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La isla mínima (2014)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 10 feb 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 14 mag 2023


La isla mínima

Spagna 2014 thriller 1h45’


Regia: Alberto Rodríguez

Sceneggiatura: Alberto Rodríguez, Rafael Cobos

Fotografia: Álex Catalán

Montaggio: José M. G. Moyano

Musiche: Julio de la Rosa

Scenografia: Pepe Domínguez del Olmo

Costumi: Fernando García


Raúl Arévalo: Pedro Suarez

Javier Gutiérrez: Juan Robles

Antonio de la Torre: Rodrigo

Nerea Barros: Rocío

Salva Reina: Jesús

María Varod: Trinidad

Jesús Carroza: Miguel

Jesús Castro: Quini


TRAMA: Profondo Sud della Spagna, 1980. In un piccolo villaggio nei pressi di un labirinto di paludi e risaie opera da qualche anno un serial killer responsabile della scomparsa di alcune adolescenti. Quando due giovani sorelle spariscono durante la festa del paese la madre chiede un'indagine e due detective della Omicidi arrivano da Madrid per cercare di risolvere il mistero. Sia Juan che Pedro hanno una vasta esperienza nei casi di sparizioni con possibili omicidi ma differiscono nei metodi e nello stile. Dovranno ben presto fronteggiare ostacoli per i quali non sono preparati.


Voto 7



Più o meno in contemporanea alla nascita e al successo di una delle coppie più apprezzate di poliziotti “fuori norma”, bislacchi e differenti tra loro (mi sto riferendo alla straordinaria serie True Detective), dalla Spagna arrivava un film spiazzante, allucinato e così diverso dai soliti thriller, che lascia stupefatti. La coppia di due soggetti ben diversi non è nuova nel cinema – non è così che nasce il genere dei buddy movies? – come anche nella letteratura, ma se questo punto di partenza lo scaraventiamo in una zona di spazio e di luogo dove tutto pare lontano dal mondo reale allora ciò assume una colorazione molto differente e lontana dai soliti schemi.



Nella Spagna che si stava liberando anche mentalmente dalla dittatura franchista, nella zona paludosa (ecco un altro elemento parecchio attinente al genere misterioso e allucinatorio) delle risaie alle foci del Guadalquivir, magnificamente inquadrate dall’alto come a voler star più lontano possibile da quell’inferno acquoso, sono troppo strane alcune sparizioni di giovani donne, troppo indecifrabili e vicine all’idea di un serial killer nato e cresciuto in un contesto misogino e per giunta omertoso.



Juan e Pedro hanno due caratteri e due metodi di lavoro lontani anni luce e per giunta si trovano ad indagare in un ambiente ostile, il cui microcosmo sembra impermeabile e refrattario al sentimento umano. È la Spagna che a fatica deve uscire dalla dittatura e il film punta dritto verso il thriller della coscienza, tra malessere mentale e malessere fisico. Film durissimo, che arriva come un pugno e lascia il dolore.



Raúl Arévalo e Javier Gutiérrez sono perfetti, ammirevoli: in Italia erano poco conosciuti e questo film diventa per loro un biglietto da visita che non passa inosservato. Assieme alla loro crescita professionale, aumentano le occasioni per mettersi in mostra come abbiamo avuto modo di notare in questi anni.

Premio Goya 2015

Miglior film

Miglior regista

Miglior attore protagonista a Javier Gutiérrez Álvarez

Miglior attrice rivelazione a Nerea Barros

Miglior sceneggiatura originale

Miglior fotografia

Miglior montaggio

Miglior colonna sonora

Miglior scenografia

Migliori costumi

Candidatura miglior attore non protagonista ad Antonio de la Torre

Candidatura miglior attrice non protagonista a Mercedes León

Candidatura miglior produzione

Candidatura miglior trucco e/o acconciatura

Candidatura miglior sonoro

Candidatura migliori effetti speciali


 
 
 

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