Non dico altro (2013)
- michemar

- 13 ott 2019
- Tempo di lettura: 2 min

Non dico altro (Enough Said) USA 2013, commedia, 1h33’
Regia: Nicole Holofcener Sceneggiatura: Nicole Holofcener Fotografia: Xavier Grobet Montaggio: Robert Frazen Musiche: Marcelo Zarvos Scenografia: Keith P. Cunningham Costumi: Leah Katznelson
Julia Louis-Dreyfus: Eva James Gandolfini: Albert Toni Collette: Sarah Catherine Keener: Marianne Ben Falcone: Will Eve Hewson: Tess Toby Huss: Peter
TRAMA: Eva, una donna divorziata ma con tanta voglia di rimettersi in gioco, incontra Marianne, la versione "perfetta" di se stessa. Quando però tenta di avere una possibilità amorosa con Albert, un uomo dolce e divertente, Eva scopre che questi altri non è che il temuto marito di Marianne. Tra tragicomiche vicende, Eva tenterà di destreggiarsi con entrambi cominciando a chiedersi se il disastrato matrimonio di Marianne non rappresenti altro che l'inizio della propria felicità.
Voto 7

La trama pesca costantemente dalla realtà, quando inquadra due soggetti timorosi e insicuri di mezza età già scottati da una esperienza affettiva finita male: Eva e Albert sono due single “di ritorno” essendo due divorziati che per via della loro esperienza hanno paura di avvicinarsi troppo e il fatto che la regista abbia ambientato la storia nella terra della perfezione estetica tanto agognata da tante persone (la California) dimostra quanto lei voglia andare oltre le apparenze fisiche. Ma proprio la fisicità dei due attori protagonisti è il punto di forza della narrazione: Julia Louis-Dreyfus è una piccoletta il cui corpo infantile fa il paio con l'immaturità sentimentale di Eva; James Gandolfini, qui alla sua ultima interpretazione, è un orso dallo sguardo buono, il cui primo istinto è quello di abbracciare e accogliere chiunque abbia di fronte.

I due attori sono molto in gamba e piacciono assieme perché appunto sono molto diversi fisicamente ma li accomuna il fatto di essere (purtroppo devo aggiungere “stato” al verbo, riferendomi a lui) entrambi beniamini della tv seriale, specialmente lei che ha vinto 11 Emmy Award e 1 Golden Globe, mentre Gandolfini solo (si fa per dire) 3 Emmy e 1 Golden Globe per quel personaggio dei Soprano che ha contrassegnato la sua vita artistica. E fa specie notare che con molta arguzia la regista sceneggiatrice Nicole Holofcener fa dire una breve frase ad Albert che suona come un contrappasso al successo televisivo che hanno i due attori: “Non mi interessa la TV contemporanea”. Se da un lato l’affermazione è giustificata dal fatto che il suo personaggio di mestiere archivia vecchi show, dall’altro lato fa sorridere pensando al grande successo che i due protagonisti hanno avuto nella loro vita proprio tramite la TV.

Eva e Albert sono la fotografia precisa della solitudine e dello smarrimento dei nostri giorni, spaventati dalla solitudine propria e degli altri, dal forte timore di commettere ancora un errore. Il film è anche caratterizzato dal giusto tono, ironico, non aggressivo, malinconico, con tanta comprensione verso tutti i personaggi, che, magari, non sono tutti tratteggiati alla perfezione. Ci si accorge per esempio che quelli secondari sono appena abbozzati oppure che la Marianne poetessa di Catherine Keener è un po’ troppo caricata, ma va bene così. Perché tutto ciò che può risultare stonato è ben compensato dalla regista, la cui mano gentilmente femminile è un tocco di sensibilità in più.






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