top of page

Titolo grande

Avenir Light una delle font preferite dai designer. Facile da leggere, viene utilizzata per titoli e paragrafi.

Non uno di meno (1999)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 5 mag 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Non uno di meno

(Yi ge dou bu neng shao) Cina/NordCorea 1999 dramma 1h46’


Regia: Zhang Yimou

Sceneggiatura: Shi Xiangsheng

Fotografia: Hou Yong

Montaggio: Zhai Ru

Musiche: San Bao

Scenografia: Cao Juiping

Costumi: Huamiao Tong


Minzhi Wei: Wei Minzhi

Huike Zhang: Zhang Huike

Zhenda Tian: capo del villaggio

Enman Gao: maestro Gao

Zhimei Sun: Sun Zhimei

Yuying Feng: portinaia

Fanfan Li: giornalista TV


TRAMA: Il maestro Gao che insegna alla scuola elementare di Shuiquan è costretto ad assentarsi per un mese per assistere la madre malata. Il sindaco del villaggio sceglie Wei per sostituirlo durante la sua assenza. Wei, però, ha solo tredici anni e non riscuote la fiducia del maestro perché ritenuta incapace di tenere a bada la classe troppo turbolenta. Gao vista la necessità in cui si trova è costretto ad accettare la situazione. Così non gli rimane altro che avvertire Wei: nessun allievo affidatogli si deve ritirare.


Voto 7,5

Scene di vita semplice e povera della Cina nascosta. Zhang Yimou, nell’arco della sua lunga carriera artistica, ci ha portati in viaggio lungo il suo Paese raccontandoci storie piccolissime e grandi, intime e di portata storica, degli sperduti villaggi nel vasto territorio e delle fastose città dorate del periodo di fulgore. Storie di imperatori e principesse, della vita di prostitute oppure dei contadini impegnati a tirare avanti con il poco che il duro lavoro della campagna può offrire per dar da mangiare alla famiglia, o ancora le migrazioni nelle zone industrializzate per uno stipendio minimo ma sicuro. Quando si dedica alle storie minime della povera gente tocca il cuore, perché la semplicità di quelle persone è commovente.

‎In un remoto villaggio di montagna, Gao, il maestro dell’unica scuola della zona, deve assentarsi per un mese e il sindaco, che ha la responsabilità anche dell’istruzione e della cura dell’unico luogo di insegnamento, deve trovare assolutamente un sostituto, ma questo si rivela un compito difficile da risolvere. Nel villaggio e nei dintorni non c’è nessuno abbastanza preparato per una funzione del genere: son tutti contadini e ignoranti. L’unica persona adattabile allo scopo è una ragazza, brava e sufficientemente istruita per poter sostenere l’impegno, ma ha solo 13 anni, Wei Minzhi. L'insegnante, alquanto perplesso della scelta del sindaco, le lascia un bastoncino di gesso colorato per ogni giorno e le promette come premio 10 yuan se non c'è uno studente in meno quando torna. Wei è impaurita dell’arduo compito ma si mette d’impegno per assolvere al suo dovere.

Nel giro di pochi giorni, però, succede che la povertà costringe il più vivace e piantagrane della classe, Zhang Huike, a partire per la città per lavorare e aiutare così la famiglia poverissima. La ragazzina, in possesso di una vena testarda, decide di partire alla sua ricerca e riportarlo indietro. Come fare, tutta sola in una città? E così invita tutti i 26 alunni rimasti per la colletta di danaro necessario per partire e dare la caccia al bambino e si invola per la città di Jiangjiakou, iniziando la ricerca. Impresa difficoltosa nella moltitudine di gente, nel pullulare di strade e negozi, fin quando, anche con il coraggio di presentarsi alla televisione locale per lanciare un appello, nonostante sia respinta più volte all’ingresso degli studi dell’emittente, riesce nel suo intento e lo rintraccia. Affamato e solo, sta chiedendo l’elemosina e implora il cibo avanzato nei locali. La testardaggine di Wei potrebbe essere la salvezza di Zhang e della scuola del villaggio, compresa la sua ricompensa.

Anche se è poco più grande dei suoi allievi, la ragazzina non si disarma mai e sa che deve arrivare in fondo alla sua missione e ci porta in giro per una Cina che è un misto di antico e di modernità difficile e mai realizzata. Campagna sperduta e città popolose fino all’incredibile, polvere di pietra e odori di cibo che invadono le strade, esistenze stentate e vite senza sosta: Zhang Yimou ci mostra un mondo diversificato che sembra di due pianeti diversi, mentre la tenerezza e la costanza di Wei sono commoventi, fino a vincere il Leone d’Oro al festival di Venezia 1999.


In molte sequenze pare un film in costume, tanto si è fermato il tempo nel cuore della Cina rurale, in altre fa impressione osservare la vita frenetica delle popolose città orientali, ma l’importante, per la graziosa Wei e per i suoi bambini, è tornare a casa e soprattutto nella scuola dove il maestro è in trepida attesa.

Piccolo grande capolavoro.


 
 
 

Commenti


Il Cinema secondo me,

michemar

cinefilo da bambino

bottom of page