Perfetti sconosciuti (2016)
- michemar

- 3 ott 2019
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 3 giu 2023

Perfetti sconosciuti Italia 2016, commedia, 1h37'
Regia: Paolo Genovese Sceneggiatura: Paolo Genovese, Filippo Bologna, Paolo Costella, Paola Mammini, Rolando Ravello Fotografia: Fabrizio Lucci Montaggio: Consuelo Catucci Musiche: Maurizio Filardo Scenografia: Chiara Balducci Costumi: Viviana Crosato
Giuseppe Battiston: Peppe Anna Foglietta: Carlotta Marco Giallini: Rocco Edoardo Leo: Cosimo Benedetta Porcaroli: Sofia Valerio Mastandrea: Lele Alba Rohrwacher: Bianca Kasia Smutniak: Eva
TRAMA: Durante una cena, un gruppo di amici decide di fare una specie di gioco della verità mettendo i loro cellulari sul tavolo. Per la durata della cena, messaggi e telefonate sono condivisi tra loro, mettendo a conoscenza l'un l'altro dei propri segreti più profondi.
Voto 7

Lo smartphone. Questo oggetto di comunicazione che ci tiene legati anche (per molti, per tanti) 24 ore al giorno, dove non custodiamo solo numeri di telefono ma chat private, legami, amicizia e... tanti segreti. E dormiamo sonni tranquilli perché ci sentiamo perfino protetti da una password che riteniamo essere sicurissima (?) e che ci dà l'idea di essere "blindati" verso l'esterno e gli altri. È come avere (crediamo) una piccola cassaforte portatile di cui nessun altro conosce la combinazione segreta, che ci portiamo dietro dappertutto (eh sì, anche a letto o nel bagno...) e che apriamo malvolentieri alla vista altrui se non per mostrare gli ultimi scatti ma soprattutto il recente maledetto selfie, sperando che nel frattempo non ci raggiunga proprio in quel preciso momento un messaggio sullo schermo.

Ma che succede se apriamo lo scrigno alla vista di tutti? Abbiamo segreti? abbiamo cadaveri nell'armadio? E se per gioco o sfida mettiamo tutte le carte in tavola cosa succede? soprattutto alla vista del nostro partner? Diciamo la verità: non è che non ci pensiamo, piuttosto non vogliamo minimamente immaginare che possa accadere.
Sulla base di questa ipotesi Paolo Genovese e altri sceneggiatori, tra cui il validissimo Rolando Ravello, persona mai sufficientemente apprezzata dal grande pubblico e che in tanti non conoscono pur essendo validissimo, imbastiscono una sitcom riassumendo la varie situazioni che possono accadere, spiando e fotografando le varie reazioni di ogni partecipante a questo festival amichevole ma imbarazzante. Succede allora che su una frase scoperta, una foto mai mostrata al partner, si pensa di cavarsela con un sorriso ammiccante, con un "Ma dai, te l'avevo raccontato, ma non ti ricordi?", oppure "sì, sì, ma tanto tempo fa", e così via.

Possibile che in un contesto come questo possano finire amori o dare adito a litigi fino a qualche minuto prima impensabili? Possibile che si possa provare l’impressione di non aver mai conosciuto bene il proprio marito o la propria moglie che prima pareva di conoscere alla perfezione? Ma come è successo che non ci si era accorti prima? Non sono i cosiddetti altarini scoperti, succede veramente che saltano evidenti alcuni aspetti della nostra vita più intima: ecco perché Peppe non portava mai la sua donna, ecco perché quell’altro si assentava nei momenti più impensabili, e via dicendo. Beh, forse era il caso che in occasione di questa cena qualcuno lanciava la sfida dei cellulari, perché solo così tante circostanze saltavano evidenti.
Ma la domanda successiva è: ma valeva la pena? Non era preferibile continuare la nostra vita con le piccole bugie e i minimi segreti pur di mantenere la stabilità delle amicizie e dei rapporti di coppia? Questo ovviamente vorrebbe dire ipocrisia, cioè quel brutto difetto che spesso salva le apparenze e la nostra esistenza. Brutta cosa, chiaro, ma salvifica in tante occasioni. Come dice La Rochefoucauld: “L'ipocrisia è un omaggio che il vizio rende alla virtù.”

Il merito di Paolo Genovese? Semplice: quello di aver messo nero su bianco, o meglio, al centro di una bella tavolata di coppie amiche un terribile gioco di carte scoperte e di aver lasciato che ognuno si liberasse della ipocrisia del finto sorriso, di aver dato la possibilità ad ognuno di sbranare l’avversario del momento dando così la sensazione di una liberazione psicologica che fa star meglio. Il difficile era non cadere nel patetico e nell’assurdo, tranello evitato con furbizia e intelligenza mediante una sceneggiatura basata su dialoghi efficacissimi, continuamente tra il divertente e il drammatico, ben sapendo che sicuramente in una commedia come questa tutto va a finire bene, prima o poi. Subito dopo o dopo qualche giorno.
Secondo merito (e notevole) quello di aver radunato il meglio degli attori della nostra commedia attuale, un gruppo affiatatissimo che si è messo a disposizione perfettamente, ognuno di loro con personaggi resi credibili dalla loro simpatia e bravura, però a mio parere restando quello che sono normalmente. Per dire, Marco Giallini fa il Marco Giallini, Edoardo Leo fa l’Edoardo Leo che conosciamo, e così via. Personaggi verosimili che danno maggiore credibilità all’azione. Eccellenti anche le belle ragazze che fanno parte del cast: da Anna Foglietta a Alba Rohrwacher, fino a Kasia Smutniak.

Paolo Genovese e compagnia hanno quindi saputo costruire una commedia tanto vivace e incalzante che in breve tempo il film è diventato il simbolo dei tempi e il successo si è subito realizzato. Come un riuscito kammerspiel all'italiana fatto molto bene, scritto ottimamente e recitato alla grande. Il risultante è stato così eclatante che è stato presto imitato i tutto il mondo con tanti di quei rifacimenti che a tutt’oggi è inutile fare delle statistiche. Si sa solo che ormai se ne contano a centinaia, ognuno ambientato e adattato all’ambiente del Paese in cui è stato realizzato. Se non vuol dire successo questo! Finalmente c’è una commedia che abbiamo saputo esportare all’estero, come non succedeva dai tempi d’oro della gloriosa commedia all’italiana.

Riconoscimenti
2016 – David di Donatello
Miglior film
Migliore sceneggiatura
Candidatura miglior regista
Candidatura migliore attrice protagonista a Anna Foglietta
Candidatura migliore attore protagonista a Marco Giallini
Candidatura migliore attore protagonista a Valerio Mastandrea
Candidatura migliore canzone originale
Candidatura miglior montaggio
Candidatura miglior sonoro






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