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Jerry Maguire (1996)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 27 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Jerry Maguire

USA 1996 commedia 2h19’

 

Regia: Cameron Crowe

Sceneggiatura: Cameron Crowe

Fotografia: Janusz Kamiński

Montaggio: Joe Hutshing

Musiche: Nancy Wilson

Scenografia: Stephen J. Lineweaver

Costumi: Betsy Heimann

 

Tom Cruise: Jerry Maguire

Renée Zellweger: Dorothy Boyd

Cuba Gooding Jr.: Rod Tidwell

Kelly Preston: Avery Bishop

Jerry O’Connell: Frank Cushman

Jay Mohr: Bob Sugar

Bonnie Hunt: Laurel

Regina King: Marcee Tidwell

Jonathan Lipnicki: Ray Boyd

Todd Louiso: Chad

Beau Bridges: Keith Cushman

Jeremy Suarez: Tyson Tidwell

Jared Jussim: Dicky Fox

Nada Despotovitch: Wendy

Alexandra Wentworth: Bobbi Fallon

Glenn Frey: Dennis Wilburn

Angela Goethals: Kathy Saunders

Toby Huss: Steve Remo

Drake Bell: Jesse Remo

Christine Cavanaugh: signora Remo

Brent Barry: Calvin Nack

 

TRAMA: Un agente sportivo viene licenziato dopo aver avuto una crisi di coscienza e decide di lavorare per conto proprio con l’aiuto di una segretaria e dell’unico cliente che ha acconsentito di farsi rappresentare da lui.

 

VOTO 6

 

 

Nel pieno dell’ascesa della carriera, Tom Cruise, nello stesso anno del primo Mission: Impossible, viene chiamato da Cameron Crowe per un film non proprio importante ma che comunque era un altro tassello della sua frenetica presenza in decine e decine di film, quasi sempre d’azione. Invece il regista sceneggiatore gli propone un ruolo dove è piuttosto la mente, l’intelligenza e l’intraprendenza imprenditoriale valgono più del fisico, almeno il suo, al contrario del cliente più importante del personaggio che è invece un atleta, un giocatore di football americano. L’anno seguente avrà l’onore e l’onere di entrare nell’ultimo film del Maestro Kubrick: Eyes Wide Shut, praticamente la consacrazione della recitazione.

 

 

Jerry Maguire (Tom Cruise) è un brillante agente sportivo che, dopo una crisi di coscienza, scrive un documento programmatico per l’azienda in cui lavora dove denuncia la disumanità del settore e propone un rapporto più etico e personale con i clienti. Irritando i dirigenti, viene licenziato all’istante e tenta di fondare una propria agenzia, ma tutti gli atleti lo abbandonano tranne uno: Rod Tidwell (Cuba Gooding Jr.), un talentuoso ma difficile ricevitore degli Arizona Cardinals. Con lui e con Dorothy (Renée Zellweger), una giovane madre single che decide di seguirlo come collaboratrice, Jerry prova a ricostruire la sua carriera e la sua vita sentimentale. Mentre la relazione con la donna si complica, il legame professionale e umano con Rod cresce fino a trasformarsi in una vera amicizia. Il successo sportivo dell’atleta e la sua rinnovata fiducia permettono a Jerry di ritrovare se stesso, sia come agente che come uomo.

 

 

Anche se in Italia non ha entusiasmato più di tanto, la pellicola, in quel momento, dà l’idea di un certo rinnovamento nel cinema hollywoodiano, anche se è innegabile che sia ancora un film sulla rinascita di un personaggio in declino, plot spesso visto in America. Perché racconta di qualcosa di fresco, romantico e ottimista. Una rinascita, appunto.

 

 

Comunque funziona, perché nel cinema gira sempre vento a favore quando tratta di empatia tra i personaggi che sono in crisi e cercano di superare il momento e ridefinire il proprio ruolo nel mondo. Dopo aver perso il lavoro. un americano ci resta male ma sa prima che la vita va così, non esiste il concetto del “posto fisso” e quindi si prova in ogni caso a risalire la china, magari con iniziative personali. Come appunto Jerry Maguire.

 

 

Lo schema dell’uomo in difficoltà che trova la strada del successo, assieme alla dignità e alla coerenza intellettuale, è tipico del cinema americano e attira sempre l’attenzione dei premi importanti: complice una discreta sceneggiatura intrigante ed il buon montaggio per dare grinta alla narrazione, arriva addirittura l’Oscar a Cuba Gooding Jr. e il Golden Globe a Tom Cruise, ma è Renée Zellweger la vera rivelazione. Il suo sorriso, personale marchio di fabbrica, non passa inosservato e lei sfonda definitivamente, in attesa, qualche anno dopo, del personaggio che le darà la celebrità: Bridget Jones.

 

 

Riconoscimenti

Oscar 1997

Miglior attore non protagonista a Cuba Gooding Jr.

Candidatura miglior film

Candidatura miglior attore protagonista a Tom Cruise

Candidatura migliore sceneggiatura originale

Candidatura miglior montaggio

Golden Globe 1997

Miglior attore in un film commedia o musicale a Tom Cruise

Candidatura miglior film commedia o musicale

Candidatura miglior attore non protagonista a Cuba Gooding Jr.

 


 
 
 

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