Terminator (1984)


Terminator
UK USA 1984 fantascienza/azione 1h47’
Regia: James Cameron
Sceneggiatura: James Cameron, Gale Anne Hurd
Fotografia: Adam Greenberg
Montaggio: Mark Goldblatt
Musiche: Brad Fiedel
Scenografia: Maria Caso
Costumi: Hilary Wright
Arnold Schwarzenegger: Terminator
Michael Biehn: Kyle Reese
Linda Hamilton: Sarah Connor
Lance Henriksen: Hal Vukovich
Paul Winfield: Ed Traxler
Rick Rossovich: Matt Buchanan
Bess Motta: Ginger Ventura
Earl Boen: Peter Silberman
TRAMA: Un terminator, micidiale macchina dalle fattezze umane, viene inviato dal futuro per uccidere Sarah. Unica colpa della donna: suo figlio diventerà il capo della resistenza condotta dal genere umano contro le macchine rimaste padrone del mondo, dopo la catastrofe nucleare.
VOTO 7

James Cameron era ancora un regista sconosciuto, Arnold Schwarzenegger era reduce dalla notevole figura del barbaro Conan, Linda Hamilton era praticamente un’anonima caratterista, ma il primo film del franchise Terminator aprì loro la strada del vero successo, anche perché da questo film ne derivarono ben quattro sequel: Terminator 2 - Il giorno del giudizio, Terminator 3 - Le macchine ribelli, Terminator Salvation e Terminator - Destino oscuro; il reboot Terminator Genisys; la serie televisiva Terminator: The Sarah Connor Chronicles; la miniserie animata anime sulla piattaforma Netflix Terminator Zero, e poi fumetti, romanzi e videogiochi. Una valanga.

Nel 2029 le macchine, guidate dall’IA Skynet, hanno quasi sterminato l’umanità. Per impedire la nascita del futuro leader della Resistenza, John Connor, viene inviato nel 1984 un cyborg assassino dalle fattezze umane: il Terminator. Dallo stesso futuro parte anche Kyle Reese, un soldato incaricato di proteggere Sarah Connor, la giovane donna che un giorno darà alla luce John. Il Terminator arriva a Los Angeles e comincia a eliminare tutte le donne chiamate Sarah Connor, seguendo l’elenco telefonico. Kyle rintraccia la vera Sarah e la salva in un locale notturno, spiegandole la guerra futura e la missione del cyborg. Inizia una fuga incessante: il Terminator li insegue senza tregua, indistruttibile e capace di rigenerarsi. La polizia arresta Sarah e Kyle, ma il Terminator assalta la stazione e stermina gli agenti.

I due scappano e si rifugiano in un motel, dove costruiscono bombe artigianali. Kyle confessa a Sarah di essere innamorato di lei da anni, e i due si uniscono. Il Terminator li ritrova e li bracca in un nuovo inseguimento. Kyle riesce a ferire il cyborg ma muore nell’esplosione della sua ultima bomba. Lo scheletro metallico del Terminator sopravvive e tenta di uccidere Sarah. Lei lo attira in una fabbrica e lo distrugge schiacciandolo sotto una pressa idraulica. Sei mesi dopo, Sarah è incinta e viaggia verso il Messico, registrando messaggi per il figlio che nascerà. Un ragazzo le scatta una foto: sarà quella che John consegnerà a Kyle nel futuro. All’orizzonte si addensano nuvole di tempesta: la guerra non è finita.

E pensare che non nacque come blockbuster, ma come film di nicchia a basso budget. Pur avendo incassato bene, non fu un successo tale da garantire automaticamente un seguito. La sua fortuna arrivò dopo: l’appetito crescente per la fantascienza negli anni ’80 e l’esplosione dell’home video lo trasformarono in un fenomeno. Quando James Cameron consolidò la propria reputazione con Aliens, diventò inevitabile realizzare un sequel.
Il film unisce azione e idee, richiedendo attenzione per seguire i paradossi del viaggio nel tempo. Lodevole è la capacità di Cameron di costruire tensione, dare spessore ai personaggi e ottenere molto da attori non particolarmente versatili. Gli effetti speciali del 1984 oggi appaiono datati, ma la forza del film sta nella solidità della storia e nella visione del regista. Schwarzenegger appare decisamente un attore adatto e perfetto, come anche la fisicità di Linda Hamilton, ma l’aspetto più notevole è ciò che James Cameron riuscì a ottenere con risorse limitate: un film che combina adrenalina e idee, e che ha retto sorprendentemente bene nel tempo.






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