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Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco (2001)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 22 feb 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 18 mag 2023


Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco

(Ocean's Eleven) USA 2001 thriller 1h56'


Regia: Steven Soderbergh

Sceneggiatura: George Clayton Johnson, Ted Griffin

Fotografia: Peter Andrews (alias Steven Soderbergh)

Montaggio: Stephen Mirrione

Musiche: David Holmes

Scenografia: Philip Messina

Costumi: Jeffrey Kurland


George Clooney: Daniel "Danny" Ocean

Brad Pitt: Robert "Rusty" Charles Ryan

Bernie Mac: Frank Catton

Elliott Gould: Reuben Tishkoff

Casey Affleck: Virgil Malloy

Scott Caan: Turk Malloy

Don Cheadle: Basher Tarr

Carl Reiner: Saul Bloom/Leonid Zerkam

Shaobo Qin: Yen

Matt Damon: Linus Caldwell

Eddie Jemison: Livingston Dell

Mark Gantt: Bartender

Andy García: Terry Benedict

Julia Roberts: Tess

Joshua Jackson: Josh

Angie Dickinson: spettatrice di boxe

Henry Silva: spettatore di boxe


TRAMA: L'incasso di tre casinò di Las Vegas converge in un unico caveau. Si tratta, nell'occasione, di 163 milioni di dollari. È a questi che mira Ocean, uscito di prigione. Organizza il colpo insieme a un suo amico. Vengono reclutati specialisti in ogni campo, i più bravi. I Casinò appartengono a un unico proprietario, certo Tony Benedict, organizzato e, al caso, crudelissimo. Veniamo anche a sapere che Tess, ex moglie di Ocean (ma lui è sempre innamoratissimo) sta proprio con Benedict. Per Ocean sarebbe dunque una doppia vendetta.


Voto 6

Uscito di prigione, Daniel Ocean pensa a un piano impossibile: svaligiare un caveau in cui confluiscono gli incassi di tre casinò di Las Vegas. Ci sono di mezzo 160 milioni di dollari, ma anche Tess, l’ex moglie di Danny.

È così che inizia la breve serie degli imbroglioni della combriccola di Steven Soderbergh, la numerazione progressiva degli amiconi di Daniel Ocean detto Danny: una canagliesca compagnia che diverte e si diverte a fare colpi ladreschi. Nell’occasione si comincia con un vago rifacimento di Colpo grosso (1960) di Lewis Milestone, un cineasta russo naturalizzato statunitense, già autore di una cinquantina di opere tra cinema e telefilm. Lì c’erano i nomi importanti di allora: Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis jr, Peter Lawford, Angie Dickinson e Joey Bishop, il clan del grande cantante; qui il giro soderberghiano che parte dal clan di George Clooney e vi aggiunge, come omaggio, un cameo di Angie Dickinson e Henry Silva.

Il regista di Atlanta cerca di ricreare lo stesso clima con le sue simpatiche canaglie che assicurano ritmo e briosità sulla base di una sceneggiatura simpatica seppur intuibile a priori, ma che costruisce personaggi con gli attori che sanno stare al gioco. Nel senso che se da Clooney sai cosa ti puoi aspettare, è Brad Pitt che sorprende per spigliatezza e Andy Garcia che fa il duro con sapiente ironia. E si può anche perdonare ai due scrittori che, d’accordo con la regia, adottino espedienti poco credibili perché un film di rapine è anche questo se deve rimanere nei binari della commedia, non è un vero heist-movie da genere thriller. E quindi fila tutto liscio.


Sicuramente, l’idea di partenza del regista è quella di giocare con gli attori che non necessariamente devono essere dei personaggi, perché in più occasioni si ha l’impressione che sono proprio loro – le persone in carne e ossa – che si divertono a “fare” i personaggi. Tanto che questo film, come detto, è solo l’inizio di una breve serie: dopo i lusinghieri incassi (si tratta di circa 450 milioni di dollari nei botteghini di tutto il mondo), con la cadenza dei 3 anni si sono girati i sequel Ocean's Twelve e Ocean's Thirteen, sempre diretti dal medesimo regista e con il conteggio del gruppo in aumento. Per giunta, nel 2018, Gary Ross ha firmato Ocean’s 8, un cosiddetto spin-off tutto al femminile che però non ha avuto la stessa risonanza, essendo meno divertente. O forse anche perché l’idea era semplicemente in esaurimento.


La poliedricità di Steven Soderbergh è dimostrata ancora una volta, se si pensa che egli veniva dal grandissimo Traffic, film molto impegnativo e giustamente premiatissimo (vari Oscar e Golden Globe). Qui invece si rilassa con un film di intrattenimento di buon ritmo, di simpatici e scintillanti dialoghi e di attori in gran forma.



 
 
 

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