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L'immortale (2019)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 26 mar 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 16 mar 2024


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L'immortale

Italia/Germania 2019 gangster 1h56’


Regia: Marco D'Amore

Sceneggiatura: Marco D'Amore, Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Francesco Ghiaccio, Giulia Forgione

Fotografia: Guido Michelotti

Montaggio: Patrizio Marone

Musiche: Mokadelic

Scenografia: Carmine Guarino

Costumi: Veronica Fragola


Marco D'Amore: Ciro DiMarzio

Salvatore D'Onofrio: Bruno

Giuseppe Aiello: Ciro da bambino

Giovanni Vastarella: Bruno da giovane

Marianna Robustelli: Vera

Martina Attanasio: Stella

Gennaro Di Colandrea: Virgilio

Nello Mascia: don Aniello Pastore

Aleksej Gus'kov: Yuri Dobeshenko

Anatolijs Fečins: Dimitri

Salvio Simeoli: 'O Merlo

Nunzio Coppola: Coppola

Salvatore Esposito: Genny Savastano


TRAMA: Nel Golfo di Napoli, Ciro sta affondando tra le acque scure e, mentre il corpo sprofonda colpito al petto dal suo miglior amico Genny Savastano, alla mente affiorano i ricordi del passato. Si torna così alla Napoli del 1980 quando dopo un terremoto sotto le macerie si sente il pianto di un neonato ancora vivo: è Ciro di Marzio, da quel giorno in poi tutti lo chiameranno l'Immortale. Anni dopo, quello stesso bambino ormai adulto, sopravvive anche a quel fatidico sparo: allora è vero quello che si dice, l'Immortale non lo uccide nessuno.


Voto 5,5

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Che la serie televisiva Gomorra abbia avuto successo è risaputo, ma non sono la persona più adatta a scriverne non amando né le serie (ne ho viste pochissime e con molta attenzione nella scelta) né questa serie in particolare (la trovo estremamente ripetitiva, difetto della maggior parte di questo modello di cinema). La notizia del film di Marco D’Amore mi ha incuriosito solo perché volevo vedere fino a che punto si può arrivare a replicare un soggetto sempre uguale.

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E infatti la pellicola è semplicemente il cosiddetto spin-off della celebre serie, che riprende il personaggio di Ciro Di Marzio, da tutti conosciuto, appunto, come l’immortale, per essere l'unico sopravvissuto al crollo della palazzina in cui abitava nello storico terremoto dell’Irpinia del 1980. Cosa poteva offrire di più, se non allungare una trama già di per sé replicante? Tutto è nelle mani dei tanti sceneggiatori che hanno lavorato sul modello del midquel, che nel glossario cinematografico è un seguito di un film, che però narra fatti avvenuti nel mezzo del film originale che sono stati tralasciati. Non solo: in questo modo si approfondiscono meglio il carattere e i cambiamenti fisici e/o psichici dei personaggi, magari mostrando le stesse vicende dalla diversa prospettiva di altri personaggi. Ma soprattutto l’operazione è servita a realizzare un film autonomo utile pure come ponte narrativo tra la quarta e la quinta stagione della serie. E talmente autonomo che il film può essere seguito anche da chi è digiuno della storia madre, anche perché il film si allontana, esteticamente e narrativamente.

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Il personaggio è immortale perché è già la seconda volta che è andato vicinissimo alla morte dopo essere stato colpito da un proiettile andato “solo” vicinissimo al cuore. E difatti da quel momento inizia questa nuovo film. Ambientato tra la Napoli degli anni ’80 post-terremoto e la Riga odierna (dove era fuggito), la storia è un continuo dialogo tra il presente di Ciro, esiliato sul Baltico a migliaia di chilometri da casa e dagli ultimi affetti rimasti, e il suo passato da orfano. Dall'infanzia per strada alle fredde estati del nord Europa, dai primi furti all'ultima guerra tra fazioni in lotta: tutto per sopravvivere a un mondo dove l'immortalità in fondo è solo una condanna.

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Perché se è vero - come viene detto - che nella vita si può sempre scegliere il proprio destino, “la cosa difficile è tornare indietro”. Nei rapporti umani l’immortale, ovviamente interpretato dallo stesso Marco D’Amore, cerca sempre di trovare i genitori che non ha avuto, ma la condizione di orfano fa parte dei caratteri originari del personaggio, condannato a essere solo. E immortale.


Riconoscimenti

2020 - Nastro d'argento

Miglior regista esordiente

Miglior casting director

Candidatura per il migliore montaggio

Candidatura per il migliore sonoro in presa diretta

2020 - David di Donatello

Candidatura per il miglior regista esordiente

2020 - Ciak d'oro

Migliore opera prima



 
 
 

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