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L'arma dell'inganno - Operazione Mincemeat (2021)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 5 gen 2023
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 29 mag 2023


L'arma dell'inganno - Operazione Mincemeat

(Operation Mincemeat) UK/USA 2021dramma bellico 2h8’


Regia: John Madden

Soggetto: Ben Macintyre

Sceneggiatura: Michelle Ashford

Fotografia: Sebastian Blenkov

Montaggio: Victoria Boydell

Musiche: Thomas Newman

Scenografia: John Paul Kelly

Costumi: Andrea Flesch


Colin Firth: Ewen Montagu

Matthew Macfadyen: Charles Cholmondeley

Kelly Macdonald: Jean Leslie

Penelope Wilton: Hester Leggett

Johnny Flynn: Ian Fleming

Jason Isaacs: ammiraglio John Godfrey

Mark Gatiss: Ivor Montagu

Hattie Morahan: Iris Montagu

Mark Bonnar: Jock Horsfall

Paul Ritter: Bentley Purchase

Alex Jennings: John Masterman

Simon Russell Beale: Winston Churchill


TRAMA: È il 1943. Gli alleati sono determinati a spezzare la presa di Hitler sull'Europa occupata e organizzano un attacco in Sicilia, trovandosi davanti a una sfida impossibile: proteggere l'enorme esercito da un potenziale massacro durante lo sbarco. I due agenti del controspionaggio Ewen Montagu e Charles Cholmondeley hanno il compito di escogitare la più ingegnosa e improbabile strategia di disinformazione sulla guerra facendo leva sul più insolito agente segreto: un uomo morto.


Voto 7

Anche in tempo di pace, come in quello dominato dalla guerra, l’intelligence di ogni nazione è sempre attiva, con operazioni di vario genere e con obiettivi di vario tipo. Di storie vere o inventate ne sono piene il cinema e la letteratura, specialmente quelli specializzati in thriller spionistici. Quella del film in oggetto è una storia vera, basata su un’idea prima non convincente ma che in seguito si rivelò utilissima e di grande efficacia, progettata da due ufficiali dello spionaggio inglese che faticarono non poco per riuscire a realizzarla in quanto osteggiati dai loro superiori e dallo scettico Winston Churchill, che, come ben risaputo, non amava lasciar fare la guerra ai militari. Il piano concepito e studiato con cura da Ewen Montagu (Colin Firth) e Charles Cholmondeley (Matthew Macfadyen) era ingegnoso ma facilmente attaccabile da chi, nell’ambito militare preposto, muoveva critiche per l’azzardo e per la scarsa fiducia nella riuscita, tanto che fino al momento della decisione dell’attuazione non era convinto di darne il via.

Nel tardo 1943 si era in piena Seconda Guerra Mondiale e gli Alleati avevano deciso di reagire alla morsa delle forze armate naziste pensando di sbarcare nell’Italia meridionale, precisamente nella Sicilia sudoccidentale lungo la costa di Licata, ma il timore delle prevedibili gravissime perdite li frenava. Come allentare l’attenzione e lo schieramento potente che i tedeschi avevano in quella zona? Il piano strategico ideato dai due ufficiali britannici era quello del diversivo e cioè di far cadere nel tranello dell’inganno i nemici: far credere loro di voler attaccare le difese naziste iniziando dalla Grecia mentre invece avrebbero attuato lo sbarco in Sicilia. L'operazione Mincemeat, come fu chiamata, consisteva in un abile operazione di depistaggio, quella dell’uomo morto, dell’uomo che non era mai esistito.

Il piano britannico e statunitense consistette nel far giungere sulle rive della costa spagnola presso Huelva (scelto come punto strategico in quanto soggetto a forti influenze tedesche) un corpo esanime, che sembrasse vittima di un incidente aereo, con indosso la divisa da maggiore dei Royal Marines e con alcuni documenti riservati, ovviamente falsi, nella speranza che i servizi segreti nazisti, una volta acquisitone il possesso, ne fossero messi fuori pista. Il cadavere fu fatto giungere nella zona prestabilita tramite un sottomarino, a bordo del quale solo il comandante e due ufficiali erano al corrente della missione. I due documenti chiave che dovevano essere ritrovati, appositamente creati, erano una lettera del vicecapo di stato maggiore e una missiva inviata dall'ammiraglio Louis Mountbatten al collega Cunningham. Il cadavere, una volta recuperato da alcuni pescatori e portato in obitorio dalla gendarmeria spagnola, fu esaminato dal servizio segreto spagnolo, il quale provvide a copiare gli incartamenti ritrovati nella cartelletta che il presunto ufficiale portava legata al braccio. Tali copie vennero poi recapitate all'agente dei servizi segreti nazisti il quale li reputò autentici e informò i suoi diretti superiori del contenuto delle missive. L'operazione, per quanto bizzarra, ebbe il successo sperato, e i tedeschi ridisposero le loro forze proprio come volevano gli anglosassoni, lasciando l'isola siciliana con scarse unità di difesa.

