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Kilo Due Bravo – A un passo dalla morte (2014)

Immagine del redattore: michemar
michemar
23 ago
Tempo di lettura: 3 min

Kilo Due Bravo – A un passo dalla morte

Kajaki

UK 2014 dramma biografico 1h48’

 

Regia: Paul Katis

Sceneggiatura: Tom Williams

Fotografia: Chris Goodger, Mark Silk

Montaggio: Brin

Scenografia: Erik Rehl

Costumi: Phaedra Dahdaleh

 

Mark Stanley: Tug

David Elliot: Mark Wright

Scott Kyle: Stu Pearson

Benjamin O’Mahony: Stuart Hale

Bryan Parry: Jonesy

Liam Ainsworth: Ken Barlow

Andy Gibbins: Smudge

John Doughty: Dave Prosser

Paul Luebke: Jay Davis

Thomas Davison: Jarhead

Grant Kilburn: Alex Craig

Malachi Kirby: Snoop

Alistair Cook: Spud McMellon

Abe Dababneh: Kajaki Jon

Felipe Cabezas: Kajaki Mike

Ryan W. Sadi: Kyle Minchew

Jon-Paul Bell: Luke Mauro

Malachi Kirby: Snoop

Robert Mitchell: Faz

Hazem Alagha: Steven “Bombhead” Watson

 

TRAMA: Diga Kajaki in Afghanistan nel 2006. Una compagnia di giovani soldati britannici ha un nemico inaspettato e terrificante. Sotto il letto di un fiume in secca, a ogni passo c’è il pericolo di una mina antiuomo che potrebbe costargli una gamba o la vita.

 

VOTO 6,5

 

 

Film di guerra britannico che ricostruisce un episodio realmente accaduto nel 2006 presso la diga di Kajaki, in Afghanistan. Il regista Paul Katis e lo sceneggiatore Tom Williams hanno scelto un approccio realistico e quasi documentaristico, concentrandosi sulla tensione fisica e psicologica vissuta dai soldati britannici coinvolti nell’incidente.

 

 

Nel 2006, un distaccamento di soldati britannici della 3.a Brigata Paracadutisti è stanziato nei pressi della diga di Kajaki, un’area montuosa dell’Afghanistan apparentemente tranquilla ma disseminata di vecchie mine sovietiche. Durante una missione di ricognizione, un gruppo di parà si muove lungo il letto prosciugato di un fiume per individuare un presunto cecchino talebano che minaccia la sicurezza del loro avamposto. La zona, però, si rivela un campo minato nascosto: un’esplosione improvvisa ferisce gravemente uno dei soldati, costringendo i compagni a intervenire in condizioni estreme, con risorse limitate e un terreno che può esplodere a ogni passo. La tensione cresce mentre il gruppo tenta di organizzare i soccorsi, mantenere la lucidità e gestire le ferite devastanti, in un ambiente dove la comunicazione è difficile e il supporto aereo non può avvicinarsi senza rischiare ulteriori detonazioni.

 

 

Con il passare delle ore, la situazione si complica: ogni tentativo di avvicinarsi ai feriti comporta un rischio mortale, e la squadra deve improvvisare soluzioni mediche e tattiche mentre il sole cala e la temperatura scende. Le dinamiche interne del gruppo emergono con forza: leadership, coraggio, panico e spirito di corpo si intrecciano in un crescendo drammatico che mette in luce la vulnerabilità dei soldati e la brutalità silenziosa delle mine antiuomo. Il film segue con precisione quasi documentaristica la lotta per la sopravvivenza, mostrando come la solidarietà e la disciplina militare diventino l’unico argine contro la disperazione. Senza ricorrere a retorica o spettacolarizzazione, la storia ricostruisce un episodio reale in cui la determinazione dei paracadutisti britannici diventa l’unica speranza di uscire vivi da un incubo nascosto sotto la sabbia. Il film segue minuto per minuto l’evoluzione dell’incidente, con un’attenzione estrema al realismo delle ferite, delle procedure militari e della dinamica del gruppo.

 

 

È un film lento – il che non è un difetto, anzi aumenta la tensione – guidato dai dialoghi, che mira a portare lo spettatore nel teatro dei conflitti più che a intrattenerlo. Alla fine, diventa un saggio sugli orrori della guerra e un film di guerra contro la guerra. L’ottima ambientazione, la buona fotografia, la recitazione realistica e la adeguata sceneggiatura rendono il film molto appassionante e porta giustizia alla storia vera.

 

 

È un film che cattura e tiene con il fiato sospeso per tutto il tempo, pur se non raggiunge picchi di grande cinema. Piuttosto, perfetto per chi ama i drammi bellici. Tensione altissima e grande naturalezza degli interpreti, che aggiunge profondità e inquietudine a un film di per sé molto originale, privo di retorica e dotato di uno spiccato e nobile contenuto pacifista.

Un film veramente appassionante.

 

 

Riconoscimenti

BAFTA 2015

Candidatura miglior esordiente regista, sceneggiatore e produttore britannico

 


 
 
 

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