Padrenostro (2020)
- michemar

- 19 giu 2022
- Tempo di lettura: 2 min

Padrenostro
Italia 2020 dramma biografico 2h
Regia: Claudio Noce
Sceneggiatura: Enrico Audenino, Claudio Noce
Fotografia: Michele D'Attanasio
Montaggio: Giogiò Franchini
Musiche: Ratchev & Carratello
Scenografia: Paki Meduri
Costumi: Olivia Bellini
Pierfrancesco Favino: Alfonso Le Rose
Barbara Ronchi: Gina Le Rose
Mattia Garaci: Valerio Le Rose
Francesco Gheghi: Christian
Anna Maria De Luca: nonna Maria
Mario Pupella: nonno Giuseppe
Lea Favino: Alice Le Rose
Eleonora De Luca: Ketty
Antonio Gerardi: Francesco
Francesco Colella: Rorò Le Rose
Paki Meduri: Valerio adulto
Giordano De Plano: Christian adulto
TRAMA: Valerio Le Rose è un bambino quando suo padre Alfonso, un commissario, subisce un attacco terroristico sotto casa. I genitori pensano che Valerio dorma, invece lui si sveglia e dal balcone assiste a parte della scena, anche se non ne parla con nessuno. Da quel momento la sua infanzia si consuma nella paura e in un costante stato di allerta, mentre i genitori cercano di celare a lui e alla sua sorellina Alice la pericolosità della loro esistenza sotto scorta. E l'antica abitudine di Valerio di inventarsi amici immaginari trova una materializzazione in Christian, un ragazzo di poco più grande ma apparentemente molto meno spaventato dalla vita.
Voto 5,5

Il film trae ispirazione dall'attentato del 14 dicembre del 1976 al vicequestore Alfonso Noce, padre del regista, da parte dei Nuclei Armati Proletari, in cui persero la vita il poliziotto Prisco Palumbo e il terrorista Martino Zicchitella.

Roma, 1976. Valerio (Mattia Garaci) ha dieci anni e una fervida immaginazione. La sua vita di bambino viene sconvolta quando, insieme alla madre (Barbara Ronchi), assiste all'attentato ai danni di suo padre Alfonso (Pierfrancesco Favino) da parte di un commando di terroristi. Da quel momento, la paura e il senso di vulnerabilità segnano drammaticamente i sentimenti di tutta la famiglia. Ma è proprio in quei giorni difficili che Valerio conosce Christian (Francesco Gheghi), un ragazzino poco più grande di lui. Solitario, ribelle e sfrontato, sembra arrivato dal nulla. Quell'incontro, in un’estate carica di scoperte, cambierà per sempre le loro vite.

Per la personalità e le esperienze del personaggio di Valerio, il regista Claudio Noce si è ispirato a suo fratello, che all'età di 11 anni assistette dal balcone all'attentato al padre. E svela: “La sua figura forte, magnetica, eroica, assurge ad archetipo di un'intera generazione di uomini in cui le emozioni erano percepite solo come debolezza e obbligate ad essere camuffate in silenzi. Nel dicembre del 1976, quando mio padre subì l'attentato, io avevo due anni, abbastanza per comprendere la paura troppo pochi per capire che quell'affanno avrebbe abitato dentro di me per molto tempo. Non sono mai riuscito a dirglielo. Scrivere questa lettera a mio padre tracciando i contorni di una generazione di bambini invisibili avvolti dal fumo delle sigarette degli adulti non è stato facile, provare a farlo mutando le parole da private in universali una grande sfida come cineasta e come uomo.”


Insomma, il protagonista Valerio è testimone dell’attentato, lo vede, lo sente, eppure gli adulti gli nascondono il contesto, non lo spiegano, lo negano, lo cancellano: non sono cose per bambini, come sentono spesso i fanciulli. È una storia di fantasmi negli occhi di un bimbo innocente.
Magistrale come sempre Pierfrancesco Favino, premiato con la Coppa Volpi a Venezia 2020.






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