La piscina (1969)
- michemar

- 5 lug 2022
- Tempo di lettura: 3 min

La piscina
(La piscine) Francia /Italia 1969 dramma 2h2’
Regia: Jacques Deray
Sceneggiatura: Jean-Claude Carrière, Jacques Deray
Fotografia: Jean-Jacques Tarbès
Montaggio: Paul Cayatte
Musiche: Michel Legrand
Scenografia: Paul Laffargue
Costumi: André Courrèges
Alain Delon: Jean-Paul
Romy Schneider: Marianne
Maurice Ronet: Harry
Jane Birkin: Penelope
Paul Crauchet: ispettore Leveque
Suzie Jaspard: Emilie
TRAMA: Jean Paul, uno scrittore fallito, passa alcuni giorni di vacanza in una lussuosa villa con la compagna Marianne, una giornalista. Arriva Harry, un vecchio amico di Jean Paul, con la figlia diciottenne, Penelope. Complice una festa inizia un gioco delle coppie nel quale il maturo Harry corteggia con qualche chance Marianne e Jean Paul, forse per ripicca, si interessa a Penelope. È però quest'ultima che, ben presto, conduce le danze finché Jean Paul e Harry si scontrano mortalmente. Alla fine solo tre lasciano la villa mentre la polizia indaga su un incidente che potrebbe essere un delitto.
Voto 7,5

Jean-Paul e Marianne sono una coppia che trascorre le vacanze nella villa di un loro amico. Questa casa ha una bellissima piscina dove Marianne e Jean-Paul amano passare le giornate. Lei scrive degli articoli per un giornale, mentre lui è uno scrittore con un libro fallito alle spalle che al momento fa il pubblicitario per una ditta. Un giorno, mentre sono in piscina, arriva una chiamata da un loro amico, Harry, che li avvisa che sta venendo a trovarli insieme a sua figlia diciottenne Penelope. Durante il soggiorno nella villa, Jean-Paul si accorge ogni momento di più della vicinanza tra Marianne e Harry, iniziando a sospettare che i due siano stati amanti in passato. e questo è solo il quadro in cui si dipana la trama.

Accarezzato dal sole e intriso di sesso, il film di Jacques Deray, è un racconto ambientato in Costa Azzurra e offre, tra i suoi numerosi piaceri sensuali, molteplici tonalità di blu. C'è quello del Mediterraneo e l'acqua della piscina del titolo, quello di una parte della villa lussuosa in cima alle colline che dominano Saint-Tropez, dove si svolge la maggior parte dell'azione del film. Poi, volendo, più voluttuosamente, ci sono le sfumature degli occhi di Alain Delon e Romy Schneider, che interpretano Jean-Paul e Marianne, la coppia centrale di un quartetto protagonista. Il blu è il colore più caldo, come diceva anni dopo il bel film di Abdellatif Kechiche.

Oscenamente belli, Jean-Paul e Marianne (cos’altro si potrebbe dire di Alain Delon e Romy Schneider, che sono stati coppia anche nella vita sino a qualche anno prima del set?), insieme da due anni, trascorrono le vacanze estive nell'opulenta tenuta prestata loro da amici in viaggio in India. Lei giornalista, lui scrittore fallito, sono quasi simili nelle loro aspirazioni ma qui, in vacanza, hanno un’altra vocazione: stuzzicare e suscitare l’un l’altra lussuria, gelosia e altre emozioni. Sulla Costa Azzurra fa caldo ma la temperatura dei corpi e delle menti aumenta i gradi. E l’arrivo degli altri due fa perfino alzare la tensione e il clima torrido, di corpi seminudi, di approcci sensuali, di corte mascherata o alla luce del sole accecante.

Giochi psicologici di eros e gelosie si accendono ad intermittenza ma costantemente, trasudando sensualità da attori predisposti benignamente e adatti alla perfezione. Jane Birkin è giovane ed è già bellissima, Romy Schneider, come ben si sa, è di una bellezza che strega al primo sguardo, attrice che in questa occasione lavora molto bene con il corpo e con gli occhi, svegliando ogni istinto nei due uomini. Il bel Maurice Ronet si adatta molto bene al suo ruolo e non nasconde le sue velleità verso la donna che sicuramente una volta era la sua partner. Se il film gira intorno alle due donne, tutto però sta sulle spalle di Alain Delon, il cui Jean-Paul passa dallo stato d’animo di uomo felice, appagato e rilassato a quello inquieto della gelosia, pronto all’implosione. È stato uno dei più begli attori della storia del cinema, ma è stato anche un grandissimo interprete di personaggi dei più vari, senza limiti.

Il gioco al massacro passerà da quello mentale a quello fisico e la vicenda sfocerà in un atto inevitabile di violenza, con tanto di arrivo della polizia e del solito ispettore che, sentite le prime testimonianze, torna sul luogo del misfatto perché molte cose non tornano.

Jacques Deray dirige con esperienza e ne trae un film a ritmo modesto ma con un crescendo di tensione che appassiona: è il primo incontro con Alain Delon, poi ne girerà altri otto con lui.
Luca Guadagnino ne ha fatto un remake, certamente non all’altezza di questo e con ben altri attori, sempre attraenti, ma mai come questi quattro.






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