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Once - Una volta (2007)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 11 feb 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 21 apr 2020



Once - Una volta

(Once) Irlanda 2007, drammatico, 1h25’

Regia: John Carney Sceneggiatura: John Carney Fotografia: Tim Fleming Montaggio: Paul Mullen Musiche: Glen Hansard, Markéta Irglová Scenografia: Tamara Conboy

Costumi: Tiziana Corvisieri


Glen Hansard: ragazzo Markéta Irglová: ragazza Hugh Walsh: Timmy Drummer Gerard Hendrick: il chitarrista Alaistair Foley: il bassista Geoff Minogue: Eamon Bill Hodnett: il padre del ragazzo Danuse Ktrestova: la madre della ragazza


TRAMA: Lui suona per le strade di Dublino. Vorrebbe fare il musicista ma in realtà ripara aspirapolveri insieme al padre. E sta cercando di dimenticare la donna della sua vita. Lei è un’immigrata ceca, con figlia e madre a carico (e marito assente), inoltre è una brava pianista. Nel giro di poche giornate cantano, forse si innamorano e cercano di incidere un disco con l'aiuto di alcuni altri musicisti.


Voto 7


Glen Hansard e Markéta Irglová, che sono i due attori protagonisti di questa bellissima e dolcissima storia, si conoscevano da anni, in quanto si esibivano già insieme come un duo folk, prima di qualsiasi coinvolgimento in questo film, prima insomma che il regista e sceneggiatore John Carney pensasse di farne un film. Hansard, che era un musicista abbastanza noto e leader del gruppo The Frames (dove appunto Carney era il bassista), sostenne subito e incoraggiò la carriera di Irglová, ottima musicista di pianoforte, e insieme decisero di incidere un album folk facendosi chiamare The Swell Season. Questo disco si può senz’altro considerare il primo seme piantato per far nascere l’idea del film. Il risultato è stato sorprendente e lo si potrebbe definire il nuovo genere di romanticismo del nuovo millennio, in cui non è tanto il sentimento tra i due giovani che domina la storia, quanto la chimica artistica e mentale che nasce tra i due, una intesa così armoniosa che riesce a toccare le corde più sensibili dello spettatore. È un film che posiziona il romanticismo non necessariamente nella direzione del sesso, ma che spinge alla ispirazione, all’apertura dell’uno verso l’altra, alla amicizia vera.


Lui è un giovanotto irlandese appena venuto fuori da una relazione finita e lei invece è una immigrata ceca che vive con la madre e la figlia avuta da un marito che ha preferito tornare in patria e i vuoti che li accompagnano sembrano così riempirsi. Le ballate folk sembrano il collante per iniziare una nuova vita artistica e l’intesa nella vita reale ne è solo la conseguenza, anche se si avverte di continuo un senso di provvisorio e di incertezza. Il finale è pervaso da delicatezza, speranza e dall’ultimo brano che lui le canta con trasporto, fino a farci emozionare. Non è un film che passò inosservato: la bellissima canzone Falling Slowly vinse addirittura l’Oscar nel 2008.

Per il regista John Carney, qui al suo quarto lungometraggio, è solo il primo passo verso la maturazione, che infatti porterà nel 2013 ad un film molto simile ma molto più fortunato, sia per la riuscita dell’opera sia per l’importanza dei nomi degli attori: Keira Knightleyn e Mark Ruffalo sono appunto i protagonisti di Tutto può cambiare, film che ha fatto conoscere in tutto il mondo il regista.



 
 
 

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