Insomnia (2002)
- michemar

- 29 giu 2022
- Tempo di lettura: 3 min

Insomnia
USA/UK 2002 thriller 1h58’
Regia: Christopher Nolan
Sceneggiatura: Hillary Seitz
Fotografia: Wally Pfister
Montaggio: Dody Dorn
Musiche: David Julyan
Scenografia: Nathan Crowley
Costumi: Tish Monaghan
Al Pacino: det. Will Dormer
Robin Williams: Walter Finch
Hilary Swank: det. Ellie Burr
Maura Tierney: Rachel Clement
Martin Donovan: det. Hap Eckhart
Nicky Katt: Fred Duggar
Jonathan Jackson: Randy Stetz
Paul Dooley: Charlie Nyback
Katharine Isabelle: Tanya Francke
Larry Holden: Farrell
Crystal Lowe: Kay Connell
TRAMA: Will Dormer, detective di Los Angeles, si reca in una cittadina dell'Alaska con il collega Hap per indagare su un omicidio. Durante una perlustrazione alla ricerca dell'assassino, uccide fortuitamente Hap, col quale aveva litigato la sera prima. Will, per paura, racconta che a sparare è stato l'assassino in fuga. Quest'ultimo, però, ha visto tutto, e lo ricatta. Ad aiutare Will, divorato dall'insonnia e dai sensi di colpa, ci pensa la detective Ellie.
Voto 7,5

A Nightmute, in Alaska, la diciassettenne liceale KayConnell viene trovata uccisa. Come favore al capo della polizia locale, due detective della polizia di Los Angeles, Will Dormer e Hap Eckhart, sono chiamati per dare un aiuto nelle indagini. Sebbene rinomati nel mondo della polizia, entrambi stanno affrontando alcuni problemi professionali. In quel posto isolato dove ora non c’è mai tramonto, Dormer si trascina il suo problema di insonnia a causa non solo del fenomeno naturale del sole ma anche per un segreto che si porta dentro e che non lo lascia in pace, fino al punto che l’inquietudine e il non chiudere mai occhio lo conduce in una sorta di incubo esistenziale. A tutto ciò si aggiunge un grave incidente di percorso durante l’inseguimento al sospettato a cui danno la caccia.

Sembra già esausto quando scende dall'aereo, Dormer: i guai professionali che lo affliggono lo rendono nervoso perché l'indagine degli affari interni della polizia di Los Angeles potrebbe porre fine alla sua carriera. Per giunta, adesso, questo posto infame. Ma che posto è, dove è capitato? Stress, stanchezza fisica e psicologica, la stabilità mentale è a pezzi. Al Pacino, che interpreta il poliziotto veterano, ha l'aspetto di un uomo che ha perso ogni speranza, mentre il suo partner Hap Eckhart (Martin Donovan) è giovane, resistente ed è bene informato sui suoi problemi. Anzi, potrebbe anche essere pronto a rivelare agli investigatori degli affari interni ciò che vogliono sapere. Una discussione, un litigio, l’incidente: chi ha notato tutto? Proprio il ricercato, che coglie così l’occasione per ricattarlo.

Dopo il buon successo di Memento, Christopher Nolan affronta un giallo nordico, remake di un film omonimo norvegese del 1997, e dopo il puzzle articolato del complicato film precedente sviluppa un poliziesco più lineare ma molto ansiogeno, sfruttando al meglio un ambiente naturale molto particolare che accentua l’instabilità psicologica e la complessità dei caratteri di personaggi che non si riescono mai a delineare chiaramente. Tra il detective fragile e nervoso e un assassino furbo e malevolo (un micidiale Robin Williams, alla sua ennesima rivoluzione artistica) si inserisce la figura femminile giovane e apparentemente inesperta, che rimedia con la sua intelligenza e intraprendenza, la detective Ellie Burr (una magnifica Hilary Swank). Ovviamente l’opera di Nolan non è un semplice rifacimento del film originale ma una completa rielaborazione di una trama che acquista maggior affascinazione, intrappolando, tra l’altro, il protagonista in una palude psicologica da cui non è capace di uscire.

L’estate artica confonde le idee, il regista gioca da par suo con le inquadrature, gli interpreti si fanno carico dell’ambiente e della trama, lo spettatore vive quasi in prima persona le sequenze. Questo trio di attori è di alta qualità ma Al Pacino ha sempre quel potere di intensificare i personaggi, di renderli sofferti, espandendo i problemi che vivono. Christopher Nolan conduce la danza del labirinto in cui i tre si introducono e molte volte dà l’impressione che siamo al momento della svolta decisiva, ed invece ecco che bisogna ricominciare, con la notte che si avvicina e Dormer non sa come affrontarla, tra il sole basso e l’insonnia, che pian piano pare diventare follia. Se lui acciuffa il criminale Walter Finch si troverà nei guai, mentre la terza incomoda, Ellie Burr, comincia ad intuire ciò che non si aspettava. Il gioco di Nolan è tutto mentale, oltre che di indagine, e questo è un campo dove sa come agire e far muovere le pedine del suo film, come muovere e posizionare la camera da presa, come mettere in primo piano i visi dei personaggi, nella luce piena e in quella affievolita della notte mai buia.


Un insolito thriller imperniato su questioni di moralità e senso di colpa, anche se il remake americano non evita il requisito obbligatorio di Hollywood secondo cui tutti i thriller devono finire con una sparatoria. Particolare sicuramente secondario dal momento che la suspense è sempre alta e la recitazione molto pregevole. E poi perché il finale è rimarchevole: il sonno arriva, non quello desiderato, ma arriva il momento di chiudere gli occhi: “Non smarrire la strada” esorta il detective alla giovane Ellie.






Commenti