Questa è Storia. Il film, basato sul libro di Ben Macintyre, la descrive passo passo con l’incedere del ritmo di un thriller spionistico d’altri tempi, con un’ambientazione un po’ cupa, date le tante preoccupazioni dello staff dirigenziale e dei tempi bellici, e molto britannica nell’atmosfera generale. Un ambiente austero, con uomini in divisa alquanto rigidi, attenuato per fortuna dalla grazia di solo poche donne, in particolare dalla dolcezza e dalla femminilità di Jean Leslie (la deliziosa Kelly Macdonald). L’azione è minima ma ciò non vuol dire che il film non appassioni, anzi, tolti i momenti di calma, di discussioni e di riflessione, la tensione è tangibile, soprattutto nei momenti topici, che non sono pochi, e giunge al massimo nel momento in cui la maledetta telescrivente, sempre ferma e silenziosa per mancanza di notizie, si sveglia e comincia a crepitare stampando le scarse e nude novità della riuscita dell’operazione, facendo esultare gli astanti proprio (ahimè, la retorica) poco dopo che Ewen Montagu aveva esortato tutti a pregare affinché giungessero buone notizie: i nazisti ci erano cascati in pieno e avevano spostato gran parte delle armate sul fronte del litorale greco. La strada era quasi sgombra! E lo sbarco riuscì alla grande e con pochissime perdite. La poco affidabile - per alcuni - operazione Mincemeat (tritacarne, in italiano) si era rivelata un meccanismo diabolicamente perfetto!

Pur se la storia è conosciuta, il film raggiunge il suo scopo, cioè raccontarla con lo stile del giallo che fa trattenere il fiato, prima di tutto per merito della buona regia di un regista esperto come John Madden e poi per l’eccellente recitazione di tutti gli attori: Colin Firth sembra appena privato della regale divisa del Re Giorgio che gli ha dato tante soddisfazioni: è sì invecchiato ma il suo british aplomb è intatto e la sua interpretazione, trattenuta nei sentimenti, è magistrale, maggiormente apprezzata per il dibattito interno al suo animo, combattuto tra le tensioni sia nell’ambito del lavoro – con il suo piano che i superiori non volevano accettare e poi per la trepida attesa della riuscita – sia nella propria famiglia, essendo sposato con una donna rigida e poco espansiva che lo aveva talmente afflitto da essere attratto sentimentalmente dalla dolce Jean, che gli rispondeva con medesimo slancio ma bloccata dalla consapevolezza che fosse un uomo già sposato.

Eccellente anche Matthew Macfadyen che condivide le sequenze più tese, quelle della preparazione e dell’attesa dei risultati, che conducono ad un’aria elettrica di discussioni e di incertezze, fino alla liberatoria notizia del successo dello sbarco degli Alleati in terra siciliana. Più classico non poteva essere il finale con i due uomini in divisa stanchi ma soddisfatti seduti su una scalinata rilassante, in cui si invitano ad una bevuta celebrativa e dal ritorno a casa dove ci sono le mogli ad attendere, per una nuova vita, così come quella dell’Europa che ricominciò a respirare dopo la tragedia storica dell’efferato nazismo che stava lasciando solo miseria, distruzione e tante nazioni da ricostruire, in primis quella tedesca. Insomma, una spy-story con i fiocchi come i bei tempi, con l’inevitabile retorica patriottica e un cast di tutto rispetto che vede, tra gli altri, anche Johnny Flynn e Jason Isaacs.

Buon film, senza clamori, un buonissimo cast, tipicamente di guerra vissuta in ufficio ma con l’ansia di chi in patria temeva e pregava per i milioni di soldati che rischiavano la vita ad ogni secondo.

Un particolare da non trascurare: il piano era congegnato sulla base di un’idea letteraria, quella scritta e descritta in un racconto da Ian Fleming, che, oltre ad essere quello che creerà l’agente segreto più famoso del cinema e della letteratura, 007 James Bond, è anche uno dei personaggi del film, essendo stato per davvero un collega dei due protagonisti nel servizio segreto della Royal Navy.

Nota aggiuntiva: lo strattagemma dell’inganno fu adottato una seconda volta per l’epico e celebrato sbarco in Normandia,



 
 
 

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