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L'attimo fuggente (1989)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 28 dic 2022
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 2 giu 2023


L'attimo fuggente

(Dead Poets Society) USA 1989 dramma 2h8’


Regia: Peter Weir

Sceneggiatura: Tom Schulman

Fotografia: John Seale

Montaggio: William M. Anderson

Musiche: Maurice Jarre

Scenografia: Wendy Stites

Costumi: Nancy Konrardy


Robin Williams: prof. John Keating

Robert Sean Leonard: Neil Perry

Ethan Hawke: Todd Anderson

Josh Charles: Knox Overstreet

Gale Hansen: Charlie Dalton

Dylan Kussman: Richard Cameron

Allelon Ruggiero: Steven Meeks

James Waterston: Gerard Pitts

Norman Lloyd: preside Nolan

Kurtwood Smith: Mr. Tom Perry

Carla Belver: Mrs. Perry


TRAMA: John Keating è il nuovo docente di letteratura nel severissimo collegio maschile Welton, nel Vermont. I suoi metodi di insegnamento sono creativi e anticonformisti, e grazie a lui sette studenti avranno una visione della vita e del mondo completamente diversa.


Voto 8

Il rapporto tra letteratura e cinema non si limita solo agli adattamenti dei libri sullo schermo. Ci sono anche film così impregnati di letteratura che la lettura e la poesia diventano quasi un altro personaggio nelle storie che raccontano. Come succede proprio in questo film di Peter Weir, che racconta del severo collegio maschile di Welton, sulla costa orientale degli Stati Uniti, quando inizia l'anno accademico 1958-59. Un gruppo di giovani in uniforme sta per imparare dalle parole e dagli insegnamenti del nuovo docente di letteratura non solo le basi letterarie ma anche – e soprattutto – come pensare con il proprio cervello e seguire i migliori istinti personali per realizzarsi veramente nella vita. Parrebbe un progetto narrativo ordinario ma succedono diverse cose belle e il film diventa un’altra cosa, quasi un miracolo. Robin Williams lascia da parte il personaggio che lo ha reso celebre, cioè il comico dalla lingua più veloce del Nordamerica e diventa qualcosa di inaspettato (confermando ancora una volta quanto un comico sia straordinariamente predisposto ai ruoli drammatici) e il professor John Keating riesce a prendere per mano un gruppo di adolescenti per condurli in un percorso che non dimenticheranno mai. Ognuno per diversi motivi.

Il professore non è semplicemente un insegnate, è un ispiratore non convenzionale, anzi anticonvenzionale, senz’altro rivoluzionario per i sistemi rigidi e classici di quel luogo e non solo, persona indipendente e pensante che spinge i suoi studenti a mettere in discussione ciò che è dato per scontato. E quando ciò succede in un posto di educazione tradizionale, che vuol dire rivoluzione del pensiero e del modo di affrontare l’arte e la vita, il rischio è sempre uno e si verifica quasi sempre: l’ostruzionismo da parte dei superiori, che vedono minare le basi su cui hanno costruito la loro mentalità da trasmettere ai ragazzi e di conseguenza la depurazione, il licenziamento. Il film attraversa fasi prevedibili, perché dopo la novità e la felicità di tanta innovazione, l’ambiente passa attraverso l’euforia, la ribellione, l’affermazione di se stessi e l’immancabile crollo, con conseguenze perfino tragiche. L’intraprendente sistema di lettura e approfondimento dei brani estrapolati dai grandi scrittori e poeti aveva portato i giovani a scoprire idee e pensieri fino ad allora non esplorati e ciò li aveva resi liberi. Ma dove potevano arrivare se la scuola, la famiglia, i dirigenti non lo avrebbero mai permesso?

Protagonista del film è, come detto, un incredibile Robin Williams che, nei panni del professor John Keating, ha dato una delle migliori dimostrazioni del suo talento e delle sue doti interpretative, lasciando alla storia del cinema l’indimenticabile scena finale, quando gli studenti salgono sui banchi per salutare l’insegnante pronunciando la celebre frase “Oh capitano! Mio Capitano”. E non ci si può fermare solo a questo. Come trascurare quelle frasi della sceneggiatura di Tom Schulman che abbiamo imparato a memoria, come “Carpe diem!” o “Cogliete l’attimo, rendete la vostra vita straordinaria!”. Esortazioni che sono lezioni di vita libera. Curiosi sono gli avvenimenti che precedettero il primo e sofferto ciak, dal momento che inizialmente il film doveva essere diretto da Jeff Kanew che voleva nel ruolo principale Liam Neeson e Peter Weir fu chiamato solo in un secondo momento. Tanti furono gli intoppi. Il primo giorno di riprese Williams non si presentò sul set in Georgia e la produzione subì una pausa di un anno. Prima che venisse assunto Peter Weir, Dustin Hoffman espresse l’intenzione di esordire alla regia e interpretare anche il ruolo di Keating, ma l’attore non si sarebbe mai accordato con gli Studios e la direzione del film passò a Weir con le riprese spostate nel Delaware. Josh Charles ed Ethan Hawke, rispettivamente interpreti di Knox Overstreet e Todd Anderson, già ingaggiati quando il regista doveva essere Kanew, rimasero sospesi per un anno senza sapere se la loro presenza sarebbe stata confermata. Alla parte di Neil Perry si era invece interessato River Phoenix, che aveva già recitato sotto la direzione di Weir per Mosquito Coast. L’attore compose addirittura anche una canzone sulla "setta dei poeti estinti", ma non ottenne la parte perché il regista voleva tutti interpreti sconosciuti per i personaggi degli studenti.

