La bisbetica domata (1967)


La bisbetica domata
The Taming of the Shrew
Italia USA 1967 commedia 2h2’
Regia: Franco Zeffirelli
Soggetto: William Shakespeare
Sceneggiatura: Franco Zeffirelli, Suso Cecchi D’Amico, Paul Dehn
Fotografia: Oswald Morris
Montaggio: Peter Taylor
Musiche: Nino Rota
Scenografia: Lorenzo Mongiardino
Costumi: Danilo Donati, Irene Sharaff
Elizabeth Taylor: Caterina
Richard Burton: Petrucchio
Cyril Cusack: Grumio
Michael York: Lucenzio
Michael Hordern: Battista
Alfred Lynch: Tranio
Alan Webb: Gremio
Natasha Pyne: Bianca
Victor Spinetti: Ortensio
Roy Holder: Biondello
Mark Dignam: Vincenzo
Giancarlo Cobelli: prete
Ken Parry: sarto
Anthony Gardner: cappellaio
Bice Valori: vedova
Alberto Bonucci: Nataniele
Milena Vukotic: serva di Battista
Carlo Pisacane: servo
TRAMA: Caterina, figlia di un ricco mercante di Padova, ha un carattere ribelle. Per questo il padre teme di non poterle trovare un marito. Petrucchio è un incallito dongiovanni che si picca di essere irresistibile con le donne. Tra i due nasce la passione che, visti i rispettivi caratteri, sfocia in una baruffa perpetua fino a quando lei viene “domata” e scopre il piacere di essere più femminile.
VOTO 7

Franco Zeffirelli affronta la celebre commedia con un approccio spettacolare e vitalissimo, trasformando Shakespeare in una commedia fisica, sensuale e, perché no, barocca. La coppia Burton–Taylor, reduce dal successo di Chi ha paura di Virginia Woolf?, diventa il motore emotivo e comico del film: un duello amoroso che tutta la critica ha spesso definito un casting perfetto, capace di rendere il testo più accessibile e divertente al pubblico moderno.

A Padova, il ricco mercante Battista Minola (Michael Hordern) ha due figlie: la dolce Bianca (Natasha Pyne), corteggiata da numerosi pretendenti, e Caterina (Elizabeth Taylor), ribelle, impulsiva e temuta da tutti per il suo carattere indomabile. Battista decide che la prima non potrà sposarsi finché la seconda non avrà trovato marito, bloccando così ogni progetto dei suoi spasimanti. Arriva in città Petrucchio (Richard Burton), un gentiluomo veronese audace e spavaldo, deciso a trovare una moglie ricca. Informato della dote di Caterina, accetta la sfida di conquistarla nonostante la sua ferocia verbale e la totale avversione al matrimonio. Il loro primo incontro è un’esplosione di insulti, provocazioni e attrazione mascherata: l’uomo decide comunque di sposarla e il matrimonio si trasforma in una cerimonia caotica e farsesca.

Nella loro casa, Petrucchio mette in atto un “addestramento” paradossale: la priva di cibo, di riposo e di abiti adeguati, sostenendo che nulla è abbastanza buono per lei. Caterina, sorpresa dalla logica contorta del marito, inizia lentamente a cambiare atteggiamento. Intanto Bianca si innamora di Lucenzio (Michael York), che si finge maestro per avvicinarla. Tra travestimenti, inganni e scambi di identità, i due riescono a sposarsi. Nel finale, Caterina pronuncia il celebre discorso sulla concordia coniugale, lasciando tutti stupiti: la sua trasformazione sembra completa, ma il suo sguardo suggerisce che il gioco tra lei e Petrucchio è tutt’altro che finito.

Zeffirelli rivela ancora una volta la sua capacità di trasformare la commedia in un’esplosione visiva: grandiosità delle scenografie, costumi ricchissimi, una Padova rinascimentale viva, caotica e sensuale. Il suo stile alto e ispirato alla sua passione operistica rende il film più cinematografico di altre versioni shakespeariane, grazie al ritmo energico, alle gag fisiche e alla cura maniacale per i dettagli visivi. Accade persino che il regista riesca a catturare il sapore del linguaggio shakespeariano meglio di qualsiasi altra versione precedente, pur alleggerendo il testo e puntando sulla comicità corporea e teatrale.

Tutto bene, ma la coppia Burton–Taylor è unanimemente considerata il cuore del film. Elizabeth Taylor sorprende, pur non essendo associata ai ruoli shakespeariani, sapendo offrire una Caterina scattante, feroce, irresistibile, capace di rendere credibile la trasformazione finale: il suo monologo conclusivo è memorabile e sorprendentemente autentico. D’altronde era l’attrice che era. Dal canto suo, il grande Richard Burton, abituato ai classici, porta in Petrucchio una bravura teatrale e una fisicità travolgente: un uomo che tenta di domare la moglie e finisce per essere domato a sua volta. Che coppia! Ma in fondo, sulla scena dovevano solo recitare se stessi. I nostri doppiatori saranno stati anche bravi ma se si prova ad ascoltarli in originale (come da trailer postato in calce) è musica per le orecchie. Il cast di contorno (notevoli Michael York, Cyril Cusack, Michael Hordern) è stato da encomio per la vivacità e la precisione comica.

Si può considerare il film come uno dei migliori adattamenti cinematografici della commedia, grazie alla sua energia, alla chimica irresistibile dei protagonisti e alla capacità di Zeffirelli di trasformare Shakespeare in un divertimento accessibile, colorato e che va oltre le attese iniziali. Per gli esperti non solo della critica cinematografica ma anche del teatro fu considerato un adattamento spettacolare, divertente e sorprendentemente fedele allo spirito farsesco del testo. Nelle sue memorie, Zeffirelli ha confidato che fare questo film è stata la cosa più divertente che abbia avuto in tutta la sua carriera.

Petrucchio: Vieni, vieni, vespa! In fede sei troppo arrabbiata!
Caterina: Se sono una vespa, meglio stare attenti al mio pungiglione!
P: Il mio rimedio allora è strapparlo!
C: Ah! Sì, se lo sciocco riuscisse a scoprire dove si trova!
P: Chi non sa dove una vespa porta il suo pungiglione? Nella sua coda!
C: Nella sua lingua!
P: Di chi è la lingua?
C: Tua! Se parli di storie, e allora addio!
P: Cosa, con la lingua infilata nella tua coda?

Riconoscimenti
Oscar 1968
Candidatura migliore scenografia
Candidatura migliori costumi
Golden Globe 1968
Candidatura migliore film commedia o musicale
Candidatura miglior attore in un film commedia o musicale a Richard Burton
BAFTA 1968
Candidatura migliore attrice britannica a Elizabeth Taylor
Candidatura miglior attore britannico a Richard Burton
David di Donatello 1967
Miglior produttore
Migliore attrice straniera a Elizabeth Taylor
Miglior attore straniero a Richard Burton
Nastro d’argento 1968
Migliori costumi
Candidatura migliore scenografia






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