Il professore cambia scuola (2017)
- michemar

- 27 giu 2021
- Tempo di lettura: 2 min

Il professore cambia scuola
(Les grands esprits) Francia 2017 commedia 1h46’
Regia: Olivier Ayache-Vidal
Soggetto: Ludovic du Clary
Sceneggiatura: Olivier Ayache-Vidal
Fotografia: David Cailley
Montaggio: Alexis Mallard
Musiche: Florian Cornet, Gadou Naudin
Scenografia: Angelo Zamparutti
Costumi: Julie Brones
Denis Podalydès: François Foucault
Abdoulaye Diallo: Seydou
Tabono Tandia: Maya
Pauline Huruguen: Chloé
Alexis Moncorgé: Gaspard
Emmanuel Barrouyer: preside
Zineb Triki: Agathe
Léa Drucker: Caroline
François Petit-Perrin: Rémi
Marie Rémond: Camille
Charles Templon: Sébastien
Mona Magdy Fahim: Rim
TRAMA: Docente nel più prestigioso liceo di Francia, François si gode da sempre una pacifica esistenza nella società intellettuale e borghese di Parigi. Costretto però dagli eventi ad accettare un lavoro in una scuola posta in un difficile quartiere di diseredati, si ritroverà a dover testare i propri limiti e a rimettere in discussione i suoi valori e le sue certezze.
Voto 6,5

Non è certamente la prima volta che il cinema, in particolar modo quello francese, affronta la tematica dell’integrazione sociale nell’ambito della scuola e anche Olivier Ayache-Vidal, qui all’esordio nel lungo, dopo diverse esperienze in molti campi (reporter, scrittore di fumetti, documentarista, autore di serie TV) affronta, con la sua mentalità aperta alle problematiche sociali, la storia di un professore in una classe sicuramente non facile.

Il suo professore François Foucault (un cognome pesante) si ritrova trasferito – a causa di un’affermazione improvvida che gli è sfuggita di bocca alla presenza di funzionari ministeriali - da un prestigioso liceo parigino in una scuola di periferia, in una tipica classe della turbolenta banlieue della città. Inizialmente spaventato e spaesato, pian piano per lui diventerà prima di tutto un importante banco di prova per misurarsi con una realtà ben diversa da quella a cui era abituato, ma principalmente intuisce, con umiltà e fora di carattere, che è il momento per provare ad abbattere quelle barriere che esistono da sempre nell’inserimento dei giovani di origine magrebina di seconda e addirittura prima generazione nella società francese.

Ovvio che a questo punto si ritrovi con le solite difficoltà di sintonia e di metodi di insegnamento verso un gruppo di ragazze e ragazzi che di primo acchito si dimostrano refrattari, ma l’impegno e la sfida non toglieranno al professore la determinazione e l’entusiasmo per ottenere frutti anche in campo relazionale, oltre che culturale.

Dal punto di vista recitativo, determinante è l’interpretazione del bravo Denis Podalydès, tra i pochi attori professionisti di tutto il cast: il resto è composto da giovani scelti nella zona, perché come dice il regista “mi è stato chiaro da subito che loro erano gli unici in grado di trasferire le loro parole sullo schermo e che nessuno meglio di loro avrebbe potuto incarnare quei personaggi”.






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