Predator (1987)


Predator
USA Messico 1987 azione/fantascienza 1h47’
Regia: John McTiernan
Sceneggiatura: Jim e John Thomas
Fotografia: Donald McAlpine
Montaggio: Mark Helfrich, John F. Link
Musiche: Alan Silvestri
Scenografia: John Vallone
Costumi: Marilyn Vance-Straker
Arnold Schwarzenegger: magg. Alan “Dutch” Schaefer
Elpidia Carrillo: Anna Gonsalves
Carl Weathers: magg. George Dillon
Sonny Landham: Billy Sole
Bill Duke: serg. Mac Eliot
Jesse Ventura: Blain Cooper
Richard Chaves: Poncho Ramirez
Shane Black: Rick Hawkins
TRAMA: Dutch è un ex agente della Cia ingaggiato per una missione speciale: deve liberare nella giungla del Centroamerica un politico sequestrato dai guerriglieri. La missione viene compiuta, ma sulla strada del ritorno Dutch e i suoi uomini fanno la conoscenza di un’entità misteriosa e ferocissima. A uno a uno, tutti i componenti della squadra cadono, tranne Dutch.
VOTO 7

Si può definire, almeno nel suo genere, una pietra miliare e per diversi motivi. Prima di tutto rappresenta la definitiva affermazione di due persone importanti nell’arte del cinema: il primo è il regista John McTiernan, che con il fratello Jim (entrambi ex bagnini, uomini di fatica e falegnami) idea e scrive la sceneggiatura di un film che prende il volo e si afferma il capostipite di un franchise che durerà anni ed ancora oggi produce prequel, sequel e via dicendo, compreso fumetti, romanzi e videogiochi. Per il regista è l’inizio di una carriera piena di successi di film d’azione. Poi c’è l’attore protagonista, Arnold Schwarzenegger, un culturista di un certo successo proveniente dall’Austria, che ha modo di mettersi in mostra e trovare la maniera di cominciare un percorso che lo porta tra gli interpreti più famosi dei nostri giorni.

Nella giungla dell’America Centrale, una squadra d’élite guidata dal maggiore Dutch Schaefer viene inviata a recuperare un ministro rapito dai guerriglieri, sotto la supervisione dell’agente CIA Dillon. Giunti sul posto, scoprono che l’elicottero del ministro è stato abbattuto e che una precedente squadra di berretti verdi è stata brutalmente massacrata. Nonostante i sospetti sulle reali intenzioni di Dillon, il gruppo attacca il campo nemico, trovando solo una superstite, Anna. Mentre si allontanano, un misterioso essere li osserva dall’alto degli alberi con una visione a infrarossi. Uno dopo l’altro, i soldati iniziano a cadere vittime di un predatore invisibile, che uccide con precisione chirurgica e senza lasciare tracce. La tensione cresce mentre Dutch comprende che non stanno affrontando guerriglieri, ma qualcosa di molto più letale. Il gruppo tenta di organizzare difese notturne, ma il nemico continua a colpire con spietata efficienza. Anna rivela di aver visto un liquido verde, forse il sangue della creatura, suggerendo che non è invulnerabile.

Con la squadra decimata, Dutch decide di tendere una trappola, ma il piano fallisce e il Predator continua la sua caccia, eliminando Dillon, Billy e Poncho. Ferito e ormai solo, Dutch ordina ad Anna di fuggire disarmata, intuendo che la creatura attacca solo chi è armato. Braccato, precipita da una cascata e si ritrova ricoperto di fango, scoprendo accidentalmente che questo lo rende invisibile alla visione termica del Predator. Sfruttando l’ambiente, costruisce armi primitive e prepara un nuovo scontro. Il duello finale diventa un confronto fisico e strategico, in cui Dutch riesce a intrappolare e ferire mortalmente l’alieno. Prima di morire, il Predator attiva un dispositivo di autodistruzione, costringendo Dutch a una fuga disperata. L’esplosione devasta la giungla, ma Dutch sopravvive e viene recuperato da un elicottero, stremato ma vivo. La sua battaglia contro il cacciatore extraterrestre si conclude così, lasciando un segno indelebile nella sua memoria.

È vero, si sono affermati alla grande un regista ed un attore reduce dal successo di Conan il barbaro, ma è nata anche una star di fantasia: il Predator, nome che segna il futuro del cinema d’azione misterioso e letale. Ci saranno molte imitazioni ma questo è il vero doc e nessuno potrà eguagliarlo, anche perché il film è davvero avvincente, per idea e realizzazione.

Ovviamente è un genere particolare che non attira tutti gli spettatori e, confesso, neanch’io sono un appassionato della specialità, ma ad onore del vero non si può negare la solidità del film e la fattura consistente e gli incassi del botteghino dimostrarono come fu gradito. Pur riconoscendone i limiti visti da chi non lo ama, va apprezzata la tensione e la capacità di John McTiernan di mantenere un ritmo serrato e si deve sottolineare come la semplicità della struttura narrativa non comprometta l’efficacia dell’insieme, anzi contribuisca alla sua immediatezza. I personaggi, privi di evoluzione e di profondità psicologica, risultano comunque funzionali e ben distinti, con Arnold Schwarzenegger in un ruolo insolitamente sensibile. Inoltre, ottima è la qualità delle sequenze d’azione, dirette con realismo e grande senso del divertimento. La suspense, sempre presente, sostiene l’intero impianto del film e ne amplifica l’impatto. In conclusione, pur non considerandolo un capolavoro, va riconosciuto la sorprendente capacità di intrattenere e coinvolgere.


Riconoscimenti
Oscar 1988
Candidatura per i migliori effetti speciali






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