top of page

Titolo grande

Avenir Light una delle font preferite dai designer. Facile da leggere, viene utilizzata per titoli e paragrafi.

Osama (2003)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 24 feb 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Osama

Afghanistan/Irlanda/Giappone/Iran/Olanda 2003 dramma 1h23’


Regia: Siddiq Barmak

Sceneggiatura: Siddiq Barmak

Fotografia: Ebrahim Ghafori

Montaggio: Siddiq Barmak

Musiche: Mahammad Reza Darvishi

Scenografia: Akbar Meshkini


Marina Golbahari: Maria/Osama

Khwaja Nader

Mohammad Arif Herati: Espandi

Zubaida Sahar: mamma

Hamida Refah

Gul Rahman Ghorbandi: muezzin

Mohammad Nadir Khwaja: mullah


TRAMA: A Kabul, Maria, una bambina di dodici anni, per mantenere la famiglia rimasta senza maschi, si taglia i capelli e si traveste da uomo, facendosi chiamare Osama. Scoperta e imprigionata, la ragazza viene condannata alla lapidazione, ma poi graziata e affidata a un vecchio mullah, una specie di orco, che la porta in casa insieme alle altre mogli.


Voto 6,5

‎I talebani governavano l'Afghanistan e nel 2021 sono tornati con le armi. Il film di Siddiq Barmak, produttore cinematografico, sceneggiatore e regista cinematografico afghano nato nel Panjshir, qui all’esordio nel lungometraggio, narra una storia ambientata nell’era precedente alla loro cacciata, utilizzando normali cittadini come attori.

Allora, come oggi, malgrado le false promesse di concessione di libertà, costituivano un regime repressivo soprattutto per le donne, alle quali, tra le altre cose, non è permesso lavorare. Si può parlare di questo film anche al presente, tanto non è cambiato nulla rispetto a prima. La situazione è particolarmente difficile per una famiglia composta da sole tre donne che rappresentano tre generazioni successive, dato che tutti i maschi della loro famiglia sono morti nelle varie guerre. La madre aveva lavorato come infermiera in un ospedale, ma indipendentemente dal fatto che non le fosse permesso di lavorare, i talebani hanno tagliato i finanziamenti all'ospedale.

La madre e la nonna prendono quella che sentono essere l'unica decisione che possono per sopravvivere: faranno in modo che Maria, la figlia preadolescente, si travesta da ragazzo in modo che possa trovare un lavoro per sostenere la famiglia. Questa, sentendosi impotente, accetta nonostante sia spaventata, consapevole che se i talebani scopriranno la sua messinscena la uccideranno certamente. Prima di iniziare questa pericolosissima avventura, quasi come una misura simbolica, lei nasconde una ciocca dei suoi capelli in una pentola in modo che la sua femminilità perduta possa prosperare.

Le uniche persone al di fuori della famiglia che conoscono lo stratagemma sono il venditore di latte che impiega la figlia - lui che era amico del padre defunto - e un ragazzo di nome Espandi che la riconosce nonostante il suo cambiamento esteriore nell'aspetto e che le suggerisce di cambiare il nome in Osama. La situazione però diventa più difficile quando i talebani reclutano tutti i ragazzi locali della scuola per includerli in un programma di addestramento militare‎. La dolce Maria/Osama affronterà diverse avversità.



Il film, premiato prima con la Caméra d'Or a Cannes 2003 e poi con il Golden Globe del 2004, ha un inizio potente e veloce, in cui si assiste alla repressione di una manifestazione di donne afghane da parte dei sempre presenti talebani, sequenza vista quasi in soggettiva da un cameraman che poi subirà una brutta fine. Il tipo di cinema che adotta il regista Siddiq Barmak rassomiglia molto a quello ben conosciuto, in stile tipicamente iraniano, col suo intreccio programmatico tra realtà e finzione, ma presto adotta il ritmo di un vero racconto dal chiaro intento metaforico.

Film che colpisce in maniera emozionante.




 
 
 

Commenti


Il Cinema secondo me,

michemar

cinefilo da bambino

bottom of page