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Non sono un assassino (2019)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 19 gen 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 22 lug 2024

Non sono un assassino

Italia 2019 thriller 1h50’


Regia: Andrea Zaccariello

Soggetto: Francesco Caringella (romanzo)

Sceneggiatura: Paolo Rossi, Andrea Zaccariello

Fotografia: Fabio Zamarion

Musiche: Leonardo De Bernardini

Costumi: Eva Coen


Riccardo Scamarcio: Francesco Prencipe

Alessio Boni: Giovanni Mastropaolo

Edoardo Pesce: Giorgio

Claudia Gerini: Paola Maralfa

Sarah Felberbaum: Beatrice

Barbara Ronchi: Vittoria

Caterina Shulha: Katherine


TRAMA: Il vicequestore Francesco Prencipe esce di casa per raggiungere il suo migliore amico, il giudice Giovanni Mastropaolo, che non vede da quasi due anni. Due ore di macchina per un colloquio di poche parole. Quella stessa mattina il giudice viene trovato morto, freddato da un colpo di pistola alla testa


Voto 6



Il film si ispira al romanzo omonimo scritto da Francesco Caringella, non isolato caso di magistrato che si dedica alla scrittura, per giunta (fenomeno che si ripete) con soggetti da romanzi gialli, veri e propri thriller noir, forse, chissà, dopo aver fatto esperienze con il materiale su cui deve indagare o giudicare e con cui si convive per anni. E di certo la materia prima, purtroppo, non manca, diventando così orientamento per inventare trame di crimini di varia natura. Gli esempi non sono pochi, il più celebre sicuramente resta, nella letteratura attuale, il caso di Gianrico Carofiglio, che è tra i più letti di questi anni, con il classico e immancabile personaggio militare o meno, che affronta casi spinosi per acciuffare il delinquente di turno.



Il film basato appunto su uno di questi romanzi è di Andrea Zaccariello, regista che come tanti ha iniziato con cortometraggi tra l’altro anche premiati e che dopo un discreto esordio approda a questo noir dal vago sentore psicologico e indagatore. Infatti, da buon magistrato psicologo e da ex commissario di Polizia, lo scrittore tratta di un caso puntando la sua attenzione, e quindi facendo rivolgere anche la nostra, sui motivi di base, sulle cause mentali che portano il misterioso personaggio a commettere il delitto in esame. Non gli interessa fotografare il “chi”, ma quanto il “perché”, in altre parole le motivazioni interiori che hanno mosso il suo comportamento e a quale indecifrabile scopo esso servisse.



Andando nello specifico, il punto di partenza della trama è rappresentato dal fatto che il vicequestore Francesco Prencipe è un amico fraterno del giudice Giovanni Mastropaolo da lungo tempo e il loro rapporto non è mai venuto meno anche se non si incontrano da due anni. Fatto insolito per una vera amicizia ma sappiamo bene che questo succede spesso a tutti, anche a causa della professione degli interessati, molto presi dalle attività quotidiane. Ma la storia assume un aspetto inquietante allorquando il giudice Mastropaolo viene trovato ucciso e gli inquirenti scoprono che, nonostante le apparenze, proprio il vicequestore Prencipe è stato l'ultimo ad averlo visto. Inevitabile che le attenzioni si rivolgano sul vecchio amico, che così diventa il principale indiziato dell'indagine. Il comportamento dell’accusato assume da questo momento il fattore psicologico che attira tutto l’interesse e l’attenzione, sia delle indagini sia dello spettatore, ed è a questo punto che il regista ci induce a riflettere sulle probabili motivazioni, ammesso che sia realmente il colpevole.



Il thriller, che assume anche le vesti legal scaturisce quindi da quel tipo di romanzo che gli anglosassoni chiamano bromance, lo stretto rapporto cioè tra due uomini uniti da una sincera amicizia di lunga data, che però qui sfocia in un fatto delittuoso, che a noi si rivela simile ad un film-puzzle, sulla linea dell’interessante Il testimone invisibile, e qui come lì troviamo lo stesso Riccardo Scamarcio ambiguo, che non si riesce a configurare bene, non si sa cioè fino alla fine se è un angelo o un demonio. Il segreto-chiave è chiuso in un cassetto: un classico.



Il cast, tutto italiano, è di tutto rispetto e, oltre al suddetto Scamarcio, è composto da attori affermati e di buonissimo livello: Alessio Boni, Edoardo Pesce, Claudia Gerini e Sarah Felberbaum. Purtroppo non tutto fila per il verso giusto e il film in alcuni tratti sembra lento e con poco mordente, complice il fatto che non c’è azione ma indagine e quando questa è più psicologica che di movimento non è facile mantenere alta la tensione. Nel complesso non è poi tanto male e si lascia guardare, anche per merito di una buona recitazione da parte dell’ottimo cast.


Edoardo Pesce candidato come miglior attore non protagonista ai Nastri d'Argento 2019



 
 
 

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