La tête en friche - La testa tra le nuvole (2010)
- michemar

- 26 mag 2021
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 10 mag 2022

La tête en friche - La testa tra le nuvole
(La tête en friche) Francia 2010 commedia 1h22’
Regia: Jean Becker
Soggetto: Marie-Sabine Roger (romanzo)
Sceneggiatura: Jean-Loup Dabadie, Jean Becker
Fotografia: Arthur Cloquet
Montaggio: Jacques Witta
Musiche: Laurent Voulzy
Scenografia: Thérèse Ripaud
Costumi: Annie Périer
Gérard Depardieu: Germain Chazes
Gisèle Casadesus: Margueritte
Claire Maurier: Jacqueline
Maurane: Francine
François-Xavier Demaison: Gardini
Sophie Guillemin: Annette
Patrick Bouchitey: Landremont
TRAMA: Costretto da piccolo ad abbandonare la scuola che frequentava, il cinquantenne Germain è cresciuto semianalfabeta e vive da solo in un caravan, parcheggiato sul fondo del giardino della madre, con cui non ha ottimi rapporti. Le sue giornate trascorrono tutte in maniera anonima, ripetendo sempre le stesse azioni: un incontro con la fidanzata, una visita agli amici del bar e una sosta al parco per dar da mangiare a piccioni e anatre. Ma la routine dell’uomo si romperà quando su una panchina incontrerà l’anziana Margueritte, ex ricercatrice, amante dei viaggi e della buona letteratura. La loro amicizia, fatta di racconti e resoconti di esperienze vissute, prenderà presto l’aspetto di un delicato rapporto di forte affetto.
Voto 6,5

Risulterà simpatico oppure antipatico e insopportabilmente arrogante, ma pochi al mondo sono in grado di tratteggiare un personaggio di buono a nulla oppure invadente come Gérard Depardieu, che oggi, con il suo corpaccio e arrivato a una certa età, è divenuto anche il suo marchio d’arte. È in pratica l’attore ideale per essere Germain, che di professione ha deciso di essere un fallito, un nullafacente, un bambinone incolto e quasi analfabeta. Sono le vicissitudini che gli son piovute addosso, va però detto, che lo hanno ridotto così: è figlio indesiderato di ragazza madre, nessuno gli ha donato il minimo di affetto necessario per crescere bene. In più è, di suo, trascurato, non ha studiato mai ed è in difficoltà quando deve leggere. Trascorre la giornata compiendo sempre lo stesso tragitto: sempre vestito con camicia a quadri e salopette, coltiva l’orto, vende la verdura al mercato, si ritrova con gli amici al bar, spesso deriso, vive da solo nel caravan nel giardino della madre ignorata, ma nonostante tutto, incredibilmente, ha una donna, Annette, autista di autobus. Chi l’avrebbe detto?

La sua vita cambia totalmente, quasi senza accorgesene, allorquando conosce Margueritte, una ex biologa che lavorava per conto dell’OMS, che, anziana e con una grave e progressiva malattia agli occhi, lo avvicina alla lettura dei romanzi. Succede un miracolo ed è così che si incontrano ogni giorno al parco, seduti tutti e due su una panchina, per continuare le loro sessioni: lei gli legge alcuni libri, in particolare La peste di Albert Camus e La promessa dell'alba di Romain Gary. Lui tranquillo, mentre si cura di nutrire i tanti piccioni che abitano nel parco: li conosce tutti, come piccoli amici, dando ad ognuno un nome. La vita di Germain, scoprendo nuovi orizzonti, diventa un’altra cosa, completamente. Come un incantesimo, molti avvenimenti favorevoli gli verranno incontro, cambiando in bene per sempre la sua esistenza.

Tratto dall’omonimo romanzo di Marie-Sabine Roger, potrà sembrare la presentazione di una favola troppo buonista? È un film che conquista per la tenerezza, invece: quel sentimento di enorme affetto verso l’anziana donna rivela la capacità di quell’omone di saper riversare un sentimento puro come mai gli era prima capitato. Il rapimento finale, poi, è commovente. Assolutamente da non perdere i titoli di coda, che diventano la dedica emozionante di Germain a Margueritte.

“È un incontro straordinario tra l'amore, la dolcezza, le parole sono nuove. Portava il nome di un fiore, il suo mondo era fatto di parole, di aggettivi con un colore, di verbi che, come l'erba, crescono. Alcuni passano con forza. Lei dolcemente ha attraversato la mia corazza fino a toccare il mio cuore. Nelle storie d'amore, spesso il sentimento è nascosto ma anche se non si rivela ad alta voce è vivo e ci dona la sua luce. È un incontro straordinario, fatto per caso su una panchina e non faceva rumore. Era piccola come una colomba con le sue adorate piume. Il suo mondo era fatto di parole, di nomi comuni, che diventano storie. Mi ha dato un libro, due, pagine che hanno dato al mondo una luce nuova. Non morire adesso, c'è tempo, aspetta. Non è la tua ora, piccolo fiore, donami la tua essenza, fammi ancora dono della tua esistenza. Aspetta.
Nelle storie d'amore, spesso, il sentimento è nascosto ma anche se non si rivela ad alta voce è vivo e ci dona la sua luce.”






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