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One Hour Photo (2002)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 12 mar 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

One Hour Photo

USA 2002 thriller 1h36’


Regia: Mark Romanek

Sceneggiatura: Mark Romanek

Fotografia: Jeff Cronenweth

Montaggio: Jeffrey Ford

Musiche: Reinhold Heil, Johnny Klimek

Scenografia: Tom Foden

Costumi: Arianne Phillips


Robin Williams: Seymour "Sy" Parrish

Connie Nielsen: Nina Yorkin

Michael Vartan: Will Yorkin

Dylan Smith: Jake Yorkin

Andrew A. Rolfes: Dan Lyon

Erin Daniels: Maya Bruson

Eriq La Salle: det. Van Der Zee

Gary Cole: Bill Owens

Paul Hansen Kim: Yoshi Araki

Clark Gregg: det. Paul Outerbridge


TRAMA: Sy Parrish lavora in un supermercato nel reparto che si occupa di sviluppare le foto. Conosce così le immagini e i segreti di tutti. In particolare è affascinato dagli Yorkin: la loro felicità è diventata la sua, le foto della coppia ricoprono i muri del suo appartamento. Quando nella famigliola insorgono dei problemi, Parrish si sente in dovere di intervenire per difendere la sua immagine ideale di felicità.


Voto 7

Ben otto anni prima del meraviglioso Non lasciarmi (ma perché nessuna rete televisiva non lo manda mai in onda?), Mark Romanek gira il film che lo fece conoscere a tutti, un thriller sul classico personaggio solitario che vive solo in casa e per il lavoro, maniacale e preciso come un cronometro, dal sorriso accattivante che piace ai bambini e alle mamme.


Sy è il responsabile del reparto di sviluppo fotografie del superstore SavMart, è bravo nel suo lavoro, meticoloso e osserva con estrema attenzione la vita che si svolge in quel posto, ma soprattutto osserva, anzi meglio spia, la vita familiare dei suoi clienti. Dalle foto che abbiamo tutti in casa – oggi anche sullo smartphone – spesso sappiamo ricostruire i frangenti di quei ricordi e se guardiamo quelle degli altri riusciamo ad immaginare l’occasione e i motivi di quelle istantanee. Così fa Sy: ritaglia le pellicole, sviluppa le foto, le guarda e…

Quando la sua attenzione ricade sulla famiglia della bellissima Nina, riesce con furbi accorgimenti – quasi come fosse un esperto ladro di appartamenti - ad entrare nella loro casa ma soprattutto nella loro vita, almeno come se la immagina: quella ideale. Non è attratto dalla donna, ma dalla famiglia, quella famiglia che lui non ha mai avuto e sogna di avere, magari sostituendosi al marito. La tensione sale in parallelo con gli avvenimenti, sino all’apice disastroso.


Robin Williams si era fatta nella nostra mente una carriera di buono (magari capitano, oppure tata) ma dietro il suo viso di gomma era capace di nascondere diverse personalità, che lui era in grado di interpretare perfettamente, come questo Seymour "Sy" Parrish, mellifluo e pericoloso.


L’aspetto più recondito e cattivo saltò fuori specialmente in un paio di film dello stesso anno: questo e Insomnia, ed entrambi i registi ci videro benissimo.

Mark Romanek? Un regista sottovalutato e dimenticato, anche per colpa sua dato che non si è fatto più vivo sul grande schermo, dedicandosi a video musicali e serie TV.


 
 
 

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