Trenta, in un posto di ristoro per camionisti gestito da Mich e dalla moglie Cora, capita Frank, un vagabondo. Dopo non molto tempo Frank e Cora diventano amanti e, spinti dalla passione, decidono di attuare un'idea criminale: uccidere il marito di lei per potersi godere l'assicurazione.
Voto 7,5

Lo schema di base è un classico: una coppia che più che tirare avanti trascina una vita monotona e senza sentimenti a cui si contrappone l’arrivo di un terzo che fa scoppiare la scintilla alla donna che pare dormiente, come una principessa assopita in attesa del bacio del principe.

Questa volta siamo in piena Depressione anni ’30 in un’America che vede troppi disoccupati gironzolare per gli stati in cerca di lavoro o almeno di raccattare il minimo per la sopravvivenza. Uno di questi è Frank Chambers, che capita in una delle tante stazioni di servizio, polverosa come le strade, con annessa tavola calda per un pasto veloce. Il proprietario è Nick, sposato con Cora, sensuale moglie che incrocia gli occhi con il pervenuto e già il primo sguardo si rivela infuocato. Rimasti soli, un giorno in cui il proprietario si assenta per affari, tra i due esplode la passione che conduce al piano diabolico e criminale.

Quello che ne segue è ben noto e deriva dal romanzo omonimo di James M. Cain, che aveva originato già nel 1946 una prima trasposizione con una coppia altrettanto bollente: Lana Turner e John Garfield. Ripetere i fasti di quella volta non era facile ma Bob Rafelson alla regia e l’esordiente David Mamet (sempre da tener d’occhio!) alla scrittura rinverdiscono il soggetto che consegnano alle abilità interpretative e sensuali di Jessica Lange e Jack Nicholson, i quali lo fanno diventare un exploit erotico di prima grandezza.


In realtà, ci furono altre due adattamenti: quello del 1939 (Le dernier tournat, di Pierre Chanel) e del 1942 (Ossessione, di Luchino Visconti) e coincidenza volle che quell’anno escisse un film con un soggetto molto simile: Brivido caldo di Lawrence Kasdan, con altri due bollenti spiriti chiamati Kathleen Turner e William Hurt, con un marito ugualmente da fare fuori.






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