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Titolo grande

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La grande scommessa (2015)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 29 apr 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

La grande scommessa

(The Big Short) USA 2015, drammatico, 2h10’

Regia: Adam McKay

Soggetto: Michael Lewis

Sceneggiatura: Charles Randolph, Adam McKay

Fotografia: Barry Ackroyd

Montaggio: Hank Corwin

Musiche: Nicholas Britell

Scenografia: Clayton Hartley

Costumi: Susan Matheson

Steve Carell: Mark Baum

Christian Bale: Michael Burry

Ryan Gosling: Jared Vennett

Brad Pitt: Ben Rickert

Melissa Leo: Georgia Hale

Finn Wittrock: Jamie Shipley

Hamish Linklater: Porter Collins

John Magaro: Charlie Geller

Rafe Spall: Danny Moses

Jeremy Strong: Vinnie Daniel

Marisa Tomei: Cynthia Baum

Stanley Wong: Ted Jiang

Byron Mann: Wing Chau

Tracy Letts: Lawrence Fields

Karen Gillan: Evie

Selena Gomez: se stessa

Margot Robbie: se stessa

Anthony Bourdain: se stesso

Richard Thaler: se stesso

TRAMA: La vera storia di alcuni investitori geniali che, riconoscendo quanto folle fosse diventata la bolla immobiliare, seppero prevedere il collasso del mercato prima del crollo finanziario del 2008.


Voto 7



Come capire molto prima degli altri la crisi finanziaria che avrebbe scosso tutto il mondo e, tra lo scetticismo generale, riuscire ad arricchirsi. In poche parole, la storia si può riassumere in questa frase. Allora succede che Adam McKay, che si affermerà nel 2018 con Vice – L’uomo nell’ombra (recensione), prende Brad Pitt, Christian Bale, Ryan Gosling Steve Carrell – e scusate se è poco - e dirige questo complesso ma illuminante film con l’intento di spiegarci una lezione di economia in maniera totalmente diversa da come la farebbe un professore o un esperto da TV. C’è addirittura il divertimento che il regista ci fa chiarire, diciamo pure con una modalità “pop”, la crisi finanziaria da Margot Robbie immersa in una vasca da bagno, la quale con una sparata di frasi fa una lezione con termini, meccanismi e pratiche economiche. Prendendo spunto da un interessante libro che ha spiegato gli eventi, Il grande scoperto di Michael Lewis, il film ci mostra come quattro outsider, nel vedere come grandi banche, mass media e autorità di regolamentazione si rifiutino di ammettere l'imminente crollo dell'economia globale, hanno una grande idea.


Il primo che incontriamo è Christian Bale: un incrocio tra American Psycho e Rain Man nel ruolo del genio finanziario Michael Burry. Basato su un personaggio reale, mescola genialità e sindrome di asperger: è un reietto sociale con un occhio solo, ma dalla vista acutissima quando si tratta di numeri. La grande scommessa del film è la sua e gli investimenti che fa sono in controtendenza perché scommettono contro il mercato immobiliare. Poi incrociamo Jared Vennett (Ryan Gosling), un personaggio fittizio vagamente basato su un vero banchiere non del tutto raccomandabile, che nel film serve anche il ruolo del narratore, guardando spesso dritto in camera e presentando questo o quel personaggio. Poi Mark Baum (Steve Carrell), un hedge funder sbiondito, imbolsito, logorato dalla vita a Wall Street e con l’abitudine di imporsi senza filtri in qualunque conversazione. Ed infine Brad Pitt con la barba nei panni di un ex banchiere, Ben Rickert, che deve reperire fondi per l’impresa.


“Questi uomini non sono eroi- afferma fuori dal set Christian Bale- sono solo persone che hanno scoperto e parlato della verità. Ma il resto della società è così degradata e fraudolenta che a confronto è vero sembrano eroi”.



Il film mescola commedia, dramma e tragedia, per offrire un inedito dietro le quinte della crisi economica globale del Duemila, tessendo il racconto di come quattro individui siano riusciti ad arricchirsi mentre il sistema bancario collassava a causa della sua stessa corruzione e compiacenza.

Non facile da seguire, di certo impegnativo, ma molto interessante.



 
 
 

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