Le ricette della signora Toku (2014)
- michemar

- 3 set 2021
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 7 lug 2025

Le ricette della signora Toku
(An) Giappone, Francia, Germania 2014 dramma 1h53'
Regia: Naomi Kawase
Soggetto: Durian Sukegawa (romanzo)
Sceneggiatura: Naomi Kawase
Fotografia: Shigeki Akiyama
Montaggio: Tina Baz
Musiche: David Hadjadj
Scenografia: Kyôko Heya
Costumi: Miwako Kobayashi
Kirin Kiki: Toku
Masatoshi Nagase: Sentaro
Kyara Uchida: Wakana
Miyoko Asada: la proprietaria del negozio
Etsuko Ichihara: Yoshiko
TRAMA: Sentaro gestisce una piccola panetteria in cui serve dorayaki, piccoli dolci ripieni di an, una dolce salsa di fagioli rossi. Quando Toku, una vecchia signora, gli offre il suo aiuto, Sentaro accetta con molta riluttanza prima di scoprire che la donna ha delle mani magiche quando si tratta di preparare l'an. Grazie al suo ingrediente segreto, gli affari vanno a gonfie vele e, con il passare del tempo, Sentaro e Toku apriranno i loro rispettivi cuori rivelando vecchie ferite mai sanate.
Voto 7

Nel solco di Poetry e di A Simple Life, Naomi Kawase - regista, sceneggiatrice, montatrice, direttrice della fotografia e produttrice giapponese - firma un dolce film (in tutti i sensi) che rispecchia in pieno lo spirito poetico del cinema orientale, un racconto fatto di sentimenti e di ricette, tra amicizie dimenticate e rinnovate. La Kawase, cresciuta senza i genitori sin da piccola, è sempre legata ai suoi temi più cari: il legame fra vita e morte, uomo e natura, vecchi e giovani. Temi che si ritrovano anche in questo suo primo film distribuito in Italia.

È l’incontro fra due figure solitarie, separate dall’età ma unite dalla passione per la cultura nipponica: il quarantenne Sentaro, proprietario di un negozio di dorayaki, sorta di pancake serviti con la an una salsa dolce di fagioli rossi, opera della signora Toku, anziana donna che conosce ricette inimitabili e contribuisce al successo dell’attività di Sentaro. La signora di 74 anni (la inimitabile e indimenticabile Kirin Kiki) si avvicina alla finestra e, dopo aver letto che c'è un posto vacante per lavorare nell'elaborazione di dolci, chiede al negoziante il lavoro. Sentaro è molto perplesso e non pensa che sia la persona giusta che cerca. Invece… Nasce così una storia profondamente spirituale, in cui si parla di morte, età e malattia; ma anche della vita.

Fuori dal negozio, il Giappone mostra la sua bellezza da cartolina, tra sobborghi tranquilli e ciliegi in fiore; all’interno, invece, la cucina si apre ai sapori e ai colori di cibi lontani e misteriosi. “Al culmine della fioritura” dice Naomi Kawase, “i ciliegi ci ricordano della morte. Non conosco altri alberi i cui fiori sboccino in modo così spettacolare e con altrettanta rapidità perdano all’improvviso tutti i petali”. Allo stesso modo, il film passa dai toni contemplativi della prima parte a quelli drammatici della seconda, quando il segreto della signora Toku viene alla luce.

Un cinema gentile e semplice, da raccogliere e tenere in serbo nel cassetto della dolcezza e della poesia d'oriente. Può sembrare un film triste ed emotivo e certamente lo è, ma lascia spazio anche alla filosofia Zen, quella che accetta la vita come un ciclo, che coglie la bellezza e la saggezza dell'età e che, invece di soccombere alla malattia, la integra come un ingrediente in più del giorno per giorno con cui si può vivere in armonia. Sono tutti temi ben noti, appunto, già nella filmografia di Naomi Kawase. Mentre Kirin Kiki ci lascia ancora una volta un bellissimo ricordo della sua bellissima carriera.
Film elogiato con 7 premi e 8 candidature.






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