Ipotesi di complotto (1997)
- michemar

- 31 mag 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 3 gen

Ipotesi di complotto
(Conspiracy Theory) USA 1997 thriller 2h15’
Regia: Richard Donner
Sceneggiatura: Brian Helgeland
Fotografia: John Schwartzman
Montaggio: Kevin Stitt, Frank J. Urioste
Musiche: Carter Burwell
Scenografia: Paul Sylbert
Costumi: Ha Nguyen
Mel Gibson: Jerry Fletcher
Julia Roberts: Alice Sutton
Patrick Stewart: dottor Jonas
Cylk Cozart: agente Lowry
Steve Kahan: signor Wilson
Terry Alexander: Flip
Alex McArthur: Cynic
TRAMA: Un tassista con un debole per le teorie complottiste diventa un bersaglio dopo che una di queste teorie si rivela essere vera. Sfortunatamente però, per salvarsi, deve capire di che cosa si tratta.
VOTO 6

Jerry Fletcher (Mel Gibson), un uomo paranoico che crede in numerose teorie cospirative, trascorre la sua vita nel timore di un passato che non riesce a ricordare. Ora guida un taxi per le strade di New York, parlando in modo ossessivo dei complotti che crede di scorgere dietro ogni cosa. Ma non è poi così matto come sembra. Dalla sua memoria riemergono ricordi così spaventosi che non possono non essere realmente accaduti. Un giorno Jerry incontra Alice (Julia Roberts), procuratore del Ministero della Giustizia a New York, anche lei in preda a più di un’ossessione, e che dimostra comprensione nei suoi confronti.
Il film, che vede ancora una volta assieme l’attore e Richard Donner, offre l’azione e l’intrattenimento attesi dal regista e dalla produzione, ma sorprende anche per l’ambizione di voler affrontare il tema del controllo mentale da parte del governo. La sceneggiatura del ben noto Brian Helgeland richiama la paranoia politica presente in classici del thriller come The Manchurian Candidate e Blow Out.
Il rapporto tra i due personaggi centrali si sviluppa tra momenti di romanticismo e tensione, ma il film perde forza quando rinuncia ad approfondire le proprie convinzioni più oscure. Il villain interpretato da Patrick Stewart offre un antagonista intrigante, ma la storia ricorre spesso a cliché e convenzioni del genere.
Il film, in ultima analisi, ha uno stile visivamente accattivante, ma soffre di una trama debole e pretestuosa che culmina in spiegazioni affrettate. Nonostante ciò, Mel Gibson e Julia Roberts protagonisti offrono performance solide che mantengono l’interesse del pubblico fino alla fine.


















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