Oldboy (2013)
- michemar

- 13 feb 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 8 giu 2023

Oldboy
USA 2013 azione 1h44’
Regia: Spike Lee
Soggetto: Nobuaki Minegishi, Garon Tsuchiya (manga)
Sceneggiatura: Mark Protosevich
Fotografia: Sean Bobbitt
Montaggio: Barry Alexander Brown
Musiche: Roque Baños
Scenografia: Sharon Seymour
Costumi: Ruth E. Carter
Josh Brolin: Joe Doucett
Sharlto Copley: Adrian Doyle Pryce
Elizabeth Olsen: Marie Sebastian
Samuel L. Jackson: Chaney
Richard Portnow: Bernie Sharkey
Michael Imperioli: Chucky
Pom Klementieff: Haeng-Bok
Lance Reddick: Daniel Newcombe
Rami Malek: Doo Doo Brown
Max Casella: Jake Preston
TRAMA: Joe Ducett è un pubblicitario che viene rapito e tenuto segregato per venti lunghissimi anni senza alcun motivo. Quando, in maniera altrettanto inspiegabile, viene rilasciato, per lui comincia una lunga e ossessiva ricerca tesa a rintracciare coloro che hanno voluto riservargli tale crudele trattamento. La sua sete di vendetta lo condurrà in una nuova rete di cospirazioni e tormenti.
Voto 6,5

Sorprende non poco, a chi conosce e frequenta il cinema di Spike Lee, questo remake del film del coreano Park Chan-wook, autore della trasposizione del manga Old Boy di dieci anni prima. Sorprende, e non pochi, che Lee prima di tutto rifà in buona parte uguale all’originale un’opera precedente, poi che rivolga la sua attenzione ad un fumetto, pur se di grande successo. E ne fa una copia ovviamente tutta all’americana, nel senso migliore del termine, apportando solo qui e là qualche rimaneggiamento e facendo tornare nella trama personaggi abbandonati dal coreano.

Impossibile, guardandolo, non fare paragoni continui durante la visione e trovare anche le differenze. Prima di tutto il protagonista Josh Brolin è ben differente dall’altro attore ma ciò non è un difetto, in quanto l’attore losangelino ci mette tutta la grinta che possiede e con un fisico come il suo, alto e possente, robusto, che lo fa sembrare basso e tarchiato, rende bene l’idea di una persona tenuta misteriosamente prigioniera per 20 anni, senza mai intuire il motivo, che cerca in quell’interminabile periodo di isolamento e prigionia, una vendetta a lungo sopita e che è disposta a tutto pur di arrivare alla persona che lo ha costretto ad una vita da animale in gabbia e a risolvere l’enigma che non gli fa trovare pace.

L’attore è davvero generoso nel suo darsi, è ammirevole, e Spike Lee gli dà possibilità di realizzare il classico personaggio da revenge-movie. Se Park Chan-wook colorava la pellicola di atmosfera orientale e ritmo pop, qui lo sviluppo è molto serio e impegnato. Non è lo stesso film, nell’insieme, ma altrettanto dicasi per il risultato, ampiamente al di sotto dell’originale. Ma si lascia vedere ampiamente.


Molto buono il cast, in quanto, oltre al già citato Josh Brolin, scopriamo un attore adatto al mistero come Sharlto Copley e un’attrice allora in forte slancio di carriera e che due anni prima si era rivelata con il bellissimo La fuga di Martha, Elizabeth Olsen. A completare, il mefistofelico Samuel L. Jackson.






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