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Io sono Mateusz (20139

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 28 apr 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Io sono Mateusz

(Chce sie zyc) Polonia 2013 dramma 1h52’


Regia: Maciej Pieprzyca

Sceneggiatura: Maciej Pieprzyca

Fotografia: Paweł Dyllus

Montaggio: Krzysztof Szpetmanski

Musiche: Bartosz Chajdecki


Dawid Ogrodnik: Mateusz

Dorota Kolak: madre di Mateusz

Arkadiusz Jakubik: padre di Mateusz

Helena Sujecka: Matylda

Mikolaj Roznerski: Tomek

Anna Nehrebecka: Jola


TRAMA: Da piccolo a Mateusz venne diagnosticata una paralisi cerebrale e sin dalla tenera età è stato ritenuto mentalmente disabile e senza alcuna capacità comunicativa. A 25 anni di distanza da quella diagnosi, però, si è scoperto che, a parte i problemi fisici, Mateusz è perfettamente normale ed è anche una persona molto intelligente. Così, a 30 anni, Mateusz si ritrova ricoverato in procinto di essere esaminato da una commissione, chiamata ad esprimersi sulle sue reali condizioni.


Voto 7

I film sulla perseveranza dello spirito umano e la lotta contro tutte le possibili disgrazie e malattie che causano disturbi fisici e mentali hanno sempre catturato l'attenzione del cinema e del pubblico, portandolo a entrare facilmente in empatia con le persone affette da tali problemi. Un esempio è la paralisi cerebrale che è ancora oggi una grande incognita, poiché si è cominciato relativamente tardi a riconoscerla e a studiarla ed è tutt’oggi oggetto di molti dibattiti. Senza dimenticare che il cervello, dal punto di vista medico e scientifico, è la parte più mistica e misteriosa del corpo umano e di conseguenza le procedure per il trattamento delle malattie, le prescrizioni delle terapie e l'immersione nella complessità del sistema nervoso è un ancora un viaggio nell'ignoto.

Guardiamo alla trama di questo film, che non è del tutto frutto di fantasia, ma è liberamente ispirato alla vita di Przemka Chrzanowskiego raccontata nel documentario Jak Motyl ("Come una farfalla") della giornalista Ewa Pieta, a cui il film è dedicato. Mateusz, l’inarrendevole protagonista di questa storia, è affetto dalla tenera età da una grave paralisi cerebrale, diagnosticata come ritardo mentale, quindi ostacolo insormontabile alla comunicazione del bambino con il resto del mondo. Vive nella Polonia post-sovietica, con un padre devoto che cerca di renderlo felice in tutti i modi. Per far compiere disperati progressi del figlio, i genitori non ammettono la malattia come una sconfitta del loro impegno e con l’aiuto della dottoressa Jola e soprattutto di una giovane volontaria, Magda, che è l'unica a non trattarlo come un oggetto, la condizione del giovane cambia non poco.

È a questo punto che il film assume le vesti di un fulgido esempio di come opporsi a convenzioni e diagnosi per nulla ottimistiche: attraverso la mente e di ciò che avverte Mateusz e la sua narrazione intima, osserviamo il mondo che lo circonda e ci identifichiamo con le sue conclusioni e i suoi apprendimenti quotidiani. Mateusz è curato e amato, nonostante il destino non si dimostri mai generoso con lui. Infatti suo padre muore tragicamente mentre cerca di accendere dei fuochi d'artificio e sua madre, a causa delle sue condizioni di salute deteriorate, è costretta a trasferire il figlio in un centro specializzato. Qui succedono cose che nessuno avrebbe mai sperato e la regista ci dà modo di ascoltare le simpaticissime osservazioni che passano nella mente efficiente del giovanotto.

La bravura di Maciej Pieprzyca è stata appunto di evitare i lacrimevoli momenti difficili o di inquadrare il protagonista come un malato irrecuperabile, ma di mostrarci invece la forza di volontà, sua e di chi gli è stato vicino, per donargli una vita dignitosa. Il talentuoso attore David Ogrodnik (già protagonista di un altro film polacco, il premio Oscar Ida) ha passato molto tempo a prepararsi per questo ruolo complesso con il vero Mateusz, che viene mostrato nei titoli di coda. Sia chiaro, non vuole essere un film divertente come è successo Quasi amici - Intouchables, è tutt’altro, ma anche questo sa attraversare momenti simpatici e soprattutto empatici con lo spettatore.

Bellissimo e commovente film che in patria ha riscosso molti premi.


 
 
 

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