La madre (2013)
- michemar

- 20 mar
- Tempo di lettura: 3 min

La madre
Mama
Canada Spagna 2013 horror 1h40’
Regia: Andy Muschietti
Sceneggiatura: Andy e Barbara Muschietti, Neil Cross
Fotografia: Antonio Riestra
Montaggio: Michele Conroy
Musiche: Fernando Velázquez
Scenografia: Anastasia Masaro
Costumi: Luis Sequeira
Jessica Chastain: Annabel
Nikolaj Coster-Waldau: Lucas / Jeffrey
Megan Charpentier: Victoria
Isabelle Nélisse: Lilly
Daniel Kash: dottor Gerald Dreyfuss
Javier Botet: Edith Brennan / la madre
TRAMA: Cinque anni prima, le sorelle Victoria e Lilly sono scomparse dal quartiere in cui abitavano, senza lasciare traccia. Da allora lo zio Lucas e la sua fidanzata Annabel non hanno fatto altro che cercarle. Ma quando le ragazze vengono incredibilmente ritrovate vive in un rifugio fatiscente, la coppia inizia a chiedersi come hanno fatto a sopravvivere.
VOTO 6
2

Se l’argentino Andres Muschietti, ormai consolidatosi negli USA con il nome inglesizzato di Andy, si è definitivamente affermato con il successo dovuto a It del 2017, lo deve al fatto che si era fatto apprezzare con un altro horror di stampo classico: proprio questo film, che appunto rappresenta il suo esordio. Riesce a farsi notare grazie anche all’appoggio nei panni di produttore esecutivo di un personaggio che rappresenta una garanzia, Guillermo Del Toro, il quale lo ha aiutato anche prima con l’uscita di uno short dal nome “Mamà” utilizzato come apripista. E l’influenza si sente, perché come piace al grande e simpatico regista messicano, anche questa trama ha personaggi suoi tipici e racconta di una grande creatura che protegge bambini.
La storia segue due bambine molto piccole che, dopo una tragedia familiare, scompaiono nei boschi e vengono date per disperse. Anni dopo, una squadra di ricerca le ritrova miracolosamente vive in una capanna abbandonata, ma profondamente segnate dall’isolamento: sono selvatiche, diffidenti, incapaci di comunicare come prima. Vengono affidate allo zio Lucas (Nikolaj Coster-Waldau) e alla sua compagna Annabel (Jessica Chastain), che accettano di occuparsi di loro mentre uno psicologo segue il loro recupero. Fin dai primi giorni nella nuova casa, però, diventa chiaro che le bambine non sono tornate sole. Parlano di una presenza che chiamano “Mama”, una figura materna invisibile che sembra averle protette durante i cinque anni nel bosco. Annabel, inizialmente riluttante al ruolo di madre surrogata, si trova coinvolta in un legame sempre più complesso con le piccole, soprattutto con la maggiore, Victoria, che inizia lentamente a riabituarsi alla vita normale.
La casa è attraversata da rumori inspiegabili, comportamenti inquietanti e apparizioni fugaci che suggeriscono che “Mama” non sia soltanto un’invenzione infantile. Mentre Lucas è costretto a un periodo di immobilità, Annabel rimane sola a gestire le bambine e a confrontarsi con una presenza che sembra gelosa, possessiva e incapace di lasciarle andare. Parallelamente, lo psicologo indaga sulle origini di questa entità, scoprendo una storia antica e tragica che potrebbe spiegare l’attaccamento ossessivo verso le bambine. Più Annabel si avvicina a Victoria, più la tensione cresce: la casa diventa un campo di forze emotive e soprannaturali, dove il passato irrisolto di “Mama” continua a reclamare ciò che considera suo.
Il film costruisce un’atmosfera gotica e fiabesca (eccolo, del Toro!), giocata sul contrasto tra maternità biologica o necessaria e maternità “altra”, tra protezione e minaccia, tra il desiderio di crescere e la paura di separarsi. È un horror che lavora più sul non visto che sullo shock, con un’estetica cupa e una forte componente emotiva, tipica delle produzioni vicine al mitico maestro messicano. Questa filosofia registica riesce a realizzare un horror capace di spaventare come ci si può attendere, pur utilizzando molti cliché del genere, costruendo immagini inquietanti degne di attenzione soprattutto nelle sequenze oniriche e nei momenti più stilizzati, che risultano efficaci allo scopo. Vi si può ammirare, pur sempre entro limiti ovvi, una certa forza visiva in più di una scena, oltre ad una certa tensione che sa mantenersi costante e a buoni jump scare ben orchestrati. Il tutto in un’atmosfera cupa che regge per buona parte del film.
Nulla di eclatante, questo sia chiaro, ma va detto, ad onor degli autori, che funziona ed è ricco di momenti visivamente potenti. Resta quindi un esempio comune di horror a basso budget, con un prologo inquietante e ben costruito, ma che purtroppo perde il ritmo nella seconda metà. Un plauso a parte per la performance del buon cast, che ha la capacità di rendere credibile una storia che mescola trauma, maternità e soprannaturale. Come attrice importante c’è la formidabile Jessica Chastain che più volte ama partecipare ai film di genere come questo e accanto a lei un beniamino come Nikolaj Coster-Waldau.
























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