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Liam (2000)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 12 feb 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 17 mag 2023


Liam

UK/Germania/Francia/Italia 2000 dramma 1h30’


Regia: Stephen Frears

Soggetto: Joseph McKeown

Sceneggiatura: Jimmy McGovern

Fotografia: Andrew Dunn

Montaggio: Kristina Hetherington

Musica: John Murphy

Scenografia: Stephen Fineren

Costumi: Alexandra Caulfield


Anthony Borrows: Liam

Ian Hart: il padre

Claire Hackett: la madre

David Hart: Con

Megan Burns: Teresa

Anne Reid: signora Abernathy

Russell Dixon: padre Ryan

Julia Deakin: zia Aggie

Andrew Schofield: zio Tom

Bernadette Shortt: Lizzie


TRAMA: Liam è un ragazzino che inciampa un po' troppo spesso con le parole. La sua balbuzie lo rende timido, ma Liam ha un'intelligenza vivissima e ispira una grande simpatia. La famiglia è cattolica di origine irlandese; il padre lavora duramente per mantenerla, ma gli effetti della depressione si fanno sentire e l'uomo resta senza lavoro, così la sorella di Liam deve andare a servizio da una famiglia ebrea. Si avvicinano tempi difficili all'orizzonte e la crisi economica lascia libere di esplodere sopite intolleranze religiose e politiche.


Voto 7

Dopo il successo riscosso con Alta fedeltà, il prolifico Stephen Frears gira un film totalmente diverso, di tutt’altro registro, com’è ormai frequente nella sua filmografia: un viaggio nella memoria sua e di tutti coloro che hanno vissuto o sentito parlare dai genitori della crisi economica profonda degli anni ’30, anni cupi che toccarono ovviamente anche l’Inghilterra, come Liverpool e la vicina Birkenhead, la cittadina ove si svolge questa toccante storia. Frears non ha la potenza civile e politica di Ken Loach (proprio come dimostra per esempio il suo bellissimo Jimmy’s Hall) ma riesce comunque a dare un efficace spaccato di quegli anni difficili e della lotta per la sopravvivenza che tante famiglie proletarie dovettero affrontare.

Ispirato agli scritti del giornalista Joseph McKeown, esperto narratore storico di quegli anni, e del romanziere Jimmy McGovern, qui anche sceneggiatore, il film è filtrato dallo sguardo innocente e commovente di un bambino di sette anni, Liam, la cui balbuzie lo rendo così timido da essere preso in giro dagli amichetti, ma la cui vivida e attiva intelligenza stimola nello spettatore una grande simpatia. È un piccolo eroe, a suo modo: la bravura del regista è nel cogliere Liam nel momento in cui sta scoprendo i misteri della vita e i rituali repressivi del cattolicesimo, il peccato, la ribellione, la tenerezza. Quella per la madre che lui calma pettinandole i capelli, quella per la sorellina, a cui cerca di dar pace, dopo un incidente che travolge le vite di tutti, con la stessa dolcissima attenzione.

Il film, anche se ha un forte respiro televisivo, in quanto prodotto dalla BBC, è una piccola opera che rimane nel cuore, anche per merito di una ottima sceneggiatura, ma ciò che colpisce di più e che rimane nella memoria è la recitazione di Anthony Borrows, l’asso nella manica che non ti aspetti, un piccolo e tenero bimbo che non si dimentica.



 
 
 

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