L’uomo fedele (2018)
- michemar

- 5 mag 2020
- Tempo di lettura: 2 min

L’uomo fedele
(L'homme fidèle) Francia 2018 commedia 1h15’
Regia: Louis Garrel
Sceneggiatura: Louis Garrel, Jean-Claude Carrière
Fotografia: Irina Lubtchansky
Montaggio: Joëlle Hache
Musiche: Philippe Sarde
Scenografia: Jean Rabasse
Costumi: Paloma Giallolacci, Olivia Lahougue
Louis Garrel: Abel
Laetitia Casta: Marianne
Lily-Rose Depp: Ève
Diane Courseille: Ève a 13 anni
Joseph Engel: Joseph
Vladislav Galard: dott. Pivoine
TRAMA: Marianne lascia Abel per Paul, il miglior amico di lui e padre del bambino non ancora nato che lei porta in grembo. Otto anni dopo, Paul muore e Abel e Marianne tornano insieme. Così facendo, suscitano sentimenti di gelosia sia in Joseph, il figlio di Marianne, sia in Ève, la sorella di Paul da sempre segretamente innamorata di Abel.
Voto 6,5

La storia del film parte da una semplice idea: dal dubbio dei propri sentimenti. Dubbi espressi, come capita a volte nel cinema, da una voce fuori campo che spiega, accompagnando l’evoluzione della trama, ciò che succede e ciò che prova il protagonista. Abel, il protagonista, è in fondo una persona semplice che racconta il suo privato perdersi e ritrovarsi nella donna che ha sempre amato, anche se il tempo è passato e ognuno dei due ha seguito nel frattempo una strada diversa. Il suo personaggio è consapevole di essere un uomo oggetto, la sua è una scelta perché ama l’idea di essere nelle mani di due donne che sanno meglio di lui quello che è meglio per lui. Forse è anche un film sulla fedeltà e sul gioco delle coppie, abilmente descritti entrambi i lati dalla indecisione e dalla timidezza di Abel.

Sono bravi i due attori, che nella vita sono anche una coppia: Louis Garrel, anche regista, e la bellissima Laetitia Casta. Lui rivede nuovamente l’ex moglie Marianne otto anni dopo la loro separazione al funerale di Paul, l’uomo a causa del quale i due si erano allora lasciati perché lei aspettava un figlio proprio da quest’ultimo. Per Abel il funerale rappresenta l'occasione per riconquistare l'amata ma le sue speranze non hanno fatto i conti con la presenza di Joseph, il figlio di Marianne, ed Ève, la sorella di Paul, pronti ad agire dietro le quinte. Infatti è Ève che inaspettatamente si intromette come terzo incomodo, innamorata com’è di Abel.

Non è stato un gioco pericoloso, a sentire le dichiarazioni dei due attori, all’interno della coppia reale; come Garrel ha affermato all’uscita del film “Mischiare il lavoro con il privato non mi fa paura perché conosco le regole del gioco. Il mio film è uno studio sull’amore e il fatto che Laetitia ed io fossimo una coppia che interpretava un’altra coppia non faceva che rafforzare l’aspetto romanzesco del film. Cos’è vero? Cosa non lo è? L’importante alla fine era di non confondere lo spettatore, e la storia d’amore del film è talmente lontana dalla nostra che ne esce fuori qualcosa di divertente. Non ci scordiamo che il film è una commedia, il tono è leggero e i personaggi si divertono a nascondere delle cose all’altro, ma anche a se stessi, è un gioco di maschere in cui ognuno ha paura delle proprie emozioni.”

L’opera risente molto delle influenze paterne (Philippe Garrel) e del cinema francese che ha respirato sin da bambino, da Truffaut alla Nouvelle Vague, anche se da questa privata dell’aspetto politico e formale. È una commedia tipicamente francese leggera e romantica.






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