Il film è basato su esperienze reali dello sceneggiatore Tom Schulman che aveva frequentato la Montgomery Bell Academy di Nashville, in Tennessee. Il personaggio di Keating era basato su due insegnanti di Schulman, uno di recitazione e regia, l’altro d’inglese. Proprio quest’ultimo amava spiegare stando in piedi sulla cattedra. Si racconta che durante le riprese Robin Williams stava divorziando dalla moglie e non sarebbe stato nel pieno della forma, apparendo spesso legnoso nell’interpretazione. Weir gli suggerì allora di improvvisare, consiglio preso alla lettera dall’attore. Si stima che un 15% delle sue battute siano frutto dell’improvvisazione, come per esempio la scena in cui il professor Keating legge Shakespeare imitando Marlon Brando e John Wayne (maledetto, meraviglioso attore!). Ecco perché i film vanno visti in originale! Inoltre, per fare in modo che i giovani attori sviluppassero un senso di cameratismo, il regista decise di farli vivere e dormire insieme per due settimane prima dell’inizio delle riprese e per tutta la lavorazione. I ragazzi dovettero tagliare i capelli e studiare libri, film, canzoni secondo la moda degli anni ’50. Robert Sean Leonard, Josh Charles, Gale Hansen, Ethan Hawke, Dylan Kussman, James Waterston e Allelon Ruggiero divennero così amici da partire per un weekend a New York tutti insieme per accompagnare Leonard e Hawke ad una audizione per un ruolo.

Il film è stato inoltre il trampolino di lancio per la carriera di Ethan Hawke che, all’epoca, aveva 19 anni. L’attore ha raccontato di aver preso molto seriamente il ruolo e che sul set non rideva mai, tanto da essere spesso preso in giro da Robin Williams. Hawke credeva che Williams lo odiasse, ma una volta finite le riprese del film venne contattato dall’agente dell’attore che gli disse: “Robin è convinto che diventerai qualcuno e che dovrei metterti sotto contratto”. Da allora Ethan ha avuto un unico e solo agente, lo stesso di Williams. In un’intervista l’attore rivelò: “C’era qualcosa che portava le persone ben oltre il film stesso. Ho incontrato un ragazzo che mi ha detto: Mr. Williams, ho visto il film, lavoravo per una grande azienda, mi sono tolto l’abito, l’ho bruciato e ora possiedo una galleria d’arte”. A differenza della maggior parte dei film, venne girato in ordine cronologico perché il regista scelse di girare seguendo il copione per aiutare gli attori a capire l’evoluzione del rapporto tra gli studenti e il professore. Weir, dopo il suicidio del personaggio di Neil, impedì all’attore che lo interpretava di tornare sul set perché voleva che gli altri sentissero davvero la sua mancanza.

Il pubblico non dimentica mai questo film, che ottenne l’Oscar per la migliore sceneggiatura e candidature a pioggia, oltre quelle per i Golden Globe, mentre, in qualità di miglior film straniero, fu premiato ai BAFTA, ai César e ai David di Donatello.

“Cogli la rosa quando è il momento, / ché il tempo, lo sai, vola / e lo stesso fiore che sboccia oggi, / domani appassirà.”

Riconoscimenti

1990 - Premio Oscar

Migliore sceneggiatura originale

Candidatura miglior film

Candidatura migliore regia

Candidatura miglior attore protagonista a Robin Williams

1990 - Golden Globe

Candidatura miglior film drammatico

Candidatura migliore regia

Candidatura miglior attore in un film drammatico a Robin Williams

Candidatura migliore sceneggiatura

1990 - Premio BAFTA

Miglior film

Miglior colonna sonora

Candidatura migliore regia

Candidatura miglior attore protagonista a Robin Williams

Candidatura migliore sceneggiatura originale

Candidatura miglior montaggio

1991 - Premio César

Miglior film straniero

1990 - David di Donatello

Miglior film straniero



 
 
 

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