La ragazza del lago (2007)
- michemar

- 2 mar 2019
- Tempo di lettura: 2 min

La ragazza del lago
Italia 2007, drammatico/thriller, 1h35'
Regia: Andrea Molaioli
Soggetto: Karin Fossum (Lo sguardo di uno sconosciuto)
Sceneggiatura: Sandro Petraglia, Ludovica Rampoldi
Fotografia: Ramiro Civita
Montaggio: Giogiò Franchini
Musiche: Teho Teardo
Scenografia: Alessandra Mura
Costumi: Jessica Zambelli
Toni Servillo: comm. Giovanni Sanzio
Valeria Golino: Chiara Canali
Fabrizio Gifuni: Corrado Canali
Nello Mascia: Alfredo
Anna Bonaiuto: moglie di Sanzio
Marco Baliani: Davide Nadal
Denis Fasolo: Roberto
Sara D'Amario: Dottoressa Giani
Franco Ravera: Mario
Omero Antonutti: padre di Mario
Giulia Michelini: Francesca
TRAMA: Una giovane donna, annegata in un lago della provincia friulana, viene rinvenuta nuda lungo la sponda. Sulla morte misteriosa di Anna, studentessa e giocatrice di hockey, indaga il commissario Giovanni Sanzio, padre ruvido e introverso di Francesca. Affetto da una dermatite atipica e dimenticato dalla consorte che soffre di una malattia degenerativa del sistema nervoso, Sanzio ricerca con passione metodica le ragioni pubbliche del delitto e quelle private della vita. Procedendo in un'indagine investigativa ed esistenziale scoverà l'assassino e il principio dell'ordine nel perverso sconvolgimento dell'omicidio.
Voto 7

Solo le silenziose montagne della Carnia possono dare l’ultimo abbraccio ad una ragazza trovata morta pochi metri dal lago. Come silenziosi sono tutti gli individui che abitano questa storia: nessuno ha voglia di parlare, di aprirsi, di dire la propria su questa misteriosa vicenda di morte. Neanche il commissario Giovanni Sanzio è una persona loquace, anzi, con i problemi familiari che lo affliggono quasi quasi questo difficile caso da risolvere è una distrazione per la sua mente: tra l’irrequietezza della figlia e una moglie assente senza più memoria la sua vita è problematica.
L’immobilità della natura circostante è un tutt’uno con quella degli abitanti della cittadina, ognuno dei quali preferisce stare lontano dall’indagine. Film glaciale, con personaggi freddi, un clima alpino rigido sono le componenti di un mistero algido e scarno di rapporti e di parole, ma sotto questo ghiaccio c’è sicuramente del fuoco che nessuno vuol ravvivare.

È il dolore di dentro che accomuna tutti i personaggi e il bravo Andrea Molaioli lo sa rappresentare perfettamente, dando l’errata impressione di scarsa personalità – come qualcuno ha scritto – che è dovuta invece a mio parere al fatto di voler assecondare la freddezza dell’ambiente e della storia. Storia che viene ambientata in Friuli da un romanzo (Lo sguardo di uno sconosciuto) della norvegese Karin Fossum.

Accanto quindi ad una regia attenta sono notevoli le interpretazioni di un supremo (è una novità?) Toni Servillo e non sono da meno Fabrizio Gifuni, Anna Bonaiuto. L’esordio alla regia di Molaioli, già aiuto di Daniele Luchetti, Maro Risi ma soprattutto di tanti film di Nanni Moretti, è un vero successo: 10 David di Donatello (compreso ovviamente Servillo) e 3 Nastri d’Argento.
Bellissimo!






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