Il tocco del male (1998)
- michemar

- 23 mag 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 15 mag 2023

Il tocco del male
(Fallen) USA 1998 thriller/horror 2h4’
Regia: Gregory Hoblit
Sceneggiatura: Nicholas Kazan
Fotografia: Newton Thomas Sigel
Montaggio: Lawrence Jordan
Musiche: Tan Dun
Scenografia: Terence Marsh
Costumi: Colleen Atwood
Denzel Washington: det. John Hobbes
Donald Sutherland: ten. Stanton
John Goodman: det. Jonesy
Embeth Davidtz: Greta Milano
James Gandolfini: det. Lou
Elias Koteas: Edgar Reese
Robert Joy: Charles
Gabriel Casseus: Art
Michael J. Pagan: Sam
Aida Turturro: Tiffany
Reno Wilson: Mike
TRAMA: In una Philadelphia suburbana e anonima, il detective John Hobbes si trova a dover fronteggiare il demonio. Tutto inizia con l'esecuzione di Edgard Reese, un serial killer fatto arrestare da Hobbes, nel cui corpo in realtà soggiorna Azazel, un demone in grado di trasferirsi liberamente da un corpo all'altro. Abbandonato l'ormai inutile corpo di Reese, il diavolo sbeffeggia Hobbes a suon di omicidi e indovinelli e attraverso un vertiginoso viaggio di possessioni corporee, lo perseguita negli affetti più profondi e tenta di screditarlo agli occhi della gente.
Voto 7

Il detective John Hobbes è convinto che quando il serial killer Edgar Reese viene finalmente giustiziato tutti i suoi problemi siano finiti ed invece quando le persone che conosce o quelle che incrocia per la strada canticchiano la stessa melodia che Reese cantava nella camera a gas e lo scherniscono pure, intuisce, nonostante le sue perplessità, che forse dietro tutto c'è il maledetto angelo decaduto, il demone Azazel. Questo ha il potere di vagare per la città senza una forma precisa e anzi può cambiare corpo mediante un qualsiasi contatto, rendendosi difficile da rintracciare. Per il poliziotto inizia una battaglia contro l’ignoto ed è costretto a uccidere un uomo che intuisce sia posseduto da quello spirito maligno: a quel punto deve far sparire il suo nome per poter proteggere la famiglia e gli altri vicini a lui dalla vendetta di Azazel.

Gregory Hoblit, l’autore di Schegge di paura e Il caso Thomas Crawford, quindi di pellicole dalle caratteristiche misteriose e che nascondono segreti che agitano l’animo dei personaggi, affronta maggiormente rispetto al solito l’aspetto arcano delle vicende umane, soprattutto rappresentando la materializzazione del Male, tramite uno spirito che si fa beffa della logica. Il protagonista John Hobbes è un detective, quindi una persona abituata a ragionare su fatti concreti e su deduzioni scientifiche e quando si trova a combattere con eventi ai limiti del sovrannaturale resta sorpreso e spiazzato, esitando a prendere gli opportuni provvedimenti.

Ma le necessità incombono e le morti misteriose pure e, prima non capendo e poi nella impossibilità di prevedere le mosse dell’atipico nemico, la situazione precipita diventando sempre più complicata. Siamo ai confini tra il genere classico del thriller e quello dell’horror (non ci sono visioni spaventose, va precisato) perché quando il maligno opera non c’è da star tranquilli. Come spesso succede alle persone razionali, qualsiasi cosa accada si cerca di capire le cause materiali dell’ambiente e comportamentali della gente, motivo per cui il poliziotto non può immaginare quale vera minaccia incombe su di lui e intorno a lui. Quando lo intuisce la guerra non ha più quartieri e deve guardarsi a 360 gradi per difendersi e difendere chi gli sta vicino e va anche a finire che non ci si può fidare più di nessuno, neanche del fidato collega con cui lavora da anni.

Ogni sorriso può essere ambiguo, ogni gesto può essere un tranello e il viso sempre più allarmato del bravissimo Denzel Washington dimostra come la situazione sia compromessa. Dove si nasconde adesso Azazel? Ora è un uomo, una donna oppure un animale? Basta un tocco, lo sfiorare una mano, una carezza ad un gatto e lo spirito si trasferisce in un lampo: è il tocco del Male! Se nella letteratura esso frequentemente è nella mente degli uomini, quando si materializza si viene sempre sopresi. I Rolling Stones cantavano: Time in on my side ed era bella, ma sentita qui diventa un incubo!

Buonissimo film, tensione sempre alta, regia adeguata e scrittura di Nicholas Kazan (figlio del grandissimo Elia), autore tra l’altro della sceneggiatura del meraviglioso Frances e Il mistero Von Bulow. E con un cast di questo tipo si va sempre sul sicuro.






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